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Caro lettore, Buon Natale! Quest’anno, per Natale, voglio proporti una serena e attenta lettura del Vangelo, ove si proclama il “lieto annuncio” dell’Avvenimento che ha cambiato la storia.
Ecco il racconto dei quattro evangelisti.
Dal Vangelo di MATTEO
Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall’oriente e domandarono: “Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo”.
Queste parole misero in agitazione tutti gli abitanti di Gerusalemme, e specialmente il re Erode. Il quale appena lo seppe, radunò i capi dei sacerdoti e i maestri della legge e domandò: “In quale luogo deve nascere il Messia?”.
Essi risposero: “A Betlemme, nella regione della Giudea, perché nella Bibbia è scritto: Tu Betlemme, del paese di Giudea, non sei certo la meno importante tra le città della Giudea, perché da te uscirà un capo che guiderà il mio popolo, Israele”
(Matteo, 2; 1-6)
Dal Vangelo di MARCO
Questo è l’inizio del vangelo, il lieto messaggio di Gesù, che è il Cristo e il Figlio di Dio.
Nel libro del profeta Isaia, Dio dice: Io mando il mio messaggero davanti a te a preparare la tua strada.
E’ la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via per il Signore, spianate i suoi sentieri!
Ed ecco, proprio come aveva scritto il profeta, un giorno Giovanni il Battezzatore venne nel deserto e cominciò a dire: “Cambiate vita, fatevi battezzare, e Dio perdonerà i vostri peccati!”.
La gente andava da lui: venivano in massa da Gerusalemme e da tutta la regione della Giudea, confessavano pubblicamente i loro peccati ed egli li battezzava nel fiume Giordano.
Giovanni aveva un vestito fatto di peli di cammello e portava attorno ai fianchi una cintura di cuoio; mangiava cavallette e miele selvatico. Alla folla annunziava: “Dopo di me sta per venire colui che è più potente di me; io non sono degno nemmeno di abbassarmi a slacciargli i sandali. Io vi battezzo soltanto con acqua, egli invece vi battezzerà con lo Spirito Santo”.
(Marco, 1; 1-8)
Dal Vangelo di LUCA
In quel tempo l’imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell’impero romano. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria. Tutti andavano a far scrivere il loro nome nei registri, e ciascuno nel proprio luogo d’origine. Anche Giuseppe andò: partì da Nazaret, in Galilea, e salì a Betlemme, la città del re Davide, in Giudea. Essendo un lontano discendente del re Davide, egli con Maria, sua sposa, che era incinta, doveva farsi scrivere là. Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire; ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di un stalla, perché non avevano trovato altro posto.
In quella stessa regione c’erano anche dei pastori. Essi passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce, così che essi ebbero una grande paura. L’angelo disse: “Non temete! Io vi porto una bella notizia, che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato il vostro Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” .
Subito apparvero e si unirono a lui molti altri angeli. Essi lodavano Dio con questo canto:
Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini che egli ama.
(Luca, 2; 1-14)
Dal Vangelo di GIOVANNI
Al principio, prima che Dio creasse il mondo, c’era colui che è “la Parola” .
Egli era con Dio; Egli era Dio. Egli era al principio con Dio.
Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla.
Egli era la vita e a vita era luce per gli uomini.
Quella luce risplende nelle tenebre e le tenere non l’hanno vinta.
Dio mandò un uomo: si chiamava Giovanni.
Egli venne come testimone della luce perché tutti gli uomini, ascoltandolo, credessero nella luce.
Non era lui la luce: Giovanni era un testimone della luce.
La luce vera, colui che illumina ogni uomo, stava per venire in questo mondo.
Egli era nel mondo il mondo è stato fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha riconosciuto.
E’ venuto nel mondo che è suo, ma i suoi non l’hanno ascoltato.
Alcuni però hanno creduto in lui: a questi Dio ha fatto un dono: di diventare figli di Dio.
(Giovanni, 1; 1-14)
Dai diversi racconti che gli Evangelisti fanno dell’Avvenimento, si evidenzia come il messaggio – in ragione della sensibilità del narratore – venga rivolto a Ebrei (Marco), Greci (Giovanni), Romani (Luca), e genti dell’oriente (Matteo); e, per altri aspetti, a poveri pastori, re, e sapienti; in breve, ad ogni uomo.
A tutte queste persone, nostri contemporanei, e in particolare a te, che mi stai leggendo, auguro: “Buon Natale!”
Auguri di gioia, per l’Avvenimento celebrato nella festa!
