Cinema mon Amour
Frost/Nixon
Regia: Ron Howard
Attori: Sam Rockwell, Kevin Bacon, Michael Sheen, Rebecca Hall, Frank Langella, Oliver Platt, Patty McCormack, Matthew MacFadyen, Toby Jones, Holly Weber
Trama: In seguito allo scandalo Watergate, che lo costrinse a dimettersi dalla carica di Presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon (Frank Langella) rimase in silenzio per tre anni. Passato questo periodo di tempo, l'ex presidente sorprese tutti accettando di rilasciare una serie di interviste televisive per lo show condotto dal britannico David Frost (Michael Sheen), ex comico e conduttore di talk show...
Risultato di una doppia trasformazione, da storia vera a piece teatrale e da questa a opera filmica, Frost/Nixon è un film tipicamente americano nel senso positivo del termine. E' una riflessione non tanto sulla Storia in sé quanto sugli effetti nei suoi interpreti.
L'attenzione di Peter Morgan, autore sia del testo teatrale che della sceneggiatura, è infatti rivolta non tanto ai risvolti politici e giudiziari delle dimissioni di Richard Nixon, quanto al Nixon uomo, alle sue emozioni e al suo modo di reagire, che spesso lascia increduli, alla situazione così imbarazzante. Allo stesso modo David Frost viene visto non come “colui che fece confessare il Presidente”, e quindi come un eroe, ma come un arrivista egocentrico che riesce nel suo scopo non senza aver capito qualcosa su sé stesso.
In virtù di quanto detto sopra, appare più chiara la scelta del regista Ron Howard di offrire anche un punto di vista sull'influenza dei media e in particolare della televisione: influenza che diventa esplicita nell'ultimo pezzo della finta intervista a James Reston, collaboratore di Frost. Howard, in tal senso, punta molto sulle inquadrature ai mezzi tecnici televisivi, ai dietro le quinte, ai monitor che filtrano la realtà, oltre che alle finte interviste agli attori in modo da far sembrare il tutto un documentario. Tant'è che la macchina da presa resta sempre molto in disparte.
Nell'evidenziare il grande feeling tra i bravissimi Sheen e Langella – non per caso gli interpreti anche della versione teatrale -, si può concludere dicendo che Frost/Nixon non è un 'filmone' destinato a entrare nella storia ma sicuramente è una pellicola che esercita fascino e che si lascia guardare con molto piacere.
VOTO: 7,5L'attenzione di Peter Morgan, autore sia del testo teatrale che della sceneggiatura, è infatti rivolta non tanto ai risvolti politici e giudiziari delle dimissioni di Richard Nixon, quanto al Nixon uomo, alle sue emozioni e al suo modo di reagire, che spesso lascia increduli, alla situazione così imbarazzante. Allo stesso modo David Frost viene visto non come “colui che fece confessare il Presidente”, e quindi come un eroe, ma come un arrivista egocentrico che riesce nel suo scopo non senza aver capito qualcosa su sé stesso.
In virtù di quanto detto sopra, appare più chiara la scelta del regista Ron Howard di offrire anche un punto di vista sull'influenza dei media e in particolare della televisione: influenza che diventa esplicita nell'ultimo pezzo della finta intervista a James Reston, collaboratore di Frost. Howard, in tal senso, punta molto sulle inquadrature ai mezzi tecnici televisivi, ai dietro le quinte, ai monitor che filtrano la realtà, oltre che alle finte interviste agli attori in modo da far sembrare il tutto un documentario. Tant'è che la macchina da presa resta sempre molto in disparte.
Nell'evidenziare il grande feeling tra i bravissimi Sheen e Langella – non per caso gli interpreti anche della versione teatrale -, si può concludere dicendo che Frost/Nixon non è un 'filmone' destinato a entrare nella storia ma sicuramente è una pellicola che esercita fascino e che si lascia guardare con molto piacere.
Dario Ronzulli

