Cinema mon Amour
Miracolo a Sant’Anna - Miracle at St. Anna
Regia: Spike Lee
Attori: John Leguizamo, Matteo Sciabordi, D.B. Sweeney, Laz Alonso, Walton Goggins, Malcolm Goodwin, Omari Hardwick, Valentina Cervi, Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio.
Trama: Dall’omonimo romanzo di James McBride. Ambientato in Toscana nel 1944, il film parla di quattro soldati neri americani della 92ª Divisione "Buffalo Soldiers" dell'esercito statunitense che rimangono bloccati in un piccolo paese al di là delle linee nemiche, separati dal resto dell'esercito, dopo che uno di loro ha rischiato la vita per trarre in salvo un bambino italiano...
Spike Lee lo ha definito “il film della mia maturità”. Speriamo davvero che non lo sia, perché se il regista newyorchese diventa maturo con questo film, stiamo messi male. Perché stiamo parlando di un film confuso e spesso, troppo spesso, inconcludente, ben lontano dalle altre pellicole.
Tralasciando le polemiche “politiche” che ne hanno preceduto l’uscita, Miracolo a Sant’Anna è un film pensato male e realizzato peggio. Qual è l’obiettivo del film? Parlare della strage di Sant’Anna di Stazzema? Allora è un peccato, perché la scena del massacro è tecnicamente ineccepibile, ma è ristretta e compressa nelle altre linee narrative del film.
L’obiettivo è parlare dello sfruttamento dei neri? Al di là del fatto che sia una tematica già trattata, i dialoghi e le ambientazioni non aggiungono nulla di nuovo a quello che Lee ha già detto e mostrato. I nazisti non erano tutti cattivi? Già visto. Tra i partigiani c’era qualcuno che tradiva? Probabile, ma non ci sconvolge la vita.
Per farla breve, tutte le tematiche precedenti erano legittimamente trattabili, ma non così banalmente.
Pur tuttavia, gli elementi positivi e gli spunti interessanti non mancano. Come la già citata scena del massacro. Oppure come l’interpretazione di Favino. Però tutto resta compresso senza riuscire ad emergere. E’ un peccato, perché da uno come Spike Lee è lecito attendersi un film attento, minuzioso e dal forte impatto.
VOTO: 5Tralasciando le polemiche “politiche” che ne hanno preceduto l’uscita, Miracolo a Sant’Anna è un film pensato male e realizzato peggio. Qual è l’obiettivo del film? Parlare della strage di Sant’Anna di Stazzema? Allora è un peccato, perché la scena del massacro è tecnicamente ineccepibile, ma è ristretta e compressa nelle altre linee narrative del film.
L’obiettivo è parlare dello sfruttamento dei neri? Al di là del fatto che sia una tematica già trattata, i dialoghi e le ambientazioni non aggiungono nulla di nuovo a quello che Lee ha già detto e mostrato. I nazisti non erano tutti cattivi? Già visto. Tra i partigiani c’era qualcuno che tradiva? Probabile, ma non ci sconvolge la vita.
Per farla breve, tutte le tematiche precedenti erano legittimamente trattabili, ma non così banalmente.
Pur tuttavia, gli elementi positivi e gli spunti interessanti non mancano. Come la già citata scena del massacro. Oppure come l’interpretazione di Favino. Però tutto resta compresso senza riuscire ad emergere. E’ un peccato, perché da uno come Spike Lee è lecito attendersi un film attento, minuzioso e dal forte impatto.
Dario Ronzulli

