Lussemburgo Capitale della Cultura 2007

Capita ogni tanto, girando per Lussemburgo, di imbattersi nella sagoma di un cervo che lancia il suo urlo verso il cielo, una sagoma azzurra ritagliata nel metallo.
Guardando un po’ più attentamente, scopriamo che l’animale è stato marchiato, sul fianco, con le cifre 2007. Allora facciamo mente locale: il cervo azzurro è il logo di Luxembourg et Grande Région Capitale Européenne de la Culture 2007.
Ricordiamo cioè che la città di Lussemburgo, insieme con la Grande Région, ha partecipato, vincendola, alla selezione dell’Unione europea (http://ec.europa.eu/culture/our-programmes-and-actions/doc413_fr.htm), e si è aggiudicata per il 2007 il titolo di Capitale Europea della Cultura.

In quell’arco di tempo, Lussemburgo è stata pubblicizzata su scala internazionale come centro nevralgico delle attività culturali del continente (come lo è stata, nel 2010, Istanbul, che i manifesti promozionali ci invitano ad andare a visitare proprio ora), ha avuto la possibilità preziosissima di mettere in evidenza in tutta Europa le proprie istituzioni culturali e le proprie tradizioni, ha partecipato di finanziamenti comunitari che le hanno permesso di attuare un programma culturale eccezionale.
Il programma ‘Capitale Europea della Cultura’ è stato lanciato nel 1985 dal Consiglio dei Ministri dell’Unione europea su iniziativa dei ministri della cultura della Francia, Jack Lang, e della Grecia, l’energica Melina Mercouri, con la promozione di Atene quale prima capitale europea della cultura, e aveva il duplice scopo di mettere in evidenza la pluralità culturale dell’Europa, e di avvicinare i cittadini europei per il tramite stesso della ricchezza e diversità delle loro culture.
Considerato l’importante ritorno economico e di prestigio che la qualifica di Capitale della Cultura comporta, le città europee se la contendono con accanimento. Le candidate devono presentare alla commissione giudicatrice una proposta culturale strutturata, coerente e rappresentativa della loro identità, che integri arti diverse, e che indichi con chiarezza le istituzioni coinvolte. Sono già in corso le selezioni per individuare le capitali della cultura fino al 2019.

È anche per questa elevata competizione che da diversi anni, il titolo di capitale europea è stato ‘sdoppiato’ e affidato a due città contemporaneamente, circostanza che permette tra l’altro alle due vincitrici, nell’arco dell’anno, di intrecciare scambi e attuare programmi congiunti. Nel 2002 le capitali erano Bruges e Salamanca, nel 2004 Genova e Lille, nel 2008 Liverpool e Stavanger (Norvegia), nel 2009 Linz e Vilnius (Lituania). Nel 2007 Lussemburgo ha condiviso il titolo con la rumena Sibiu.
Lussemburgo ha saputo concretizzare in modo molto puntuale gli obiettivi della manifestazione -la pluralità culturale e l’interdisciplinarietà- coinvolgendo cinque regioni e quattro Paesi, diversi per aspetti linguistici, culturali, amministrativi, politici. Con le parole di Claude Frisoni, Direttore Generale dell’Abbaye de Neumünster, e di Guy Dockendorff, Direttore Generale del Ministero della Cultura del Granducato: « Associer des populations de nationalités, d'expression linguistique, de traditions différentes, dans une région qui fut dans le passé le cadre de conflits, d'annexions, d'occupations sanglantes est un acte symbolique fort de confiance dans la citoyenneté européenne et dans le rôle déterminant de facteur de cohésion sociale qu'est la culture » (http://www.gouvernement.lu/dossiers/culture_tourisme_lang/capitale_culture_2007/index.html)

E qui torniamo al logo dell’evento, il famoso e criptico cervo blu, icona piuttosto bizzarra realizzata dall’agenzia pubblicitaria lussemburghese Bizart, vincitrice di un concorso. Il cervo, animale presente su tutto il territorio della Grande Région, e addirittura allusivo rispetto alla Transilvania, dove si trova Sibiu, la capitale della cultura gemella di Lussemburgo nel 2007, è stato semplificato in una sagoma monocroma, di un azzurro squillante ed evocatore, con il testone rovesciato all’indietro, che lancia il suo richiamo al cielo, verso tutta la Grande Région e oltre.
La proposta culturale a Lussemburgo durante tutto il 2007 è stata ampia e molteplice, come alcuni documenti lasciano ancora intuire a chi non ha avuto la fortuna di assistere dal vivo (http://www.mcesr.public.lu/presse/annee_culturelle_2007/rb_video_lux2007.html).

Lussemburgo capitale ha goduto per un anno di grande visibilità, ha visto aumentare i flussi turistici, le entrate economiche e l’interesse internazionale. Ma una Capitale della Cultura avrà davvero sfruttato al meglio l’opportunità che le è data se riuscirà a mantenere l’attenzione del pubblico internazionale anche in seguito, rendendo stabili le iniziative eccezionali attuate grazie ai finanziamenti europei, e prolungandone nel tempo i benefici. Poiché l’obiettivo ulteriore di questo programma è lo sviluppo culturale ed economico a lungo termine della città, l’UE ha incluso tra i criteri per la selezione della Capitale Europea della Cultura una fase di verifica dopo la fine dell’anno di reggenza della città.
A Lussemburgo come stanno le cose? Dopo tre anni, è possibile forse constatare che, per fortuna, i residui lasciati da Luxembourg et Grande Région Capitale Européenne de la Culture 2007 non sono solo i cervi blu disseminati qua e là per la città. È un bene che la città di Lussemburgo dia un seguito agli sforzi fatti nel 2007, continuando a impiegare gli spazi inaugurati all’epoca. La grande Rotonde 1 a Bonnevoie, restaurata nel 2007 per divenire luogo di accoglienza della città Capitale, è stata in seguito sfruttata per esposizioni e rappresentazioni di arti performative. La stessa sorte seguirà presto, ci auguriamo, la vicina Rotonde 2.
