Italiani in Lussemburgo
La Comunità Cattolica e la Missione di Bonnevoie

Una presenza importante, qui in Lussemburgo, è quella dei Missionari di S. Carlo, Congregazione religiosa fondata dal Beato Giovanni Scalabrini, chiamati appunto Scalabriniani.
Oltre ad essere presenti in Lussemburgo con una piccola comunità di sacerdoti, essi hanno parrocchie e oratori in tutta la Grande Regione.
Nati per assistere gli emigrati italiani, oggi sono presenti ovunque nel mondo, dove sia più marcato il fenomeno dell'emigrazione. Indipendentemente dal paese di provenienza. Sono diventati così gli apostoli degli emigranti. Il loro carisma è proprio l'assistenza ai migranti.
Nella città di Lussemburgo la sede della Missione Cattolica Italiana si trova in "rue de l'Hippodrome" a Bonnevoie, e dispone di una cappella dove si celebra la messa nei giorni feriali, e di alcune sale per le riunioni, per le attività formative e per quelle di carattere sociale.
La domenica e nei giorni di festa, le cerimonie religiose si svolgono nella chiesa parrocchiale di Bonnevoie.
L'azione missionaria è essenzialmente orientata alla serena integrazione dell'emigrante nel contesto socio- culturale della variopinta popolazione lussemburghese: tuttavia, per il connazionale, il fatto di trovare un sacerdote italiano è un conforto, non solo al momento del suo arrivo - quando più urgenti sono i problemi-, ma anche in seguito.
Questa possibilità di esprimere una vita religiosa e sociale all'interno di una comunità linguistica, risponde ad un bisogno di libertà, di autenticità, di condivisione, e di solidarietà, che non esclude - anzi consolida - l'universalismo proprio della religione cattolica.
Di questo tipo di esperienza è testimone la storia degli Scalabriniani nel Granducato, e la vita stessa della comunità locale che si identifica con la Missione. (E quale italiano residente in Lussemburgo non ha avuto modo di entrare in contatto con la Missione?)
La Missione è aperta a tutti. Pur essendo canonicamente incardinata nella Parrocchia di Bonnevoie, la Missione Italiana opera come se fosse essa stessa una parrocchia: col suo piccolo Consiglio pastorale, col Comitato per gli affari amministrativi, con i Gruppi: uomini, donne, giovani, bambini, che svolgono la loro vita religiosa e associativa: catechesi, liturgia, formazione, educazione morale e culturale, gioco e ricreazione, vacanze, gite, evasione, riposo.
Tutto questo, con la preziosa presenza dell'assistente spirituale: il missionario. Qui da noi, è Padre Italo, che in qualità di sacerdote, amministra i Sacramenti a chi ne fa richiesta.
Così tutta la vita del credente è scandita da una serie di riti, di feste, di conquiste ideali e morali nei momenti di passaggio, che sostengono la fede, rafforzano il consenso, e esaltano un sistema di valori umani e religiosi che tiene unita la comunità. E le dà forma.
Oltre ad essere presenti in Lussemburgo con una piccola comunità di sacerdoti, essi hanno parrocchie e oratori in tutta la Grande Regione.
Nati per assistere gli emigrati italiani, oggi sono presenti ovunque nel mondo, dove sia più marcato il fenomeno dell'emigrazione. Indipendentemente dal paese di provenienza. Sono diventati così gli apostoli degli emigranti. Il loro carisma è proprio l'assistenza ai migranti.
Nella città di Lussemburgo la sede della Missione Cattolica Italiana si trova in "rue de l'Hippodrome" a Bonnevoie, e dispone di una cappella dove si celebra la messa nei giorni feriali, e di alcune sale per le riunioni, per le attività formative e per quelle di carattere sociale.
La domenica e nei giorni di festa, le cerimonie religiose si svolgono nella chiesa parrocchiale di Bonnevoie.
L'azione missionaria è essenzialmente orientata alla serena integrazione dell'emigrante nel contesto socio- culturale della variopinta popolazione lussemburghese: tuttavia, per il connazionale, il fatto di trovare un sacerdote italiano è un conforto, non solo al momento del suo arrivo - quando più urgenti sono i problemi-, ma anche in seguito.
Questa possibilità di esprimere una vita religiosa e sociale all'interno di una comunità linguistica, risponde ad un bisogno di libertà, di autenticità, di condivisione, e di solidarietà, che non esclude - anzi consolida - l'universalismo proprio della religione cattolica.
Di questo tipo di esperienza è testimone la storia degli Scalabriniani nel Granducato, e la vita stessa della comunità locale che si identifica con la Missione. (E quale italiano residente in Lussemburgo non ha avuto modo di entrare in contatto con la Missione?)
La Missione è aperta a tutti. Pur essendo canonicamente incardinata nella Parrocchia di Bonnevoie, la Missione Italiana opera come se fosse essa stessa una parrocchia: col suo piccolo Consiglio pastorale, col Comitato per gli affari amministrativi, con i Gruppi: uomini, donne, giovani, bambini, che svolgono la loro vita religiosa e associativa: catechesi, liturgia, formazione, educazione morale e culturale, gioco e ricreazione, vacanze, gite, evasione, riposo.
Tutto questo, con la preziosa presenza dell'assistente spirituale: il missionario. Qui da noi, è Padre Italo, che in qualità di sacerdote, amministra i Sacramenti a chi ne fa richiesta.
Così tutta la vita del credente è scandita da una serie di riti, di feste, di conquiste ideali e morali nei momenti di passaggio, che sostengono la fede, rafforzano il consenso, e esaltano un sistema di valori umani e religiosi che tiene unita la comunità. E le dà forma.
l.c.
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Prima della sospensione per le vacanze, il gruppo degli uomini della Missione, che si riunisce il primo e il terzo giovedì di ogni mese, organizza ogni anno una serata conviviale con la partecipazione delle rispettive mogli o compagne.
Nelle foto la cena del 7 luglio 2007.
Nelle foto la cena del 7 luglio 2007.
Mission Catholique Italienne
25 r. de l'Hippodrome
L - 1730 Luxembourg (Lëtzebuerg)
- Tél: 48 62 35
- Fax: 49 63 97
Mission Catholique Italienne
5 bd Prince Henri
L - 4280 Esch-sur-Alzette (Esch-Uelzecht)
- Tél: 53 02 50
- Fax: 54 57 52
Per le informazioni circa le celebrazioni in lingua italiana nella Cattedrale di Lussemburgo ci si puó rivolgere alle suore della Scuola materna italiana di Bd de la Petrusse (Sr. Annalena).
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