Italiani in Lussemburgo
Tavola Rotonda sul tema della nuova migrazione di giovani dall'Italia
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LE SLIDES:
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COMMENTI:
Guglielmo, Julia, volevo complimentarmi con voi per avere fortemente voluto la conferenza del 25 maggio scorso ….. molto interessante. Volevo inoltre fare i miei complimenti alle associazioni che vi hanno sostenuto contribuendo alla sua realizzazione, italiani.lu, libreria italiana, passaparola e il circolo Curiel.
Devo ammettere che, inizialmente, mi sono sentita come si dice, un pesce fuor d'acqua ….. non sono piu' giovanissima e non lo ero nemmeno 12 anni fa quando sono atterrata a Lussemburgo ….. inoltre, non sono una laureata e non conosco questo mondo se non di riflesso …… insomma che dite sono un mezzo dinosauro? :-)
Secondo me la "verita'" non e' mai una sola e tutti gli interventi che ci sono stati hanno un po' di ragione, una mentalita' molto radicata e diffusa di un morboso attaccamento alla cosi'detta poltrona, uno spudorato nepotismo che impedisce l'emergere di una giusta meritocrazia e’ innegabile, ciascuno, laureato o non dovrebbe poter avere le sue opportunita' nella societa'.
Le universita' italiane ed in genere il mondo scolastico, non credo che non siano all'altezza, ma quello che spesso, nella mia modesta esperienza professionale, ho potuto riscontrare soprattutto nei giovani laureati, intendiamoci non tutti ma abbastanza , e' una sorta di comportamento non proprio corretto rispetto ai colleghi magari non laureati, che lavorano da piu' di 20/30 anni e che hanno acquisito le loro conoscenze sul campo. Sono pieni di eccessiva autostima, arrivismo e una buona dose di irrispettosita’ che spesso, purtroppo, sfocia nella cosi’ detta maleducazione, sono privi insomma del minimo "savoir vivre", quindi sarebbe bene anche preparare i futuri uomini /donne del domani ad un giusto comportamento etico morale che non gusta mai, mi viene in mente per esempio lo spezzone di film che e' stato proiettato, lo studente si e' mertato un trenta anche per la sua simpatia, un buon medico sara' veramente un buon medico se oltre alla conoscenza possiede anche certe doti caratteriali e comportamentali e la cosa vale anche per tutte le altre professioni, le qualita' umane dovrebbero sempre fare la differenza.
Certo la ragione economica non e' trascurabile, ma da come ho potuto capire e' un po' un cane che si morde la coda, i posti migliori sono occupati magari da gente “incompetente” ed impolverata, quindi i giovani e freschi “competenti” se ne vanno all'estero dove trovano lavoro, maggiori sbocchi professionali, fonti di ispirazione ed un'adeguata retribuzione ….. di questo passo l'Italia diverra' la casa di riposo per anziani europea, ma chissa' visto che cancellare e rifare tutto non si puo', quello di potenziare il settore artistico turistico, termale e quant'altro potrebbe essere un'idea sulla quale far leva :-)
Scherzi a parte anche se si potesse rifare tutto forse gli stessi errori non si rifaranno ma di nuovi sicuramente si.
Io la o le soluzioni non le ho ...... forse dovrei pensarci e documentarmi un po’ ...... certo e’, che ogni piccola idea o proposta rappresenterebbe un tassello da aggiungere ad un auspicabile equilibrio tra saggezza generosa e giovinezza rispettosa.
Postato da Savina il 30-05-2011
E' stato un ottimo incontro e scambio culturale. Grazie a tutti gli organizzatori e spero sia il primo di una lunga e fortunata serie... come si dice qui in Inghilterra: little by little you'll catch your monkey...
Postato da Luca il 1-06-2011
Sono una 'dinosaura', docente universitaria in una facoltà umanistica italiana, dove sperimento da anni, al contrario e con grande angoscia personale e professionale, la situazione descritta nel libro della Cucchiarato. L'ho letto con grande interesse, regalatomi da una figlia laureata con 110 e lode in Architettura (del restauro!) che non trova lavoro in Italia e che perciò vive da 3 anni 'altrove'.
Il mio sogno professionale è andare in pensione potendo lasciare il testimone a uno solo dei giovani bravissimi che, in Università, ho intorno e che non hanno una collocazione accademica: ma so che non sarà così, non ne avrò la possibilità. Sogno anche di poter portare un nipotino (bilingue) a spasso sui bei lungofiume della Mosella a Schengen.
In generale invito tutti voi ad andare avanti con questi progetti e con questa cura per una 'qualità' personale e professionale, continuando a vivere italiano e crescendo europei.
Il mio sogno professionale è andare in pensione potendo lasciare il testimone a uno solo dei giovani bravissimi che, in Università, ho intorno e che non hanno una collocazione accademica: ma so che non sarà così, non ne avrò la possibilità. Sogno anche di poter portare un nipotino (bilingue) a spasso sui bei lungofiume della Mosella a Schengen.
In generale invito tutti voi ad andare avanti con questi progetti e con questa cura per una 'qualità' personale e professionale, continuando a vivere italiano e crescendo europei.
Postato da Linda il 02-06-2011














