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ARTE

Casino Incaos. Baroque Courtoisie.

Monografica di Bruno Peinado al Casino
Forum d’Art Contemporain

dal 25 settembre al 9 gennaio 2011

Se vi è capitato nell’ultima settimana di attraversare a piedi il pont Adolphe in direzione del centro città, forse avrete notato che l’insegna del museo ha subito un piccolo sabotaggio. Le lettere sono state anagrammate: invece di ‘CASINO’, leggiamo ‘INCAOS’.

Cosa è successo?

È passato Bruno Peinado.

Casino Incaos
Casino Incaos

Il Forum d’Art Contemporain ha dedicato all’artista francese una mostra monografica, curata da Kevin Muhlen, inaugurata il 25 settembre scorso. Peinado non ha saputo resistere, ha voluto impossessarsi dei neon che compongono l’insegna del Casino, il segno distintivo che lo rende riconoscibile nel contesto urbano, lo ha rivisitato in una veste sofisticata e piena di umorismo.

Già da qui, dall’esterno della galleria, intuiamo qualcosa su come questo artista affronta la realtà: se ne appropria, le rielabora e le ripropone con il suo tono giocoso, in una miniera di sottintesi. INCAOS. Una mostra che ci invita a tuffarci in un caos primordiale, in un materiale indistinto e apparentemente scoordinato.


In effetti le opere sparpagliate nelle sale, lungi dal suggerire una lettura univoca, sono diverse per dimensione, materiali, tecniche, e sembrano guidate da un criterio di disordine e disomogeneità. Nello spazio della mostra domina il principio di indeterminazione. Eppure intuiamo che tra i lavori di Peinado vi sia un tratto comune, e cominciamo a intuirlo, di nuovo, fin dall’esterno della mostra: sulla copertura della vetrata del Casino sono comparse alcune curiose sagome, tra cui riconosciamo, inevitabilmente, almeno alcune immagini intramontabili del nostro tempo. Un enorme Bibendum Michelin, una banana che, benché leggermente alterata, non può che essere quella disegnata da Andy Wahrol, che figura su un celebre album dei Velvet Underground. Ecco il tratto comune.

I lavori di Peinado ci ripresentano, doverosamente reinterpretate, le autentiche icone del nostro presente. Le immagini che fanno parte del repertorio visivo contemporaneo, che ormai abbiamo digerito e assorbito come nostre, ci vengono offerte attraverso una nuova prospettiva.

L’intuizione si consolida quando entriamo nella hall del Forum d’Art Contemporain e ci imbattiamo in alcuni solidi tridimensionali di metallo, che, per quanto vandalizzati e ingigantiti, sono inconfondibilmente i pezzi del tetris, i mattoncini che tutti noi ci siamo affannati a incastrare, in uno dei capostipiti indiscutibili dei videogiochi mondiali.


E l’intuizione diventa certezza quando, al piano di sopra, troviamo una mela sanguinante che non può non evocare un misto di peccato originale e di fiaba di Biancaneve, un pugno guantato a scala gigante, che per le sue quattro dita è chiaramente il pugno di Mickey Mouse, colto mentre ci fa il saluto comunista, e un teschio (quanto spesso ci capita, nella vita di ogni giorno, di vedere dei teschi? Sulle bottiglie di detersivo i teschi ci mettono in guardia sulla tossicità, nelle bandiere dei pirati, sulle felpe firmate, sui murales per strada…).

Il teschio sovradimensionato
, luccicante e rotante su sé stesso, è stato trasformato in luce stroboscopica da discoteca.
E poi ancora il faccione dello smile e il simbolo dell’anarchia, il cui tratto leggermente ispessito lo fa assomigliare, a sua volta, a un volto clownesco.

Peinado ci ripropone il nostro stesso linguaggio figurativo. Il nostro vocabolario per immagini, arricchito, colorito, insaporito.
Ma a questo lessico ‘pop’ Peinado mescola altri riferimenti colti, e insinua nelle sue opere decine di citazioni al mondo dell’arte, recente e meno recente. L’influenza del barocco, dichiarata già nel titolo della mostra, Casino Incaos. Baroque Courtoisie, si palesa nei modi più inattesi. Nella hall d’ingresso, due altissime pile di copertoni dipinte di bianco, le Colonnes torses, ruotano su sé stesse, riferimento alla colonna tortile, protagonista dell’architettura barocca fin nella sua manifestazione più celebre, il baldacchino di San Pietro.


Del resto la curva, il cerchio, l’ellissi, la spirale, hanno ossessionato architetti e matematici barocchi, che ne cercavano le manifestazioni perfette nella natura. Non per niente al primo piano troverete una collezione di conchiglie tremolanti e borbottanti, dalle magnifiche forme a chiocciola.

Le allusioni, molteplici e contraddittorie ai grandi artisti si moltiplicano e si incrociano. Vi è il dichiarato omaggio al maestro del minimalismo americano Ellsworth Kelly in Kelly Suite, e poi, la celebre libreria Carlton di Ettore Sottsass, quasi un manifesto della cultura postmoderna, spogliata delle sue vistose superfici colorate e delle sue fantasie chiassose, e ridotta alla semplice, nuda struttura in legno. Un manifesto postmoderno trasformato in volume minimalista.

Questa vasta impresa di riciclaggio dei segni del nostro universo contemporaneo, ci spinge a interrogarci sul rapporto che abbiamo con esso, e ci invita a riconsiderare criticamente questi codici.

Con le parole di Peinado: "Ma logique est celle de la créolisation, du métissage. Le monde est une collision d'images".

Il mondo è CAOS.

Julia Valditara

QUANDO:

La mostra sarà aperta fino al 9 gennaio 2011.

Orari di apertura: lun, mer, ven: 11-19. Gio: 11-20. Sab, dom, giorni festivi: 10-18. Chiuso il martedì.
 

DOVE:

Casino Forum d’Art Contemporain
41, rue Notre-Dame, L-2013 Luxembourg.
www.casino-luxembourg.lu


Fotogallery:

foto: Guglielmo Sessa

COMMENTI:

Complimenti all'artista, siamo effettivamente in un gran Incaos,.TUTTO forma e poca sostanza.Torniamo al minimalismo dovremmo leggere, capire ed essere piu vicini alla natura .PROSIT

Postato da Carmen il 30-10-2010



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