Cinema mon Amour
Due Partite
Regia: Enzo Monteleone
Attori: Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Melillo, Gabriella Pession, Claudia Pandolfi
Trama: Davanti ad un tavolo da gioco, scorrono i ricordi e le esperienze passate, gli anni '60 vissuti da quattro donne ma anche, in contrapposizione, le stesse esperienze vissute dalle figlie trent'anni dopo...
Trama: Davanti ad un tavolo da gioco, scorrono i ricordi e le esperienze passate, gli anni '60 vissuti da quattro donne ma anche, in contrapposizione, le stesse esperienze vissute dalle figlie trent'anni dopo...
Tratto dall'omonima commedia teatrale di Cristina Comencini, Due partite è una riflessione sul ruolo della donna, praticamente immutato nonostante il passare degli anni. Donne alla ricerca di sé stesse, del loro ruolo all'interno della società, all'interno della famiglia e nel rapporto con gli uomini, mai presenti fisicamente. Quelle che emergono sono figure stereotipate finché si vuole, ma nelle quali è facile identificarsi. Forse fin troppo.
Se le interpreti rendono al meglio – con una notazione di merito per la Cortellesi e la Pandolfi - nei ruoli chiamate a recitare, il problema di fondo del film è che la riuscita finale è troppo “teatrale” e pochissimo cinematografica. Soprattutto per quanto concerne l'aspetto meramente testuale, fatto di tante parole e tanti silenzi. In questo senso meglio la seconda parte, incentrata sulle figlie e decisamente meno statica, della prima, con protagoniste le madri.
Al di là delle intenzioni di mostrare la maggiore vivacità delle donne degli anni '90, resta la sensazione diffusa che Monteleone resti troppo attaccato all'originale teatrale prendendosi poche libertà, come nella gag delle finte doglie della Ferrari. Peccato, perché per il resto, il film merita comunque una visione, non fosse altro per la capacità della Comencini di offrire spunti di discussione non del tutto banali.
VOTO: 5,5Se le interpreti rendono al meglio – con una notazione di merito per la Cortellesi e la Pandolfi - nei ruoli chiamate a recitare, il problema di fondo del film è che la riuscita finale è troppo “teatrale” e pochissimo cinematografica. Soprattutto per quanto concerne l'aspetto meramente testuale, fatto di tante parole e tanti silenzi. In questo senso meglio la seconda parte, incentrata sulle figlie e decisamente meno statica, della prima, con protagoniste le madri.
Al di là delle intenzioni di mostrare la maggiore vivacità delle donne degli anni '90, resta la sensazione diffusa che Monteleone resti troppo attaccato all'originale teatrale prendendosi poche libertà, come nella gag delle finte doglie della Ferrari. Peccato, perché per il resto, il film merita comunque una visione, non fosse altro per la capacità della Comencini di offrire spunti di discussione non del tutto banali.
Dario Ronzulli

