Libri - Appuntamenti

Booktrailer, quando il libro si guarda
È la moda del momento il booktrailer. Dopo le prime titubanze, anche le case editrici italiane si sono convertite a questa nuova forma di marketing editoriale. Ma cos´è esattamente? «Si tratta di brevi video multimediali che raccontano un libro col linguaggio del cinema e dei videoclip», spiega Domenico Moretti, alla guida della Ketai, una società di produzione e distribuzione di contenuti per i Nuovi Media, considerata il primo produttore italiano di booktrailer. «I video sono solitamente realizzati mediante tre tecniche di produzione (animazione, dal vero e fumetto) e durano tra i 45 e i 90 secondi». Lucia Massacesi e Marcella Manghi sono due professioniste che hanno dato vita a LumaLab, un video content provider. Una definizione più precisa di Booktrailer? «Un lampo di suggestioni audiovisive che fa luce sui contenuti del libro: una quarta di copertina che desta nel fruitore il desiderio di passare alla lettura del libro».
L´originalità? Non solo nella formula, ma anche nell´obiettivo. Con un booktrailer, il lettore può inquadrare fin da subito il genere, le passioni, le sensazioni principali, l'atmosfera del libro: una micro-narrazione destrutturata del romanzo - che ne presenta i luoghi, il tema chiave, l'ambiente, alcune caratteristiche dei personaggi, in maniera evocativa -, che diventa così un vero e proprio ponte in grado di colmare la distanza tra autore e lettore.
«È un modo nuovo per parlare a un pubblico diverso da quello a cui ci si rivolge con la tradizionale comunicazione», conferma Jacopo De Michelis, curatore di una collana dedicata per la casa editrice Marsilio. «È un pubblico particolarmente difficile e sfuggente, in prevalenza giovane, che non legge giornali e riviste, tanto meno le pagine culturali, usa prevalentemente internet per informarsi, ed è più a proprio agio con il linguaggio per immagini degli spot e dei videoclip che con quello della critica letteraria».
«La possibilità di contatto del booktrailer è enorme - dice Giancarlo, in arte Grenar, videomaker e scrittore di Mola di Bari - Con budget minimo di poche centinaia di euro è possibile realizzare un video che totalizza anche centomila visioni, in tutto paragonabile a uno spot che va in televisione e certamente più redditizio per le case editrici di un giro di presentazioni dell´autore». «Il primo video di questo genere che ho realizzato, girandolo da sola con una microfotocamera – spiega Monica Mazzitelli, regista e appassionata di booktrailer – è stato un filmato contro gli eccessi del copyright. Su YouTube è stato visto da oltre un milione e 700mila navigatori». Secondo te un booktrailer quanto aiuta un libro? «In Italia è sicuramente un aiuto per i fruitori di internet, soprattutto se viene inserito in un contesto di sito dedicato al libro», continua la regista. «Penso che sia anche un modo davvero efficace per iniziare una presentazione in libreria quando un libro è uscito da poco e la maggior parte del pubblico non l´ha ancora letto: rompe il ghiaccio, regala suggestioni, fa nascere interrogativi, genera curiosità e in alcuni casi fa alzare l´adrenalina. In altri paesi, i booktrailer hanno una diffusione più larga, persino nei supermercati: sono veri e propri spot. È anche una questione economica, i ricavi dell´editoria in Italia sono più bassi e quindi anche gli investimenti sono inferiori».
«È un modo nuovo per parlare a un pubblico diverso da quello a cui ci si rivolge con la tradizionale comunicazione», conferma Jacopo De Michelis, curatore di una collana dedicata per la casa editrice Marsilio. «È un pubblico particolarmente difficile e sfuggente, in prevalenza giovane, che non legge giornali e riviste, tanto meno le pagine culturali, usa prevalentemente internet per informarsi, ed è più a proprio agio con il linguaggio per immagini degli spot e dei videoclip che con quello della critica letteraria».
