Cinema mon Amour
La Matassa
Regia: Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Giambattista Avellino
Attori: Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Pino Caruso, Domenico Centamore, Anna Safroncik, Domenico Centamore
Trama: Due cugini che non si vedono da ben 20 anni, perché i loro padri non si sopportano e non riescono ad andare d'accordo, si rincontrano casualmente e, da quel momento, iniziano una serie di avventure rocambolesche ed in alcuni casi anche rischiose. Nonostante il fortuito incontro, i due continuano a battibeccare...
Nel loro terzo lavoro cinematografico, Ficarra e Picone dimostrano di avere qualcosa in più rispetto a molti loro colleghi che passano dal piccolo al grande schermo. Intendiamoci: La Matassa non è un capolavoro, ma un film comico che si distingue da altri dello stesso genere.
Innanzitutto le risate non nascono da facili doppi sensi. E' quello che potremmo definire un umorismo di stampo antico, basato sulla mimica facciale e su battute taglienti e quanto mai efficaci. Ma sopratutto è un umorismo niente affatto televisivo, anzi studiato e realizzato con un linguaggio prettamente cinematografico. Tutto ciò rende l'impianto del film decisamente solido e capace di reggersi in qualunque momento, anche quelli meno divertenti e più seriosi. Un film ben riuscito, dunque, nel quale non è da sottovalutare il modo in cui si ride non con, ma della mafia: i boss hanno nomi ridicoli, i picciotti sono macchiette, i pizzini sono un modo per burocratizzare ogni minima scelta – e la scena, appunto, dei pizzini è quella che scatena più risate -.
In un film pieno di citazioni e omaggi ai grandi cliché comici, vale la pena sottolineare l'apporto tutt'altro che secondario del resto del cast, prettamente siciliano con Pino Caruso che, non a caso calato nei panni di un prete, sembra dare la benedizione della vecchia scuola al nuovo che avanza.
VOTO: 7Innanzitutto le risate non nascono da facili doppi sensi. E' quello che potremmo definire un umorismo di stampo antico, basato sulla mimica facciale e su battute taglienti e quanto mai efficaci. Ma sopratutto è un umorismo niente affatto televisivo, anzi studiato e realizzato con un linguaggio prettamente cinematografico. Tutto ciò rende l'impianto del film decisamente solido e capace di reggersi in qualunque momento, anche quelli meno divertenti e più seriosi. Un film ben riuscito, dunque, nel quale non è da sottovalutare il modo in cui si ride non con, ma della mafia: i boss hanno nomi ridicoli, i picciotti sono macchiette, i pizzini sono un modo per burocratizzare ogni minima scelta – e la scena, appunto, dei pizzini è quella che scatena più risate -.
In un film pieno di citazioni e omaggi ai grandi cliché comici, vale la pena sottolineare l'apporto tutt'altro che secondario del resto del cast, prettamente siciliano con Pino Caruso che, non a caso calato nei panni di un prete, sembra dare la benedizione della vecchia scuola al nuovo che avanza.
Dario Ronzulli

