I VIDEO DI ITALIANI.LU
26° Festival des Migrations, des Cultures et de la Citoyenneté

Lussemburgo 16-03-2009 Anche quest’anno si è rinnovato l’appuntamento, il ventiseiesimo, con il Festival des Migrations, des Cultures et de la Citoyenneté che come di consueto ha avuto luogo presso i padiglioni del Lux Expo di Kirchberg. L’apertura ufficiale della manifestazione è avvenuta sabato 14 marzo alla presenza del ministro della Famiglia Marie-Josée Jacobs, dal ministro degli Affari esteri Jean Asselborn e dal sindaco della capitale del Granducato Paul Helminger.
Oltre 200 i ‘variopinti’ stand che hanno preso parte alla manifestazione, un centinaio circa le comunità di stranieri rappresentate. Un weekend di festa, conoscenza e scambio culturale, ovvero quei principi che hanno ispirato il Festival sin dalla sua nascita e che dovrebbero sempre più acquistare un ruolo centrale all’interno di ogni politica o iniziativa di integrazione dedicata agli stranieri.
Purtroppo non tutti i partecipanti affrontano questa festa con lo spirito giusto trasformando quello che potrebbe essere un bel confronto socio-culturale in una squallida propaganda commerciale e politica del tutto fuori luogo, snaturando talvolta i veri obbiettivi della manifestazione.
Di seguito, un breve video che racconta un carosello di gioia, di cultura, di musica, di allegria che a nostro avviso sintetizza meglio di tante parole il vero spirito del festival e la ‘sana’ aria di festa, che vorremmo sempre respirare.
Oltre 200 i ‘variopinti’ stand che hanno preso parte alla manifestazione, un centinaio circa le comunità di stranieri rappresentate. Un weekend di festa, conoscenza e scambio culturale, ovvero quei principi che hanno ispirato il Festival sin dalla sua nascita e che dovrebbero sempre più acquistare un ruolo centrale all’interno di ogni politica o iniziativa di integrazione dedicata agli stranieri.
Purtroppo non tutti i partecipanti affrontano questa festa con lo spirito giusto trasformando quello che potrebbe essere un bel confronto socio-culturale in una squallida propaganda commerciale e politica del tutto fuori luogo, snaturando talvolta i veri obbiettivi della manifestazione.
Di seguito, un breve video che racconta un carosello di gioia, di cultura, di musica, di allegria che a nostro avviso sintetizza meglio di tante parole il vero spirito del festival e la ‘sana’ aria di festa, che vorremmo sempre respirare.
Gino Calvetti
I vostri commenti
Buongiorno, ho letto, come spessissimo faccio, l'articolo del sig. Calvetti relativo al Festival des Migrations.
Mi permetto di dire che mi ritrovo pienamente nella descrizione che Calvetti fa del Festival, come momento di allegria, confronto socio-culturale, luogo dove possiamo osservare e vivere un Lussemburgo diverso e culturalmente più ricco e diversificato.
Tuttavia mi permetto, da lettore assiduo di Italiani.lu, di esprimere il mio dissenso sul pesante giudizio che Calvetti dà ad alcuni partecipanti che trasformano "...quello che potrebbe essere un bel confronto socio-culturale in una squallida propaganda commerciale e politica del tutto fuori luogo, snaturando talvolta i veri obbiettivi della manifestazione".
Io partecipo da anni al Festival, insieme a molti altri, come soggetto politico italiano: prima DS e ora Partito Democratico. Ma non sento di snaturare proprio niente. Anzi.
La politica puo' piacere o non piacere. Ma, indubitabilmente, fa parte anch'essa della vita e della ricchezza culturale come tante altre espressioni umane. Il CLAE, organizzatore del Festival, ha sempre accettato la presenza di stands politici, credo proprio in virtù di questo principio. Gentile Signor Calvetti: io la stimo e apprezzo il lavoro di Italiani.lu, ma, giornalisticamente, la inviterei a non tranciare giudizi cosi pesanti (l'espressione "squallida propaganda" è davvero pesante...) su una parte dei partecipanti del Festival.
Tolleranza, festa, libertà di espressione: queste sono le parole d'ordine del Festival. E in questa cornice ci stanno dentro tutti: politici e apolitici.