«La possibilità di contatto del booktrailer è enorme - dice Giancarlo, in arte Grenar, videomaker e scrittore di Mola di Bari - Con budget minimo di poche centinaia di euro è possibile realizzare un video che totalizza anche centomila visioni, in tutto paragonabile a uno spot che va in televisione e certamente più redditizio per le case editrici di un giro di presentazioni dell´autore». «Il primo video di questo genere che ho realizzato, girandolo da sola con una microfotocamera – spiega Monica Mazzitelli, regista e appassionata di booktrailer – è stato un filmato contro gli eccessi del copyright. Su YouTube è stato visto da oltre un milione e 700mila navigatori». Secondo te un booktrailer quanto aiuta un libro? «In Italia è sicuramente un aiuto per i fruitori di internet, soprattutto se viene inserito in un contesto di sito dedicato al libro», continua la regista. «Penso che sia anche un modo davvero efficace per iniziare una presentazione in libreria quando un libro è uscito da poco e la maggior parte del pubblico non l´ha ancora letto: rompe il ghiaccio, regala suggestioni, fa nascere interrogativi, genera curiosità e in alcuni casi fa alzare l´adrenalina. In altri paesi, i booktrailer hanno una diffusione più larga, persino nei supermercati: sono veri e propri spot. È anche una questione economica, i ricavi dell´editoria in Italia sono più bassi e quindi anche gli investimenti sono inferiori».

Le origini: dalla California all´Olanda
Fin dai anni primi anni ´90, negli Stati Uniti circolavano forme embrionali di booktrailer, ma erano nettamente separati da set con attori e produttori. Tutto è iniziato in California dalle letture pubbliche tenute in libreria dagli stessi autori, a margine di presentazioni di nuovi romanzi. Gli scrittori leggevano dei passi delle proprie opere, mentre su uno schermo venivano proiettate immagini o animazioni per aiutare a visualizzare la storia. Alcune di quelle registrazioni digitali venivano messe online da diversi siti locali. Dopo quelle prime sperimentazioni, i booktrailer sono divenuti sempre più professionali, sono stati scoperti da Hollywood e vengono utilizzati da una decina di anni. Attualmente sono presenti in Gran Bretagna e in Germania, per non parlare dell´Olanda dove queste "anteprime" dei libri sono diffuse anche nelle librerie per mezzo di apposite postazioni video.
«È ancora presto per determinare se i booktrailer hanno un impatto sulle vendite», commenta Albert Greco, dell´Istituto di ricerca sull´editoria di New York. «Ma una cosa è certa: sono utili. Uno studio del 2005 realizzato da Veronis Suhler Stevenson, un gruppo di investimenti finanziari di New York specializzato nel settore dell´editoria, ha rilevato che la media di ore spesa dai lettori americani adulti è calata drasticamente: siamo passati dalle 117 ore all´anno del 1999 alle 106 ore del 2005». Nel frattempo, circa 172mila libri vengono pubblicani ogni anno – più di 19 nuovi titoli l´ora. «Gli editori hanno tentato a lungo di usare internet per attrarre nuovi lettori: siti dedicati ai libri, siti di fan di un autore, chat e concorsi», spiega Greco. «Ma con la competizione delle ormai moltissime attività virtuali su internet, dei film e dei videogiochi, sono falliti anche questi tentativi di mettere libri veri in mani vere».
«È ancora presto per determinare se i booktrailer hanno un impatto sulle vendite», commenta Albert Greco, dell´Istituto di ricerca sull´editoria di New York. «Ma una cosa è certa: sono utili. Uno studio del 2005 realizzato da Veronis Suhler Stevenson, un gruppo di investimenti finanziari di New York specializzato nel settore dell´editoria, ha rilevato che la media di ore spesa dai lettori americani adulti è calata drasticamente: siamo passati dalle 117 ore all´anno del 1999 alle 106 ore del 2005». Nel frattempo, circa 172mila libri vengono pubblicani ogni anno – più di 19 nuovi titoli l´ora. «Gli editori hanno tentato a lungo di usare internet per attrarre nuovi lettori: siti dedicati ai libri, siti di fan di un autore, chat e concorsi», spiega Greco. «Ma con la competizione delle ormai moltissime attività virtuali su internet, dei film e dei videogiochi, sono falliti anche questi tentativi di mettere libri veri in mani vere».
