MUSICA - APPUNTAMENTI

Vinicio Capossela
Vinicio Capossela in concerto a Lussemburgo
Lussemburgo - Una straordinaria messa in scena musicale carica di richiami al mondo ancestrale e mitologico. Un viaggio a metà strada tra un'Odissea mitica e una "via crucis" profana, fatto di salmi e prediche, apparizioni mitologiche e ombre cinesi, luci e colori, rumori e parole.
Questo, in estrema sintesi, il grande spettacolo (versione ridotta) 'messo in scena' da Vinicio Capossela, che dopo aver girato in lungo e in largo l'Italia, approderà a Lussemburgo per una doppia data del suo "MinoTour" 2007, che lo vedrà impegnato nei club e nei teatri di mezz'Europa, fino ad arrivare a Stati Uniti e Canada.
Reduce della strepitosa tournée "Ovunque proteggi" (oltre 100 concerti nel 2006), Vinicio Capossela è partito lo scorso 23 marzo dalla Svizzera per una nuova serie di concerti più "intimi" e raccolti, che privilegeranno i piccoli palcoscenici e gli storici club music. Un impianto scenico in versione "mini", dunque, (“mino” sta per “mini”, ma anche per “Minotauro”), compensato dalla grande performance dell'eclettico cantautore che sarà accompagnato da Zeno De Rossi alla batteria, Alessandro Stefana alla chitarra e Glauco Zuppiroli al contrabbasso.
Uscito a gennaio 2006, Ovunque Proteggi, sesto album di inediti della sua carriera, ha catapultato Capossela in testa alle classifiche di vendita per diversi mesi. I 13 brani del disco, - cui hanno collaborato tra gli altri Mario Brunello, Ares Tavolazzi e Roy Paci -, sono un tripudio di valzer, marcette e cha cha cha, che attingono alla più profonda tradizione musical-popolare, tra melodie mediterranee e sonorità di matrice balcanica, pantomime circensi e atmosfere malinconiche.
Grande cura anche per gli ambienti sonori del disco: ogni brano è stato registrato in un luogo diverso, quasi a sottolineare ulteriormente il rapporto viscerale delle sue canzoni con la terra e con i luoghi. Il tutto arricchito dalla sua inconfondibile voce e dalla sua interpretazione che ha messo praticamente tutti d'accordo, critica e pubblico, fans della prima ora e quelli recentemente acquisiti.
Bizzarro, ironico, sentimentale e imprevedibile, Capossela è capace di alternare momenti di vero teatro a momenti in cui dialoga con il suo pubblico, lo intrattiene e lo fa ridere introducendo i brani con le invenzioni poetiche degne del suo talento.
Due ore di concerto nelle quali Capossela riesce a mettere in scena il mondo di visioni che popola il suo nuovo disco e il suo immaginario, circondandone il suo pubblico, grazie all'altissima qualità musicale dei brani eseguiti ed alla sua carismatica presenza scenica.
Questo, in estrema sintesi, il grande spettacolo (versione ridotta) 'messo in scena' da Vinicio Capossela, che dopo aver girato in lungo e in largo l'Italia, approderà a Lussemburgo per una doppia data del suo "MinoTour" 2007, che lo vedrà impegnato nei club e nei teatri di mezz'Europa, fino ad arrivare a Stati Uniti e Canada.
Reduce della strepitosa tournée "Ovunque proteggi" (oltre 100 concerti nel 2006), Vinicio Capossela è partito lo scorso 23 marzo dalla Svizzera per una nuova serie di concerti più "intimi" e raccolti, che privilegeranno i piccoli palcoscenici e gli storici club music. Un impianto scenico in versione "mini", dunque, (“mino” sta per “mini”, ma anche per “Minotauro”), compensato dalla grande performance dell'eclettico cantautore che sarà accompagnato da Zeno De Rossi alla batteria, Alessandro Stefana alla chitarra e Glauco Zuppiroli al contrabbasso.
