ARTE - MUDAM
MAURIZIO GALANTE & TAL LANCMAN: TRANSVERSAL DESIGN
MUDAM: Dal 11.02 al 13.05.2012

Schizzi per la mascotte MU del museo MUDAM 2001
Creazioni che nascono dalla ripetizione ossessiva di unità elementari. Le opere di Maurizio Galante sembrano leggere come carta crespa, ma allo sguardo ravvicinato rivelano la loro complessa architettura...
LE OPERE:
Il MUDAM dedica una mostra al couturier di Latina e al brand Interware che Galante ha creato nel 2003 con Tal Lancman, il trend scouter di Tel Aviv. Tra moda, arte e design i due raccontano la loro ricerca interdisciplinare e la trasposizione di una metodologia creativa anche in settori diversi dalla moda.
Le strutture complesse della natura e lo zoomorfismo sono riferimenti più o meno citati.
Conigli, scheletri di ippopotami africani, tigri della Malesia e cactus spinosi si trasformano in pouf per Cerruti Baleri che riportano la bidimensionalità dell’immagine alla vita. Viventi sono anche gli indumenti in denim, animati da centinaia di aghetti di perline, quasi fossero coralli.
Le strutture complesse della natura e lo zoomorfismo sono riferimenti più o meno citati.
Conigli, scheletri di ippopotami africani, tigri della Malesia e cactus spinosi si trasformano in pouf per Cerruti Baleri che riportano la bidimensionalità dell’immagine alla vita. Viventi sono anche gli indumenti in denim, animati da centinaia di aghetti di perline, quasi fossero coralli.

Tigre Nuage, 2009
Imitazione della natura anche per Le Nuage Tigre, lo straordinario felino a grandezza naturale, realizzato con 2500 pezzi di toulle. Nell’opera, la forza e lo scatto fisico dell’animale contrastano con l’immaterialità del suo corpo, aereo come una nuvola.
L’artificializzazione della natura e il suo opposto, il ritorno dell’artificiale alla natura, sono il tema di un altro intervento del duo, Transition Végétale. Moda e botanica si intersecano in abiti vegetali dove le piante ci crescono dentro.
L’artificializzazione della natura e il suo opposto, il ritorno dell’artificiale alla natura, sono il tema di un altro intervento del duo, Transition Végétale. Moda e botanica si intersecano in abiti vegetali dove le piante ci crescono dentro.
L'ARTISTA:

Maurizio Galante
Nato nel 1963 Maurizio Galante ha studiato moda dal 1980 al 1984 presentando l’anno dopo la sua primissima collezione “Maurizio galante X Circolare” a Milano Collezioni.
La moda italiana ed estera si accorge subito del giovane talentuoso tanto che dopo alcune fortunate stagioni nel 1988 gli viene conferito il premio “Fil d’Argent” a Montecarlo. E’ solo l’inizio delle sue avventure fashion intorno al mondo. Nel 1991 è per la prima volta nel calendario delle sfilate Parigine di Alta Moda. Nel 1994 conquista New York, l’anno dopo Pechino e nel 1996 sfila a Tokyo.
Ma la svolta avviene nel 1997 quando Galante abbandona l’Italia e si trasferisce a Parigi, seconda patria, casa, città amante tra i cui viali gira in bicicletta alla ricerca di idee e relax. “Io ho avuto la possibilità di scegliere tra Parigi, New York e Milano. A Milano non ci abiterei mai perché non mi piace, a New York non resisterei più di due settimane per cui ho pensato a Parigi, che mi sembrava una giusta via di mezzo tra organizzazione pratica ed emozione. Non so se sarà una città in cui continuerò a stare però per ora mi piace. A Parigi vanno tutti gli stilisti perché la Francia li rispetta e dà loro molte opportunità.”
Una fuga dalla sua città quindi? Non sembra pensarla così lo stilsita che ancora ama Roma, i suoi profumi, i suoi colori.
“Sono andato via dall’Italia perchè è difficile lavorare qui. – spiega Galante -E non parlo solo della moda. Ma anche di vita quotidiana, mezzi di trasporto inadeguati, attese di mesi per allacciare il telefono. Tante piccole cose che però cambiano la vita, tolgono tempo ed energia.”
La moda italiana ed estera si accorge subito del giovane talentuoso tanto che dopo alcune fortunate stagioni nel 1988 gli viene conferito il premio “Fil d’Argent” a Montecarlo. E’ solo l’inizio delle sue avventure fashion intorno al mondo. Nel 1991 è per la prima volta nel calendario delle sfilate Parigine di Alta Moda. Nel 1994 conquista New York, l’anno dopo Pechino e nel 1996 sfila a Tokyo.
Ma la svolta avviene nel 1997 quando Galante abbandona l’Italia e si trasferisce a Parigi, seconda patria, casa, città amante tra i cui viali gira in bicicletta alla ricerca di idee e relax. “Io ho avuto la possibilità di scegliere tra Parigi, New York e Milano. A Milano non ci abiterei mai perché non mi piace, a New York non resisterei più di due settimane per cui ho pensato a Parigi, che mi sembrava una giusta via di mezzo tra organizzazione pratica ed emozione. Non so se sarà una città in cui continuerò a stare però per ora mi piace. A Parigi vanno tutti gli stilisti perché la Francia li rispetta e dà loro molte opportunità.”
Una fuga dalla sua città quindi? Non sembra pensarla così lo stilsita che ancora ama Roma, i suoi profumi, i suoi colori.
“Sono andato via dall’Italia perchè è difficile lavorare qui. – spiega Galante -E non parlo solo della moda. Ma anche di vita quotidiana, mezzi di trasporto inadeguati, attese di mesi per allacciare il telefono. Tante piccole cose che però cambiano la vita, tolgono tempo ed energia.”

Galante per Pitti Uomo
Oggi Maurizio Galante è un giovane soddisfatto e creativo, che ama indossare kimono in seta giapponese tagliati come camicie, che trova ispirazione nella natura, nelle foglie, fatte di minuscole trame come un tessuto. Un creatore e un creativo che snobba il pret-à-porter perché non ha trovato per ora un’azienda adatta a questo genere di mercato.
Un giovane che ama autodefinirsi “complicato, semplice e complesso”, con una personalità legata alle emozioni che dice di non saper controllare. Uno spirito magari inquieto ma solo apparentemente ingestibile ma ottimista “Non credo esistano emozioni negative ma visioni diverse delle cose”. Genio e pacata sregolatezza.
Guglielmo Sessa
fonti: maurizio-galante.com, Regard Transversal (hc-editions.com), stile.it, atcasa.corriere.it, onauratoutvu.tv, triennale.org, mudam.lu.
Un giovane che ama autodefinirsi “complicato, semplice e complesso”, con una personalità legata alle emozioni che dice di non saper controllare. Uno spirito magari inquieto ma solo apparentemente ingestibile ma ottimista “Non credo esistano emozioni negative ma visioni diverse delle cose”. Genio e pacata sregolatezza.
Guglielmo Sessa
fonti: maurizio-galante.com, Regard Transversal (hc-editions.com), stile.it, atcasa.corriere.it, onauratoutvu.tv, triennale.org, mudam.lu.
QUANDO:
DAL 11.02.2012 AL 13.03.2012
DOVE:
MUDAM - MUSÉE D'ART MODERNE GRAND-DUC JEAN
3 PARK DRÄI EECHELEN, LUXEMBOURG
INFO VERNISSAGE:
Venerdi 10 febbraio ore 18:00: inaugurazione al MUDAM organizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura; ingresso gratuito;
Fotogallery
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