Fashion News

Roberto Capucci tra i suoi abiti
Laurea ad honorem a Roberto Capucci
Lussemburgo, 10 ottobre 2007 - Durante la manifestazione Week Roma Design+, (www.romadesignpiu.it) il Rettore dell'Università di Roma La Sapienza Renato Guarini ha conferito oggi una laurea honoris causa in Design allo stilista Roberto Capucci . Classe 1930, Capucci è ritenuto il più grande creatore italiano d'alta moda, intesa come fucina di pezzi unici.
"In Italia avete un ragazzo prodigio che si chiama Roberto Capucci, se capita a Parigi, che mi venga a trovare": così si esprimeva cinquant’anni fa il creatore del new-look, Christian Dior.
Outsider sin dal debutto, è spaventato "dal contagio della volgarità, dal mal gusto imperante, dalla bruttezza" e sceglie la turris eburnea del suo atelier e di una creatività in solitario. Vive appartato, cercando stimoli ben lontani dall'universo - per lui troppo commerciale - della moda.
"In Italia avete un ragazzo prodigio che si chiama Roberto Capucci, se capita a Parigi, che mi venga a trovare": così si esprimeva cinquant’anni fa il creatore del new-look, Christian Dior.
Outsider sin dal debutto, è spaventato "dal contagio della volgarità, dal mal gusto imperante, dalla bruttezza" e sceglie la turris eburnea del suo atelier e di una creatività in solitario. Vive appartato, cercando stimoli ben lontani dall'universo - per lui troppo commerciale - della moda.

Il gusto per la ricerca e la necessità di autonomia dalle mode imperanti, ma anche dalla ripetitività dei calendari e dalla logica della griffe, lo portano a presentare le sue creazioni secondo i suoi ritmi, in città sempre diverse, spesso in musei, antichi palazzi patrizi, accademie, sale per concerti; e ogni sua sfilata è un evento, più simile alla personale di un artista, che a un défilé. Persegue un suo sogno visionario di bellezza che si esprime attraverso abiti-scultura con volute, creste, nervature che hanno la sontuosità, e insieme il rigore e la ieraticità, di costumi rinascimentali, di architetture fantastiche, abiti di fortissima personalità e di nessuna praticità.
CURIOSITA’ - Per preparare una collezione, disegna fino a 1200 bozzetti di abiti, prima in bianco e nero per non essere influenzato dal colore, poi li seleziona. Ogni suo vestito puo' richiedere fino a 4 mesi di lavoro e fino a 180 metri di tessuto, scelto sempre fra i più pregiati. Capucci è l'ultimo a usare il taffettà ermesino, tessuto a mano su telai del '500. Pretende rasi che abbiano la morbidezza del crêpe, utilizza il sauvage, seta grezza ricercatissima, il mikado, la georgette, stoffe fatte tingere a Lione, riproduce fino a 172 sfumature di uno stesso colore nella plissettatura di una cappa, di un corpetto, di una gonna.
LA FRASE - "Non mi sono mai lasciato influenzare dalla logica del quando me lo metto, dove ci vado? Non esisterebbe la storia del costume se altri, nei secoli, avessero pensato così", ripete.
PROSSIMAMENTE -Il prossimo 27 ottobre a Villa Bardini, a Firenze sarà inaugurato ufficialmente il Museo della Fondazione Roberto Capucci, con otto nuove creazioni inedite realizzate per l'occasione nel 2007.
Gaia V. Angeli
Fotogallery
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