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RAPPORTO ITALIANI NEL MONDO 2012
Rapporto realizzato dalla Fondazione Migrantes

VII Rapporto Migrantes
Il 30 maggio 2012 è stato presentato a Roma il “Rapporto Italiani nel Mondo 2012”, come di consueto redatto dalla Fondazione Migrantes e giunto quest’anno alla sua VII edizione.
L’emigrazione italiana è un fenomeno che non si è mai arrestato, semplicemente è cambiato nel tempo e nell’attuale periodo storico si ripresenta con maggior vigore.
La Fondazione Migrantes ha cominciato nel 2006 la pubblicazione del Rapporto Italiani nel Mondo con lo scopo di aiutare a superare la distanza e la separazione nei confronti degli emigranti. Oggi il Rapporto è diventato uno strumento essenziale e un punto di riferimento importante anche per gli studi di settore.
L’edizione 2012 si compone di 512 pagine ricche di dati, notizie e storie ed è suddiviso in 51 capitoli che analizzano e indagano l’emigrazione in ogni sua manifestazione.
La novità degli eventi migratori degli ultimi tempi è che cominciano a diffondersi sempre più fenomeni di pendolarismo e di stagionalità all’interno degli stessi, oltre quelli di mobilità interna ancora molto frequenti.
Secondo i dati Eurispes 2012 quasi il 60% degli italiani tra i 18 e i 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita all’estero e tale percezione è diffusa, tra l’altro, quando il titolo di studio posseduto è più elevato.
Rispetto all’anno scorso l’aumento in valore assoluto dei cittadini iscritti all’Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) è di 93.742 unità.
L’emigrazione italiana è un fenomeno che non si è mai arrestato, semplicemente è cambiato nel tempo e nell’attuale periodo storico si ripresenta con maggior vigore.
La Fondazione Migrantes ha cominciato nel 2006 la pubblicazione del Rapporto Italiani nel Mondo con lo scopo di aiutare a superare la distanza e la separazione nei confronti degli emigranti. Oggi il Rapporto è diventato uno strumento essenziale e un punto di riferimento importante anche per gli studi di settore.
L’edizione 2012 si compone di 512 pagine ricche di dati, notizie e storie ed è suddiviso in 51 capitoli che analizzano e indagano l’emigrazione in ogni sua manifestazione.
La novità degli eventi migratori degli ultimi tempi è che cominciano a diffondersi sempre più fenomeni di pendolarismo e di stagionalità all’interno degli stessi, oltre quelli di mobilità interna ancora molto frequenti.
Secondo i dati Eurispes 2012 quasi il 60% degli italiani tra i 18 e i 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita all’estero e tale percezione è diffusa, tra l’altro, quando il titolo di studio posseduto è più elevato.
Rispetto all’anno scorso l’aumento in valore assoluto dei cittadini iscritti all’Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) è di 93.742 unità.
La ripartizione continentale è così strutturata: Europa (54,8%), America (39,7%), Oceania (3,2%), Africa (1,3%) e Asia (1,0%).
Il 53,3% degli attuali cittadini italiani all’estero è partito dal Meridione e stimando una graduatoria le regioni maggiormente rappresentate all’estero sono la Sicilia in primis, a seguire Campania, Lazio, Calabria, Lombardia, Puglia e veneto.
L’età media di chi si sposta è di circa 32-33 anni e il fenomeno interessa in numero sempre maggiore le donne, che parte più frequentemente dal Mezzogiorno (ben il 91,8%), soprattutto se si considera come forza propulsiva alla mobilità la ricerca di una stabilità economica e una realizzazione professionale, non raggiunte in Italia.
Certamente, come ricordato, il contesto é profondamente cambiato: ai pionieri dell’emigrazione si sono oggi sovrapposte le successive generazioni di giovani, studenti e professionisti, ed un maggior numero di donne.
Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, richiama la necessità di una maggiore attenzione alle collettività di connazionali che vivono nel mondo, dalle quali può venire un significativo aiuto all’Italia per superare questa difficile fase di crisi.
