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I Soliti Ignoti




  • Regia: Mario Monicelli
  • Sceneggiatura: Age, Scarpelli, Suso Cecchi d'Amico, Monicelli
  • Interpreti: Totò, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato
     Salvatori, Carla Gravina, Cardinale, Tiberio Murgia, Memmo Carotenuto
  • Genere: Commedia
  • Durata: 100'
  • Prodotto da: Franco Cristaldi
     (Italia, 1958)


Il giudizio di Italiani.lu: *****


Trama


Cosimo (Memmo Carotenuto), piccolo ladro di periferia, è in prigione per il furto di una macchina. Alcuni suoi amici, Capannelle (Carlo Pisacane, un vecchio stalliere un po' matto), Mario (Renato Salvatori, ladro suo malgrado), Ferribotte (Tiberio Murgia, un siciliano gelosissimo della sorella interpretata da Claudia Cardinale), Tiberio (Marcello Matroianni, fotografo e ladro per vocazione), decidono di cercare qualcuno che si accusi del furto per far scarcerare Cosimo.


Il prescelto è Peppe detto 'Er Tigre', (Vittorio Gassman) un pugile di quart'ordine, che dietro compenso, dichiara di essere il responsabile del furto. Peppe non viene creduto e viene rilasciato: prima di uscire di prigione, con uno stratagemma, si fa confidare da Cosimo il progetto di un furto con scasso. Riacquistata la libertà, Peppe si mette a capo della banda e, con l'aiuto degli amici, prepara l'esecuzione del colpo vagheggiato da Cosimo: svaligiare la cassaforte del Monte di Pietà, sfondando il muro sottile che divide lo divide da un appartamento privato.


La banda prepara il furto con premura. Per aprire la cassaforte, prendono lezioni dal 'professore' Dante Cruciani (Totò),  esperto nello scasso di casseforti.
Tutto è pronto e dall’ideazione si passa all’azione: i ladri penetrano nell'appartamento da cui si sarebbero introfulati nel Monte di pietà, sfondano il muro e... colpo si scena! A causa di un imprevisto cambio di mobili, i protagonisti hanno sbagliato parete e dopo mille fatiche, si ritrovano nella cucina dello stesso appartamento, dove al posto della cassaforte c'è un frigorifero, così i 'malfattori' si accontentano di uno spuntino!

Questa pellicola è considerata uno dei capolavori di quel genere cinematografico che negli anni sessanta ha fatto la storia del cinema mondiale: la commedia all’italiana.

Il progetto nacque in seguito all’incontro fra due tra i più importanti sceneggiatori del cinema italiano, Age e Scarpelli, con Mario Monnicelli, che all’epoca era un regista promettente. In modo mirabile, questo film riesce ad unire un genere come la commedia (all’epoca considerata 'B-movie'), con determinate tematiche (di povertà e emarginazione sociale) proprie del neorealismo. Ne viene fuori un’opera che, per mezzo di quel “sorriso un pò triste”, riesce a rappresentare un’Italia piena di problemi ma pur sempre vitale e bizzarra.

Il cast è composto da “Mostri” sacri del cinema e del teatro italiano: da Totò, che pur interpretando un ruolo marginale lascia un’impronta indelebile nella memoria dei cinefili, a Mastroianni, da una giovanissima Claudia Cardinale a Gassman (è opportuno ricordare che l’attore romano era noto, sino ad allora, per l’interpretazione dei classici in teatro e di ruoli di “cattivo” nel cinema: dopo il successo avuto con questo film, Gassman proseguirà per la strada della commedia, realizzando film come La Grande Guerra, il Sorpasso, Brancaleone).

I Soliti Ignoti rappresenta una delle pietre miliari di quel “sorriso intelligente” che soltanto i grandi registi come Tati, Chaplin, Woody Allen, sono riusciti ad esprimere in maniera compiuta. E con questo film, a nostro parere, Monicelli raggiunge tali livelli, tanto che, nonostante siano trascorsi ormai cinquant’anni, la pellicola ha ancora oggi una valenza attuale e paradossalmente lo si può considerare un film moderno.