E “Auguri di conversione, di rinnovamento, e di impegno coerente e solidale!”, per la vita.
Ecco il racconto dei quattro evangelisti.
Dal Vangelo di MATTEO
Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall’oriente e domandarono: “Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo”.
Queste parole misero in agitazione tutti gli abitanti di Gerusalemme, e specialmente il re Erode. Il quale appena lo seppe, radunò i capi dei sacerdoti e i maestri della legge e domandò: “In quale luogo deve nascere il Messia?”.
Essi risposero: “A Betlemme, nella regione della Giudea, perché nella Bibbia è scritto: Tu Betlemme, del paese di Giudea, non sei certo la meno importante tra le città della Giudea, perché da te uscirà un capo che guiderà il mio popolo, Israele”
(Matteo, 2; 1-6)
Dal Vangelo di MARCO
Questo è l’inizio del vangelo, il lieto messaggio di Gesù, che è il Cristo e il Figlio di Dio.
Nel libro del profeta Isaia, Dio dice: Io mando il mio messaggero davanti a te a preparare la tua strada.
E’ la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via per il Signore, spianate i suoi sentieri!
Ed ecco, proprio come aveva scritto il profeta, un giorno Giovanni il Battezzatore venne nel deserto e cominciò a dire: “Cambiate vita, fatevi battezzare, e Dio perdonerà i vostri peccati!”.
La gente andava da lui: venivano in massa da Gerusalemme e da tutta la regione della Giudea, confessavano pubblicamente i loro peccati ed egli li battezzava nel fiume Giordano.
Giovanni aveva un vestito fatto di peli di cammello e portava attorno ai fianchi una cintura di cuoio; mangiava cavallette e miele selvatico. Alla folla annunziava: “Dopo di me sta per venire colui che è più potente di me; io non sono degno nemmeno di abbassarmi a slacciargli i sandali. Io vi battezzo soltanto con acqua, egli invece vi battezzerà con lo Spirito Santo”.
(Marco, 1; 1-8)
Dal Vangelo di LUCA
In quel tempo l’imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell’impero romano. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria. Tutti andavano a far scrivere il loro nome nei registri, e ciascuno nel proprio luogo d’origine. Anche Giuseppe andò: partì da Nazaret, in Galilea, e salì a Betlemme, la città del re Davide, in Giudea. Essendo un lontano discendente del re Davide, egli con Maria, sua sposa, che era incinta, doveva farsi scrivere là. Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire; ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di un stalla, perché non avevano trovato altro posto.
In quella stessa regione c’erano anche dei pastori. Essi passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce, così che essi ebbero una grande paura. L’angelo disse: “Non temete! Io vi porto una bella notizia, che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato il vostro Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” .
Subito apparvero e si unirono a lui molti altri angeli. Essi lodavano Dio con questo canto:
Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini che egli ama.
(Luca, 2; 1-14)
Dal Vangelo di GIOVANNI
Al principio, prima che Dio creasse il mondo, c’era colui che è “la Parola” .
Egli era con Dio; Egli era Dio. Egli era al principio con Dio.
Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla.
Egli era la vita e a vita era luce per gli uomini.
Quella luce risplende nelle tenebre e le tenere non l’hanno vinta.
Dio mandò un uomo: si chiamava Giovanni.
Egli venne come testimone della luce perché tutti gli uomini, ascoltandolo, credessero nella luce.
Non era lui la luce: Giovanni era un testimone della luce.
La luce vera, colui che illumina ogni uomo, stava per venire in questo mondo.
Egli era nel mondo il mondo è stato fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha riconosciuto.
E’ venuto nel mondo che è suo, ma i suoi non l’hanno ascoltato.
Alcuni però hanno creduto in lui: a questi Dio ha fatto un dono: di diventare figli di Dio.
(Giovanni, 1; 1-14)
Dai diversi racconti che gli Evangelisti fanno dell’Avvenimento, si evidenzia come il messaggio – in ragione della sensibilità del narratore – venga rivolto a Ebrei (Marco), Greci (Giovanni), Romani (Luca), e genti dell’oriente (Matteo); e, per altri aspetti, a poveri pastori, re, e sapienti; in breve, ad ogni uomo.
A tutte queste persone, nostri contemporanei, e in particolare a te, che mi stai leggendo, auguro: “Buon Natale!”
Auguri di gioia, per l’Avvenimento celebrato nella festa!
E “Auguri di conversione, di rinnovamento, e di impegno coerente e solidale!”, per la vita.
Luigi Casale