Mi permetto di dire che mi ritrovo pienamente nella descrizione che Calvetti fa del Festival, come momento di allegria, confronto socio-culturale, luogo dove possiamo osservare e vivere un Lussemburgo diverso e culturalmente più ricco e diversificato.
Tuttavia mi permetto, da lettore assiduo di Italiani.lu, di esprimere il mio dissenso sul pesante giudizio che Calvetti dà ad alcuni partecipanti che trasformano "...quello che potrebbe essere un bel confronto socio-culturale in una squallida propaganda commerciale e politica del tutto fuori luogo, snaturando talvolta i veri obbiettivi della manifestazione".
Io partecipo da anni al Festival, insieme a molti altri, come soggetto politico italiano: prima DS e ora Partito Democratico. Ma non sento di snaturare proprio niente. Anzi.
La politica puo' piacere o non piacere. Ma, indubitabilmente, fa parte anch'essa della vita e della ricchezza culturale come tante altre espressioni umane. Il CLAE, organizzatore del Festival, ha sempre accettato la presenza di stands politici, credo proprio in virtù di questo principio. Gentile Signor Calvetti: io la stimo e apprezzo il lavoro di Italiani.lu, ma, giornalisticamente, la inviterei a non tranciare giudizi cosi pesanti (l'espressione "squallida propaganda" è davvero pesante...) su una parte dei partecipanti del Festival.
Tolleranza, festa, libertà di espressione: queste sono le parole d'ordine del Festival. E in questa cornice ci stanno dentro tutti: politici e apolitici.
Con rinnovata stima
Roberto Serra
Rappresentante per il Lussemburgo all'Assemblea Nazionale del Partito Democratico
Rappresentante per il Lussemburgo all'Assemblea Nazionale del Partito Democratico
Gentile Sig. Serra,
ben conosco l’impegno, l’importanza e lo spessore delle iniziative promosse dall’organizzazione di cui lei è rappresentante. Ben lungi da me l’intenzione, giornalisticamente parlando, di “tranciare giudizi” su partiti politici che rappresentano l’espressione della volontà, le passioni di tanti nostri connazionali (anche qui in Lussemburgo) e la linfa vitale della democrazia.
Ciò nonostante, tengo comunque a precisare che l’articolo di cui fa menzione nel suo post, non voleva affatto essere un ‘pezzo’ di cronaca giornalistica, ma piuttosto una nota o commento strettamente personale ad una manifestazione cui ho preso parte in prima persona, come faccio ormai da tanti anni, che mi ha suggerito dei semplici spunti di riflessione.
Riflessioni che mi sono sentito in diritto/dovere di esprimere e condividere con la nostra comunità, in qualità di semplice cittadino, prima ancora che di presidente di un’associazione regionale o di italiani.lu asbl.
Per fare ciò, ho utilizzato uno spazio virtuale, “Italiani in Lux”, messo a disposizione di tutte le associazioni e di tutti i nostri connazionali dal portale www.italiani.lu, di cui, come ben sa, sono semplicemente un sostenitore, nonché finanziatore, dal momento che la mia attività principale non è di certo quella giornalistica.
Ciò nonostante, tengo comunque a precisare che l’articolo di cui fa menzione nel suo post, non voleva affatto essere un ‘pezzo’ di cronaca giornalistica, ma piuttosto una nota o commento strettamente personale ad una manifestazione cui ho preso parte in prima persona, come faccio ormai da tanti anni, che mi ha suggerito dei semplici spunti di riflessione.
Riflessioni che mi sono sentito in diritto/dovere di esprimere e condividere con la nostra comunità, in qualità di semplice cittadino, prima ancora che di presidente di un’associazione regionale o di italiani.lu asbl.
Per fare ciò, ho utilizzato uno spazio virtuale, “Italiani in Lux”, messo a disposizione di tutte le associazioni e di tutti i nostri connazionali dal portale www.italiani.lu, di cui, come ben sa, sono semplicemente un sostenitore, nonché finanziatore, dal momento che la mia attività principale non è di certo quella giornalistica.
Con rinnovata stima
Gino Calvetti
