Cinema mon Amour
WALL-E
Regia: Andrew Stanton
Distribuzione: Walt Disney
Trama: Dopo aver trascorso centinaia di anni solitari facendo ciò per cui era stato costruito - ripulire il pianeta - W.A.L.L.E trova un nuovo scopo nella sua vita (oltre a collezionare cianfrusaglie) quando incontra un affusolato robot ricognitore di nome EVE. EVE si rende conto che W.A.L.L.E è involontariamente incappato nella chiave che assicurerà il futuro del pianeta, e torna di corsa nello spazio per riferire le sue scoperte agli umani...
Diventa oggettivamente difficile capire come faccia la Pixar a non sbagliare una pellicola. Wall-E è l’ennesimo bel film, costruito con sapienza e maestria. Per essere un film di animazione, è forse troppo complesso e più adatto ad un pubblico adulto. Soprattutto per le tematiche ecologiste e anticonsumistiche di cui tratta.
“Colpa” anche delle tante citazioni sparse qua e là. Wall-E è un omaggio continuo ai grandi film di fantascienza: da Blade Runner ad Alien passando per 2001: Odissea nello spazio. Però tutte le citazioni che ci sono, non sono buttate a caso, ma si integrano perfettamente nella trama senza mai lasciare interdetto lo spettatore che non le coglie. E questa è una delle abilità maggiori degli autori. Oltre all’attenzione ai particolari dei disegni, delle scenografie – importanti più che in altri film targati Pixar –, dei meccanismi dei robot. Da evidenziare, inoltre, come ci sia un riferimento continuo al cinema inteso come schermo, come spazio fisico sul quale proiettare i propri stati d’animo – esemplare in tal senso la visione incessante che Wall-E fa del film di Gene Kelly Hello Dolly!, di fatto uno dei protagonisti della pellicola – oppure come mezzo per ingannare lo spettatore.
E la storia? Semplice per molti versi, ma carica di significato. Uno su tutti: questa umanità allo sbando si può salvare se recupera le cose semplici della vita. Una pianta cresciuta tra i rifiuti, una mano nella mano, uno sguardo alle stelle. Cose che in un futuro remoto potrà fare solo un robot resosi umano perché, forse, si è mosso in un ambiente privo di alcun essere umano, che si è trasformato da homo erectus a homo sdraiatus, vittima del consumismo più sfrenato e inutile. Questo, ovviamente, solo nella finzione…
VOTO: 8“Colpa” anche delle tante citazioni sparse qua e là. Wall-E è un omaggio continuo ai grandi film di fantascienza: da Blade Runner ad Alien passando per 2001: Odissea nello spazio. Però tutte le citazioni che ci sono, non sono buttate a caso, ma si integrano perfettamente nella trama senza mai lasciare interdetto lo spettatore che non le coglie. E questa è una delle abilità maggiori degli autori. Oltre all’attenzione ai particolari dei disegni, delle scenografie – importanti più che in altri film targati Pixar –, dei meccanismi dei robot. Da evidenziare, inoltre, come ci sia un riferimento continuo al cinema inteso come schermo, come spazio fisico sul quale proiettare i propri stati d’animo – esemplare in tal senso la visione incessante che Wall-E fa del film di Gene Kelly Hello Dolly!, di fatto uno dei protagonisti della pellicola – oppure come mezzo per ingannare lo spettatore.
E la storia? Semplice per molti versi, ma carica di significato. Uno su tutti: questa umanità allo sbando si può salvare se recupera le cose semplici della vita. Una pianta cresciuta tra i rifiuti, una mano nella mano, uno sguardo alle stelle. Cose che in un futuro remoto potrà fare solo un robot resosi umano perché, forse, si è mosso in un ambiente privo di alcun essere umano, che si è trasformato da homo erectus a homo sdraiatus, vittima del consumismo più sfrenato e inutile. Questo, ovviamente, solo nella finzione…
Dario Ronzulli

