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Cinema mon Amour


L'Ospite Inatteso
L'Ospite Inatteso

 

L'Ospite Inatteso (The Visitor)



Regia
: Thomas McCarthy

Attori: Richard Jenkins, Hiam Abbass, Amir Arison, Danai Jekesai Gurira, Maggie Moore, Tzahi Moskovitz, Laith Nakli, Haaz Sleiman

Trama: Un professore universitario (Richard Jenkins) va a New York per partecipare ad un convegno, ma quando entra nel suo appartamento, scopre che una giovane coppia, un siriano (Haaz Sleiman) e una senegalese ( Danai Jekesai Gurira) lo utilizza come abitazione...
 

Il Caso, la musica, la scoperta dell'altro per scoprire sé stessi. L'ospite inatteso è un film semplice, diretto, essenziale ma di un'efficacia e di una delicatezza a dir poco straordinari. Commuove, diverte e invita a riflettere: si può voler altro da un film?

Protagonista il professor Walter Vale
, interpretato da un bravissimo Richard Jenkins – peraltro ben supportato dal resto del cast. Walter è un uomo monotono, triste, incapace di superare la perdita della moglie pianista - tanto che proverà inutilmente a imparare a suonare il piano – e di dare in generale una svolta alla propria vita. Procede per inerzia, tra programmi di studio sempre uguali e libri sui quali dice di lavorare ma che in realtà non ha mai iniziato. Tutto cambia, però, quando si ritrova due ragazzi nel proprio appartamento di New York: in particolare sarà l'incontro con Tarek a dargli una sterzata. Il ragazzo, infatti, è un percussionista e attraverso i suoi insegnamenti Vale scoprirà che, a dispetto dell'età, può eccome imparare uno strumento: imparerà anzi il più lontano possibile dai suoi gusti musicali. Ma Tarek, come la sua ragazza Zainab, sono clandestini e non possono vivere come persone normali: devono fuggire, nascondersi, stare con gli occhi aperti. Ma non sono terroristi né delinquenti. Questo però non fermerà la Polizia dall'arrestare Tarek senza un valido motivo, se non per diffidenza causata dalle sue origini. Walter conoscerà così la madre di Tarek, Mouna, e verso di lei proverà un sentimento bello, semplice, puro.

Volendo dare un'interpretazione politica, si può affermare che il Vale della prima parte è l'America che si richiude su sé stessa, incurante di ciò che accade al di là del proprio orticello, anche perché è troppo impegnata a piangere i propri dolori ormai lontani nel tempo. Poi l'incontro con l'Altro cambia, come abbiamo detto, Vale che diventa così l'America che si indigna per il venir meno dello spirito che l'ha fatto nascere. In questo senso emblematiche le inquadrature della Statua della Libertà e dei manifesti in cui inneggia al valore degli immigrati. E altamente significativa è anche la battuta che Jenkins recita davanti al poliziotto che non può o non vuole dargli altre informazioni su che fine abbia fatto Tarek: “Non potete trattarci così!”.

Una pellicola prettamente americana, ma che non può non far pensare a cosa avviene qui, a casa nostra. E dispiace pensare che un film così, in Italia, non si potrebbe fare perché sarebbe etichettato come filo-terrorista e messo al bando con irrisoria facilità.

 
VOTO: 8,5

Dario Ronzulli