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Vivere in Lussemburgo - Abbazia di Neumünster

Centre culturel de rencontre Abbaye de Neumünster



STORIA DELL'ABBAZIA


L'Abbazia di Neumünster è un centro culturale situato nel quaritere Grund della città di Lussemburgo. Dopo che l'originale Abbazia Benedettina situata nel Plateau di Altmünster fu distrutta nel 1542, i monaci costruirono nel 1606 una nuova abbazia (Neumünster) nel Grund, il quartiere basso della città. Questa fu a sua volta distrutta da un incendio nel 1684 e subito ricostruita nello stesso luogo nel 1688, con un importante ampliamento nel 1720.

Dopo la rivoluzione
francese assunse il ruolo di stazione di polizia e di prigione, prima di diventare una caserma per i prussiani, dopo la sconfitta di Napoleone del 1815. Dal 1867 fu usata ancora come prigione. Dal 1997 l'Abbazia diventa la sede dell'Istituto Europeo degli Itinerari Culturali.

Durante la Seconda Guerra Mondiale i nazisti la usavano per imprigionare oppositori politici alla loro occupazione del Lussemburgo. Tra i più noti prigionieri politici vi fu lo scultore lussemburghese Lucien Wercollier.
A seguito di lavori di ristrutturazione, Neumünster è stata riaperta al pubblico nel maggio del 2004 come luogo di incontro e centro culturale (www.ccrn.lu).

Oggi accoglie una fitta programmazione di concerti, mostre e seminari, nonché un'esposizione permanente di opere appartenenti alla collezione privata dello scultore Lucien Wercollier presso l'omonimo Chiosco.

Fra gli importanti episodi che ne hanno fatto la storia, il 25 aprile 2005 è stato firmato presso l'Abbazia di Neumünster il trattato di adesione della Bulgaria e della Romania all'Unione europea.

DATI TECNICI SULL'ABBAZIA


La copertura in vetro

Al fine di preservare la storia e l’architettura originale del complesso, il cortile rettangolare interno che serve un’area pedonale ospita spazi per esposizioni temporanee ed è stato coperto un tetto di vetro completamente trasparente.
Originariamente la copertura vetrata era stata progettata utilizzando dei vetrocamera e la ventilazione meccanica, ma alla fine la scelta è caduta su vetri singoli e possibilità di aerazione naturale. Il vetro scelto è un vetro extrachiaro in modo da garantire la massima illuminazione all’interno del cortile.
Sono stati predisposte due tipologie di tagli per i vetri che compongono la copertura: vetri triangolari posti alle estremità e trapezoidali in tutto il resto della copertura.


La struttura metallica

La struttura della copertura vetrata funziona come una conchiglia ibrida, costituita da archi e cavi pretensionati che compongono una struttura a rete composta da triangoli.
Gli archi sono costituiti da tubi in acciaio inossidabile da 80 mm di diametro, inclinati di 60° rispetto alla facciata. Essi connettono i due lati della facciata da una estremità all’altra, e coprono un interasse di 19 metri. Un particolare sistema radiale pretensionato è stato impiegato per i cavi sempre in acciaio inossidabile al fine di controllare la deformazione della struttura. Non esiste una struttura perimetrale. Ogni arco appoggia si una struttura in cemento nascosta, in modo da accentuare al massimo la leggerezza dell’intervento.


Ancoraggi

Gli elementi di fissaggio sono in acciaio inossidabile e costituiscono una variante del sistema di vetrata appesa. Per rispondere alle diverse varianti geometriche, i ragnetti che sostengono i vetri hanno delle barre doppie di connessione. Questo permette di limitare il numero dei ragnetti a tre sole tipologie.
L’apparente semplicità e la sorprendente leggerezza della copertura vetrata rivela una certa ingenuità e una profondità progettuale, evidente nei dettagli e nella geometria. Il risultato è impressionante: l’abbazia è diventata un’area aperta, uno spazio ideale per incontri, conferenze e scambio di cultura.

fonte: ccrn, wikipedia, arcelor-mittal;
traduzione e adattamento: Guglielmo Sessa.



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