Italiani in Lussemburgo
Grande Salento
In risposta al messaggio inviatoci da Nicola C. il 14 agosto 2010:
"Sono un tarantino che abita da quasi 20 anni a Thionville e vi seguo nelle vostre iniziative.
Vi scrivo più per conoscere un vostro punto di vista, in Puglia ormai si parla del 'Grande Salento', a me sembrerebbe più una trovata per non risolvere i problemi cronici che ci portiamo dietro, vorrei conoscere la vostra opinione e se, con il vostro permesso, posso pubblicarla.
Un grazie da pugliese
Nicola"

Gentile Nicola,
pubblichiamo con piacere il tuo messaggio, così come ogni eventuale risposta di chi vorrà intervenire.
Non sono di certo un addetto ai lavori e non sono pugliese, ma forse proprio per questo ho avuto la possibilità, grazie a questo tuo messaggio, di informarmi sui fatti in maniera libera e sincera, ed è con questo spirito che ti rispondo.
Tanto per cominciare ho scoperto che già Virgilio e Plinio il Vecchio parlano di Salento e Salentini negli anni a cavallo tra avanti e dopo Cristo.
Per identificare geograficamente il territorio di cui stiamo parlando ci viene in aiuto lo scienziato Cosimo De Giorgi che nel suo Cenni di geografia fisica della provincia di Lecce, già nel 1889 traccia i confini della penisola salentina : « Terra tra i due mari Adriatico e Ionio partendo da una linea condotta dal punto più interno del golfo di Taranto fino alla contrada del Pilone a nord di Ostuni » che corrisponde più o meno alla vecchia Terra d’Otranto.

Sorvoliamo sulle innumerevoli dominazioni che tuttavia hanno forgiato quelle differenze culturali che oggi secondo gli oppositori al “Grande Salento”, rischiano una omologazione forzata.
(il Grande Salento vorrebbe riunite le province di Brindisi, Trapani e Lecce per un totale di circa 1milione e 800mila abitanti distribuiti su 146 comuni)
Sorvoliamo anzi tutte le lunghe “Puglie” che, quasi a rappresentare l’intero stivale di cui sono il tacco, si mostrano variegate linguisticamente e geograficamente, ricche di patrimoni tutelati dall’Unesco, da ricchezze ben più lente e nascoste di quelle sponsorizzate dallo slogan che associa la Puglia a “lu sule, lu mare, lu jentu”…
Ricchezze dunque e differenze appaiono evidenti, ma anche problemi, sprechi, abusi e corruzione a ben guardare sono altrettanto radicati.

In un articolo di qualche anno fa, l’avv. Luigi Montanaro, sindaco di Ginosa, si chiede ad un certo punto quale sia il confine tra soggettività e collettività, e si risponde che ogni comune e poi ogni provincia “consapevole delle proprie peculiarità dal punto di vista geografico, paesaggistico, linguistico, economico, culturale”, deve farsi promotore di se stesso, all’interno del contesto locale e poi nazionale.
Perché il rischio è che quello che si vuole chiamare Grande Salento in realtà non diventi altro che una ulteriore Piccola Puglia, che se non saprà gestire con trasparenza i fondi che arriveranno per l’autonomia delle scuole e della sanità dovrà fare i conti con ancora più lamentele e clientele per il bene dei soliti pochi.

Un esempio costruttivo che invece vorrei citare mi è suggerito da un articolo di Gianni De Magistris su “Spigolature Salentine” del 4 agosto 2010, quello dell’Emilia-Romagna: “Emilia e Romagna erano due regioni che sono state fuse. Ancora oggi i miei amici di Reggio Emilia puntualizzano di essere emiliani, non già romagnoli. Però non sentono alcun peso, perché la regione è più forte ed economicamente “pesante”. Certo, la Puglia non è L’Emilia, però sarebbe meglio con due piccole Puglie?”
Volevo ringraziare Nicola per le riflessioni suggerite da questo post, per l’attualità e la universalità di un caso che porta chi vive in Lussemburgo a considerare le differenze di tipo strutturale con la creazione de la Grande Region, o con il ben più utopistico e ambiguo progetto di unificazione del Nord America…
Guglielmo Sessa
italiani.lu
COMMENTI
Caro Nicola sono un tarantino di origini salentine e penso che nell'arco di due lustri grazie al SALENTO ed ai Salentini la nostra PUGLIA ha nel panorama nazionale ed internazionale un'immagine piu' edificante.
Non piu' PUGLIA = criminalita'-malaffare-inquinamento ecc. ma anche PUGLIA =cultura-vacanze=ottino cibo=accoglienza ecc. un'operazione che sta dando i suoi frutti grazie ai Salentini di terra d'OTRANTO ed altri.
Il GRANDE SALENTO? perchè no!!! per una sana competizione con il resto della regione.
Saluto cordiale
TONINO MASSARO
Postato da Tonino il 27-08-2010
