Cinema mon Amour
Tutta la Vita Davanti
Regia: Paolo Virzì
Attori: Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio Fragasso, Elena Arvigo
Distribuzione: Medusa
Trama: Marta (Isabella Ragonese) è una brillante laureata in filosofia che però non riesce a trovare lavoro. Finisce in un call center, dove a spronare lei e le sue colleghe c’è Daniela (Sabrina Ferilli), mentre a comandare il tutto c’è Claudio (Massimo Ghini). Tra venditori senza scrupoli (Elio Germano) e sindacalisti fin troppo idealisti (Valerio Mastandrea), l’ingenua Marta entra così a contatto con il mondo del lavoro e del precariato...
Attori: Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio Fragasso, Elena Arvigo
Distribuzione: Medusa
Trama: Marta (Isabella Ragonese) è una brillante laureata in filosofia che però non riesce a trovare lavoro. Finisce in un call center, dove a spronare lei e le sue colleghe c’è Daniela (Sabrina Ferilli), mentre a comandare il tutto c’è Claudio (Massimo Ghini). Tra venditori senza scrupoli (Elio Germano) e sindacalisti fin troppo idealisti (Valerio Mastandrea), l’ingenua Marta entra così a contatto con il mondo del lavoro e del precariato...
In molti hanno scritto e sostenuto che Tutta la vita davanti sia il miglior film di sempre di Paolo Virzì. Il sottoscritto si associa al coro, anche perché il tema della precarietà è quanto mai attuale ed è cosa buona e giusta che il cinema italiano ne parli, per ricordare a tutti quale dramma sia. Un dramma racchiuso, però, in una brillantissima commedia nera.
Tutto è precario, non solo i lavoratori. Sono precari i rapporti umani, le emozioni, le sensazioni. E la protagonista Marta – interpretata da una convincente Isabella Ragonese – si ritrova immersa in un mondo dove la sua passione e la sua conoscenza per la filosofia non servono a nulla, se non per aumentare i rimpianti e le incomprensioni.
Una generazione allo sbando che ha due scelte, secondo Virzì: c’è chi si assoggetta e diventa parte integrante del sistema, facendo emergere i propri lati negativi o semplicemente lasciandosi trascinare dagli eventi; oppure c’è chi non smette di sperare che il futuro possa riservare situazioni migliori. Ma per questi ultimi c’è da affrontare un’Italia arruffona, ignorante, vacua, dove il merito è l’ultimo dei criteri e dove a farla da padrone sono la falsità e l’immobilismo.
Tutto ciò raccontato con un registro comico e amaro allo stesso tempo, con una regia lineare e senza sbalzi, con una sceneggiatura che procede dritta e coerente e che non cade mai nel pietismo.
Detto della Ragonese, tutto il cast offre una prova ottimale nel presentare come credibili personaggi estremizzati, ma comunque umani e autentici. Menzione particolare per Valerio Mastandrea, attore fin troppo sottovalutato, ed Elio Germano, l’interprete più efficace della generazione degli under 30.
VOTO: 7,5
Tutto è precario, non solo i lavoratori. Sono precari i rapporti umani, le emozioni, le sensazioni. E la protagonista Marta – interpretata da una convincente Isabella Ragonese – si ritrova immersa in un mondo dove la sua passione e la sua conoscenza per la filosofia non servono a nulla, se non per aumentare i rimpianti e le incomprensioni.
Una generazione allo sbando che ha due scelte, secondo Virzì: c’è chi si assoggetta e diventa parte integrante del sistema, facendo emergere i propri lati negativi o semplicemente lasciandosi trascinare dagli eventi; oppure c’è chi non smette di sperare che il futuro possa riservare situazioni migliori. Ma per questi ultimi c’è da affrontare un’Italia arruffona, ignorante, vacua, dove il merito è l’ultimo dei criteri e dove a farla da padrone sono la falsità e l’immobilismo.
Tutto ciò raccontato con un registro comico e amaro allo stesso tempo, con una regia lineare e senza sbalzi, con una sceneggiatura che procede dritta e coerente e che non cade mai nel pietismo.
Detto della Ragonese, tutto il cast offre una prova ottimale nel presentare come credibili personaggi estremizzati, ma comunque umani e autentici. Menzione particolare per Valerio Mastandrea, attore fin troppo sottovalutato, ed Elio Germano, l’interprete più efficace della generazione degli under 30.
VOTO: 7,5
Dario Ronzulli