Rileggendo numeri e percentuali e considerando i mutamenti dell’era moderna viene da domandarsi se dall’Italia si fugga davvero o piuttosto la partenza sia una scelta ponderata. Grazie ai media digitali, chi parte oggi non si sente migrante in senso classico, pur continuando a vivere e sentire gli effetti dello spostamento. Piuttosto aumentano quei giovani che intraprendono un viaggio allo scopo di perfezionare e migliorare la propria preparazione e formazione, sia culturale che identitaria, tutti uniti dalla volontà di cambiare le cose.
Il 53,3% degli attuali cittadini italiani all’estero è partito dal Meridione e stimando una graduatoria le regioni maggiormente rappresentate all’estero sono la Sicilia in primis, a seguire Campania, Lazio, Calabria, Lombardia, Puglia e veneto.
L’età media di chi si sposta è di circa 32-33 anni e il fenomeno interessa in numero sempre maggiore le donne, che parte più frequentemente dal Mezzogiorno (ben il 91,8%), soprattutto se si considera come forza propulsiva alla mobilità la ricerca di una stabilità economica e una realizzazione professionale, non raggiunte in Italia.
Certamente, come ricordato, il contesto é profondamente cambiato: ai pionieri dell’emigrazione si sono oggi sovrapposte le successive generazioni di giovani, studenti e professionisti, ed un maggior numero di donne.
Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, richiama la necessità di una maggiore attenzione alle collettività di connazionali che vivono nel mondo, dalle quali può venire un significativo aiuto all’Italia per superare questa difficile fase di crisi.
Rileggendo numeri e percentuali e considerando i mutamenti dell’era moderna viene da domandarsi se dall’Italia si fugga davvero o piuttosto la partenza sia una scelta ponderata. Grazie ai media digitali, chi parte oggi non si sente migrante in senso classico, pur continuando a vivere e sentire gli effetti dello spostamento. Piuttosto aumentano quei giovani che intraprendono un viaggio allo scopo di perfezionare e migliorare la propria preparazione e formazione, sia culturale che identitaria, tutti uniti dalla volontà di cambiare le cose.
I dati per l'Italia aggiornati al 01.01.2012:
I residenti in Italia sono 60.626.442.
Gli iscritti all'Aire: 4.208.977 (oltre 93mila in più rispetto al 2011) di cui il 90% si divide tra l'Europa e l'America, quasi il 50% sono giovani tra i 18 e i 49 anni, il 47,9% donne.
In Lussemburgo 23.373 italiani risultano iscritti all'AIRE in data 1 gennaio 2012
Tra le regioni più presenti si conferma forte la Puglia con oltre 6000 italiani registrati all'AIRE in Lussemburgo, seguita, ma ben distaccata, da Umbria, Friuli, Marche, Abruzzo, Calabria, Lombardia, Sicilia, Veneto e Lazio che contano tra i mille e i duemila concittadini, come possiamo leggere nella tabella:
| Italia 60.626.442 | AIRE 2011 (4.115.235) 6% | AIRE 2012 (4.208.977) 6,9% |
| Regione | In Lussemburgo 22.965 | In Lussemburgo 23.373 |
| Puglia | 5982 | 6029 |
| Umbria | 1868 | 1829 |
| Friuli Venezia Giulia | 1705 | 1708 |
| Marche | 1559 | 1553 |
| Abruzzo | 1455 | 1451 |
| Calabria | 1303 | 1327 |
| Lombardia | 1358 | 1487 |
| Sicilia | 1172 | 1217 |
| Veneto | 1152 | 1167 |
| Lazio | 1171 | 1220 |
| Basilicata | 761 | 771 |
| Campania | 719 | 736 |
| Emilia Romagna | 702 | 724 |
| Piemonte | 642 | 654 |
| Sardegna | 506 | 519 |
| Toscana | <400 | 414 |
| Liguria | <300 | <300 |
| Trentino Alto Adige | 187 | 197 |
| Molise | 92 | 97 |
| Val d'Aosta | <13 | 17 |
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Scheda di sintesi | 131.37 KB |
Scarica la scheda riassuntiva del Rapporto Italiani nel Mondo 2012 - VII Edizione |
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Schede dettagliate dati socio-statistici | 733.52 KB |
Scarica le schede dettagliate dei dati socio-statistici sugli italiani nel mondo raccolti dalla Fondazione Migrantes per l'anno 2012 |



