home

Italiani in Lussemburgo

Tavola Rotonda sul tema della nuova migrazione di giovani dall'Italia







Salle Tavenas
Salle Tavenas
Lussemburgo, 27-05-2011 Si è tenuta mercoledì 25 maggio all'Università di Lussemburgo la prima tavola rotonda sul tema della nuova migrazione dei giovani italiani.

Durante l'incontro che é stato organizzato dalle associazioni Italiani.lu, Libreria Italiana, Circolo Curiel e Passaparola, si sono alternate le testimonianze degli ospiti della serata ad alcune letture tratte dal libro di Andrea Bajani “Mi spezzo ma non m'impiego”.

Claudia Cucchiarato, forte della sua esperienza di italiana all'estero, è riuscita fin da subito a catalizzare l'attenzione del pubblico, grazie soprattutto alle 400 testimonianze raccolte nel suo libro “Vivo Altrove – Giovani e senza radici: gli emigranti italiani di oggi”.

Vivo Altrove
Vivo Altrove
Inoltre Claudia, che da 6 anni vive a Barcellona, ha posto l'accento sul fatto che non è tanto la partenza dei giovani italiani a destare preoccupazione, ma l'incapacità di attirare in Italia altrettanti giovani stranieri.

Barcellona ospita circa 60mila italiani tra cui moltissimi giovani laureati arrivati da meno di 10 anni. Quanti studenti spagnoli si trasferiscono in Italia? Ecco emergere un'altra falla del nostro sistema: la mancanza di un'azione coordinata tesa a studiare questo fenomeno. Per sopperire a questa mancanza ci si affida alla volontaria partecipazione dei diretti interessati. Nasce così, dalla collaborazione tra Claudia Cucchiarato e Sergio Nava, autore di “La fuga dei Talenti”, il manifesto degli espatriati, nonché il primo grande sondaggio che in pochi giorni ha raccolto sul sito www.repubblica.it, oltre 26mila risposte da parte di tanti giovani sparsi per il mondo.

Operano fuori dall'Italia anche la maggior parte dei 2mila scienziati che vengono citati nella Top Italian Scientist, redatta dalla Virtual Italian Academy attraverso l'utilizzo sistematico dell'h-index, un valore determinato dal numero di pubblicazioni nell'ambito della ricerca, e dal numero di citazioni ad esse collegate. “Questo indice ha suscitato un ampio dibattito internazionale”, ci spiegano gli altri due ospiti venuti da Manchester, Luca Boscolo e Luca Cerioni “ed è al momento preso in considerazione come parametro principale del progetto ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema universitario e della Ricerca ndr) per l'Italia”

Virtual Italian Academy
Virtual Italian Academy
La trasparenza e la meritocrazia, oltre al multilinguismo e ad una formazione più aderente alle esigenze del mercato, sono i punti salienti dell'ambizioso progetto NUOVA (New University Online with Virtual Academy), che gli oltre 400 membri della VIA hanno in cantiere.

Non è mancato durante la serata, un ampio dibattito con il pubblico presente, interessato alle motivazioni di questo fenomeno di cui il Lussemburgo si fa protagonista, come testimoniato dalla quarta ospite Sara Vernocchi, biotecnologa bolognese che svolge un dottorato di ricerca presso l'Istituto di Immunologia del Laboratoire Nationale de Santé de Luxembourg.

Sara, che in particolare lavora sul recettore ai glutocorticoidi (gli ormoni dello stress), ci ha resi partecipi del suo stupore, oltre che quello di altri suoi colleghi nella stessa situazione, quando si sono accorti di un posto, fuori dall'Italia, in cui il loro merito era finalmente riconosciuto e valorizzato senza complicazioni né compromessi.

Questo incontro è stato anche l'occasione per distinguere tra la storica immigrazione di cui gli italiani in Lussemburgo sono protagonisti dalla fine del 1800 e questo nuovo esodo, fatto di giovani raminghi, oggi laureati, ma altrettanto elastici e, come i nostri antenati, pronti a tutto.

Quanti italiani
Quanti italiani
Negli ultimi dieci anni più di 1000 italiani hanno deciso di stabilirsi in Lussemburgo, a fronte delle scarse possibilità nella nostra terra, ma anche in prospettiva di un arricchimento culturale oggi facilitato nei movimenti e che proprio nel Granducato può trovare il senso di una dimensione che vogliamo europea.

Questa è una tra le conclusioni che hanno trovato conferma nei risultati del sondaggio che italiani.lu ha lanciato proprio per raccontare i desideri, le esperienze e la condizione dei nostri concittadini presenti in Lussemburgo. Alcune sorprese e molte conferme sono emerse analizzando un campione di giovani tra i 20 e i 44 anni, residenti nel Granducato da meno di 12 anni.

Figli in Lussemburgo
Figli in Lussemburgo
Se non sorprende infatti sapere che più della metà degli intervistati sceglie il Lussemburgo per un'allettante proposta lavorativa, o che solo il 12% ritornerebbe oggi in Italia, forse non ci aspettavamo una risposta così compatta nella scelta del Lussemburgo come posto ideale per fare crescere i propri figli, giustificata dalla maggiore qualità dei servizi, la sensazione di sicurezza e l'ambiente più internazionale che ancora una volta in luogo delle tradizioni e delle proprie radici, appare tra le esigenze principali dei giovani migranti.

Abbiamo infine scoperto con piacere che ben l'80% dei giovani che ci ha risposto é iscritto all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero), un dato in controtendenza rispetto alla media europea, giustificato ancora una volta dalle specificità non solo geografiche di questo piccolo ed efficiente crogiolo di culture che è il Lussemburgo.

Il sondaggio rimane aperto a tutti coloro che, raccontando la propria esperienza, vogliono arricchirsi di un patrimonio comune: il patrimonio di una comunità che vive italiano, ma cresce europea...

Le risposte al formulario online verranno pubblicate online, eventualmente anche in forma anonima. Saranno presto disponibili online anche le testimonianze pervenute in formato cartaceo.

Testo e immagini: Guglielmo Sessa © www.italiani.lu
 




AGGIUNGI UN COMMENTIO

Cognome
Nome
E-mail
Commenti