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Italiani nel Mondo - Notizie


Alfredo Mantica
Alfredo Mantica

Cgie. Riforme subito per contare di più


Roma- 29/06/2008-  Il prossimo dicembre Roma ospiterà la prima Conferenza dei giovani italiani e di quelli originari del nostro paese. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario agli Esteri, con delega per gli italiani nel mondo, Alfredo Mantica, in occasione della giornata conclusiva dei lavori del Comitato di presidenza del Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie) presso la Farnesina.

Sono circa 400 i giovani attesi per la manifestazione, oltre “a un numero significativo di invitati, giovani residenti in Italia scelti tra studenti, giornalisti, imprenditori, lavoratori, esponenti del mondo dell'arte e dello sport”, ha precisato Mantica che, nel prosieguo del suo intervento ha sottolineato la valenza strategica di un evento, “da tanto tempo atteso”, in funzione di collegamento con le comunità italiane all’estero attraverso un “rapporto reciprocamente fruttuoso che saremo in grado di instaurare con esse”.

Ma si parte con il piede sbagliato. Per il segretario generale del Cgie, Elio Carozza, infatti, “i tagli effettuati sulle voci per gli italiani all'estero, che assommano a ben 15 milioni di euro, vanno a colpire il futuro della comunità italiana all'estero” colpendo soprattutto “gli elementi deboli della catena migratoria, cioè i più anziani, ovvero coloro che sono nati in Italia e hanno vissuto alcuni anni della loro vita nel nostro Paese”. Ma anche i giovani, a cui viene dedicata una Conferenza mondiale in un momento di preoccupante contrazione degli “interventi connessi con il sistema scolastico e di promozione della cultura italiana all'estero, di cui sono i primi fruitori”, senza dimenticare come i tagli del nuovo Esecutivo penalizzino l’imprenditoria italiana all’estero alimentando la crisi “dei rapporti economici del nostro Paese con le comunità italiane oltreconfine e con le stesse leadership locali”.

“L’iniziativa del Governo Berlusconi su materie che direttamente o indirettamente sono legate alle politiche migratorie - ha aggiunto Carozza - registrano una virata che porterà inevitabilmente ad una limitazione degli interventi a vantaggio delle comunità italiane all'estero e degli impegni assunti nei mesi scorsi”.

Un problema di sotto-rappresentazione politica che potrebbe essere risolto dall’istituzione di un Senato federale all’interno del quale gli italiani residenti all’estero rappresenterebbero la “ventunesima” regione, all’estero, eletta dal Cgie e con le stesse funzioni che i Consigli regionali esercitano a livello nazionale. Tale prospettiva è stata lanciata, ieri, dal segretario del Cgie, Carozza, durante un incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

“La nascita del Senato federale, il Senato delle Regioni - ha auspicato Carozza - potrebbe diventare il luogo della rappresentanza forte degli italiani all’estero, mentre la rappresentanza alla Camera permetterebbe il collegamento delle politiche nazionali con quelle per gli italiani all’estero”. Premessa indispensabile è, tuttavia, la necessità di imprimere una differente direzione al percorso di riforma espresso dal Cgie affinché si possa procedere parallelamente alle riforme costituzionali annunciate dal Governo. Naturalmente, chiosa Carozza, “il Cgie dovrà attendere che il cammino della riforma costituzionale sia più chiaramente definito, prima di varare la propria riforma”. Vedremo si il Consiglio generale degli italiani all’estero saprà sciogliere il nodo dell’elezione diretta dei suoi membri da parte delle comunità italiane all’estero. Un nodo a cui sono legati in molti.

Michelle Martini