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Italiani in Lussemburgo

Villa Vauban un museo per tutte le età!


Un po’ di storia…

Dal 1° maggio 2010, Lussemburgo si pregia di una villa interamente restaurata ed ampliata che ha assunto il ruolo di museo delle Belle arti della città. Circondata da un giardino la cui architettura rispetta quella originale progettata alla fine del 19° secolo, la villa poggia su fondamenta costituite dall’antica fortificazione costruita dall’architetto militare Sébastien Le Prestre Vauban nel 17° secolo.
Oggi, oltre alla villa restaurata, possiamo vedere un’ala dall’aspetto moderno e funzionale, che rende giustizia alle probabili intenzioni estetiche del progetto soprattutto all’interno, dove si può godere dell’ammirevole paesaggio sul giardino stesso della villa e sul parco che circonda la città attraverso le pareti interamente in vetro come un’immensa finestra sulla natura che addolcisce il passaggio tra interno e esterno.


Cosa c’è da vedere

Il museo organizza esposizioni temporanee attingendo dalle collezioni della Ville de Luxembourg, che sono principalmente costituite da opere olandesi dell’età d’oro (17° secolo) e da opere francesi del 19° secolo. Tutto questo può sembrare la normale descrizione di un museo tradizionale, uno dei tanti. E in parte, non nego che sia così.

Marina del secolo d’oro olandese, esposizione temporanea attualmente in corso a Villa Vauban

Perché vi racconto tutto questo?

La sorpresa sta nel fatto che il museo offra percorsi anche per bambini! Ovviamente alcune esposizioni si prestano più di altre, ma bisogna ammettere che il museo ce la sta mettendo tutta per attrarre anche un pubblico di giovanissimi. Il team di guide del museo organizza per ogni esposizione un itinerario adatto ai bambini, conciliando arte e divertimento. Il museo mette a disposizione un’ampia sala, con finestra a parete sul parco, dove si svolgono i workshop legati al tema della visita. E’ anche disponibile una guida in lingua italiana!


Bambini al museo?

Ebbene sì, questo è un modo eccellente per mostrare ai nostri bambini che esistono passatempi alternativi al parco giochi e alla televisione. L’arte non è solo appannaggio dei grandi né degli esperti, anzi è necessario far accostare i bambini all’arte in maniera naturale, in modo che faccia parte del loro bagaglio culturale e, oserei dire, affettivo. E’ importante mostrare ai bambini che esistono forme diverse di divertimento, che arricchiscono e ampliano i loro orizzonti senza togliere nulla alla loro freschezza infantile.

Gli “Italobimbi” con il cappello da pirata


I bambini capiscono l’arte?

Saper osservare un quadro va al di là del conoscere nozioni sul pittore e sulla tecnica. Le informazioni servono a rielaborare le sensazioni che le opere ci trasmettono, ma per essere in grado di ascoltare queste sensazioni è necessario sviluppare una sensibilità che forse in alcuni è presente più che in altri già da piccoli, ma che è possibile coltivare e affinare.
Ecco perché un bambino, scevro di tante barriere, si avvicina all’arte con semplicità e apertura. Il museo diventa un luogo in cui il bambino si sente a suo agio e dove da adulto non esiterà ad entrare, superando quel timore di infrangere la sacralità di un luogo che potrebbe sembrare accessibile solo a pochi addetti.
 

Italobimbi e il museo

Con l’obiettivo di promuovere la diffusione della lingua italiana per quei bambini italofoni che frequentano la scuola in una lingua diversa, Italobimbi oltre ai suoi corsi di italiano per bambini, intende ampliare la propria offerta culturale in maniera tale da favorire l’incontro dei bambini italofoni e dei loro genitori, creando così un punto di riferimento per famiglie plurilingui e pluriculturali che sentono la necessità di rinforzare le proprie radici. Bisogna sapere prima chi siamo per poterci sentire cittadini del mondo!

Timone situato nella sala del museo dedicata ai bambini in occasione dell’esposizione temporanea attualmente in corso

Per questo Italobimbi ha organizzato domenica 13 febbraio 2011 una visita al museo di Villa Vauban per i bambini. Il consenso è stato ampio e i bambini hanno potuto giocare ai pirati attraverso l’osservazione di marine olandesi del 17° secolo. Una sala allestita dal museo ha permesso ai bambini di avvicinarsi ad alcuni oggetti tipici dei galeoni dell’epoca, di imprimere nella propria memoria olfattiva gli odori delle spezie trasportate dai galeoni e di fotografarsi nelle vesti del pirata Barbanera, del quale hanno cercato il tesoro con successo! L’itinerario era ben studiato, l’osservazione delle opere alla portata dei bambini e tutti, genitori compresi, hanno potuto godere di una mattinata al museo rilassante e stimolante.

Giovanna Pandolfelli
www.italobimbi.it

<vai alla pagina di italobimbi>

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