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Ambasciata d'Italia in Lussemburgo

Riorientamento della rete diplomatico-consolare italiana 

Proposta di chiusura di 32 sedi 

tra Ambasciate, Consolati e Istituti di Cultura 
 
Elisabetta Belloni, direttrice generale per le Risorse e l’Innovazione del ministero degli Affari Esteri, difende la riorganizzaizone della rete estera e il ruolo delle ambasciate, ma annuncia novità in arrivo anche per i diplomatici. È ancora una proposta: chiudere altre 32 sedi all’estero tra Ambasciate, Consolati, Sportelli Consolari e Istituti Italiani di Cultura.

Di seguito la lista delle unità segnalate:

RAPPRESENTANZE DIPLOMATICHE
  • Ambasciata Tegucigalpa (Honduras)
  • Rappresentanza presso l’Unesco (accorpamento con l’Ambasciata a Parigi)
  • Ambasciata Reykjavik (sede non operativa)

CONSOLATI
  • Filadelfia
  • Nizza
  • Tripoli (trasformazione in cancelleria consolare)
  • Detroit
  • San Gallo
  • Recife
  • Maracaibo
  • Montevideo (trasformazione in cancelleria consolare)

AGENZIE CONSOLARI
  • Moron
  • Lomas de Zamora

SPORTELLI CONSOLARI
  • Innsbruck
  • Chambery
  • Grenoble
  • Norimberga
  • Digione
  • Manchester

ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA
  • Lione
  • Lussemburgo
  • Copenaghen
  • Salonicco
  • Stoccarda

SEZIONI DISTACCATE IIC
  • Wolfsburg
  • Washington
  • Francoforte
  • Vancouver
  • Ankara
  • Strasburgo
  • Grenoble
  • Innsbruck

"È preciso impegno del Mae, nel caso di soppressione di uffici consolari, assicurare adeguati livelli di assistenza verso i connazionali. A tal fine, si provvederà al potenziamento delle sedi riceventi sia in termini di risorse umane che di tecnologia informatica. È inoltre prevista l’attivazione di agili sostitutive modulate a seconda delle diverse esigenze delle nostre collettività e del contesto locale. La soppressione di alcune sedi consolari, situate prevalentemente in paesi dove le nostre collettività risultano maggiormente integrate, è controbilanciata dal rafforzamento della presenza istituzionale in aree di nuova priorità e nei mercati emergenti. La ratio del piano di riorientamento delle rete degli uffici all’estero è molto chiara, la riforma intende attualizzare la rete diplomatico-consolare in modo da farne uno strumento sempre più efficace ed aggiornato per la competitività internazionale e la crescita dell’Italia” - dichiara Elisabetta Belloni. 

L’individuazione da parte della Farnesina delle sedi da chiudere è avvenuta attraverso un procedimento di valutazione tecnica estremamente attento e meticoloso, che, con il coinvolgimento di tutte le strutture ministeriali interessate, ha preso in esame una pluralità di parametri, tra i quali il volume dell’attività consolare, incluso il numero di atti rilasciati, in base alle varie tipologie, la consistenza della collettività dei connazionali, la distanza tra la sede in soppressione e quella che ne riceve le competenze, e la facilità dei relativi collegamenti.

Il progetto di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare si prefigge di perseguire alcuni fondamentali obiettivi. È importante liberare risorse da investire nei nuovi mercati emergenti per riorientare la rete diplomatico-consolare, tuttora prevalentemente eurocentrica, verso più moderni scenari geopolitici. Rientra in questo ambito la decisione di aprire un’ambasciata d’Italia in Turkmenistan e i consolati generali in Cina e Vietnam.

Commenti


Per molti anni
sono stata Lettrice di scambio in Danimarca, a Copenaghen, per conto del MAE, e ancora frequento l’ambiente danese abbastanza assiduamente. Capisco la necessità, nel difficile contesto economico contemporaneo, di ridurre le spese ed orientarsi verso realtà emergenti, ma – alla luce della mia esperienza – considero la chiusura dell’IIC di Copenaghen una vera perdita sul fronte delle opportunità di scambio culturale tra il Nord e il Sud dell’Europa. Copenaghen occupa un posto centrale nella vivacissima ed estesa realtà culturale nord-europea e sarebbe piuttosto auspicabile, per questa sede, un’intensificazione e diversificazione dei rapporti, potenziando e sempre meglio qualificando il ruolo di un’agenzia statale importante quale è quella dell’IIC. La valutazione della mole di lavoro svolta fino al presente potrebbe semmai costituire un’occasione di ripensamento delle funzioni (modalità, contenuti, tipologia degli addetti) dell’intervento culturale verso il Nord-Europa. Distinti saluti, Paola Polito
Postato da Paola Polito il 12-12-2013

Come presidente
della Dante Alighieri di Copenaghen, come insegnante e persona privata mi associo al commento della dott. Paola Polito. Conosco l'IIC da molto tempo, conosco il loro fantastico contributo per far conoscere e a amare l'Italia a noi italiani ma soprattutto ai danes, conosco la collaborazione che hanno con enti, musei, associazioni compresa la Dante. Sarebbe una vera tragedia se chiudessero l'Istituto.Spero si possa trovare una soluzione per non chiudere un tale rapporto Italia-Danimarca
Distinti saluti, Lucia Rota Andersen
Postato da Lucia Rota Andersen il 18-12-2013

Non è vero che gli IIC all'estero
costituiscano un peso economico per lo stato Italiano, sono invece un’immensa risorsa e messa a valore della nostra cultura all’estero. Vorrei testimoniare la mia esperienza nella sede distaccata di Wolfsburg in Germania. Ho avuto il vivo piacere di conoscere la D.ssa Ottimofiore da quando il 29 aprile dello scorso anno io e il mio compagnoabbiamo tenuto un concerto al Castello della Città presentando il nostro nuovo lavoro sulla musica tradizionale italiana, lavoro nel quale abbiamo cercato di riscoprire le radici della musica tradizionale della nostra terra e che abbiamo dedicato all'etnomusicologo Roberto Leydi. E' stato un concerto memorabile, la sala del castello era colma il pubblico ha apprezzato molto sia l’organizzazione che la nostra performance onorandoci di una standing ovation alla fine della performance. La D.ssa Ottimofiore ha tradotto tutti i testi a che il pubblico potesse comprendere il significato di
ogni brano. La città di Wolfsburg si è offerta di pagare le spese dell'istituto pur che non si attui la chiusura. Pare non sia stato preso in considerazione dal ministero competente del governo Italiano. Mi spiace molto che non si attuino scelte più ponderate in virtù della 'spendig review'. Con questo non nego di sperare ancora che la chiusura sia evitata e riponderata. Cordiali saluti, Raffaella Pagotto
Postato da Raffaella Pagotto il 28-05-2014

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