Uscito a gennaio 2006, Ovunque Proteggi, sesto album di inediti della sua carriera, ha catapultato Capossela in testa alle classifiche di vendita per diversi mesi. I 13 brani del disco, - cui hanno collaborato tra gli altri Mario Brunello, Ares Tavolazzi e Roy Paci -, sono un tripudio di valzer, marcette e cha cha cha, che attingono alla più profonda tradizione musical-popolare, tra melodie mediterranee e sonorità di matrice balcanica, pantomime circensi e atmosfere malinconiche.
Grande cura anche per gli ambienti sonori del disco: ogni brano è stato registrato in un luogo diverso, quasi a sottolineare ulteriormente il rapporto viscerale delle sue canzoni con la terra e con i luoghi. Il tutto arricchito dalla sua inconfondibile voce e dalla sua interpretazione che ha messo praticamente tutti d'accordo, critica e pubblico, fans della prima ora e quelli recentemente acquisiti.
Bizzarro, ironico, sentimentale e imprevedibile, Capossela è capace di alternare momenti di vero teatro a momenti in cui dialoga con il suo pubblico, lo intrattiene e lo fa ridere introducendo i brani con le invenzioni poetiche degne del suo talento.
Due ore di concerto nelle quali Capossela riesce a mettere in scena il mondo di visioni che popola il suo nuovo disco e il suo immaginario, circondandone il suo pubblico, grazie all'altissima qualità musicale dei brani eseguiti ed alla sua carismatica presenza scenica.
Rosario Calvetti
Biografia

Nato il 14 dicembre 1965 ad Hannover, da genitori emigranti di origine campana, Vinicio Capossela arriva presto in Italia. Dopo una breve esperienza al Conservatorio e un precario impiego come suonatore di piano su navi, night club di riviera e pub newyorkesi, avviene l'incontro con Francesco Guccini e con il produttore Renzo Fantini. E' il 1990 e per Capossela è il primo contratto discografico, dal quel nasce "All'una e trentacinque circa", album che vanta il premio come migliore opera prima, assegnatogli dal Club Tenco.
L'anno successivo esce il secondo album, "Modì", che porta l'artista in tutta Italia con il suo primo tour. Il mondo del cinema affascina presto Capossela, che nel 1992 accetta una piccola parte nel film di Staino e Altan: "Non chiamatemi Oscar", la cui colonna sonora è tratta dallo stesso "Modì". Il 1993 gli riserva una nuova esperienza: Paolo Rossi lo vuole come attore e autore delle musiche nel suo spettacolo teatrale itinerante "Pop e Rebelot".
Il Club Tenco lancia, nello steso anno, un disco tributo a Vladimir Visotski, dal titolo "Il volo di Volodja", Capossela non perde l'occasione per lasciare la sua impronta e vi partecipa con il brano "Il pugile sentimentale". Le continue conferme che fioccano sulla sua vita artistica gli danno nuovi stimoli, e nel 1994 nasce così "Camera a sud", il terzo album. Il 1995 trascorre tra concerti memorabili, come quello al Teatro de la Ville di Parigi, che registra il tutto esaurito.
Nella primavera del 1996, Vinicio inizia le registrazioni del quarto album, "Il ballo di San Vito", la cui promozione sarà motivo di due grandi concerti a Roma e Milano, nei quali Capossela si avvarrà del contributo musicale di Marc Ribot alla chitarra. L'anno successivo parte da Lonigiano il tour teatrale de "Il ballo di San Vito", nel corso del quale verranno realizzati alcuni filmati dai quali prenderà corpo in breve tempo un homevideo dal titolo "Liveinvolvo".
E "Liveinvolvo" sarà anche il titolo del suo quinto album registrato con il supporto musicale della Kokani Orchestrar. Il sesto album esce il 6 ottobre del 2000 e si intitola "Canzoni a Manovella", da lui stesso prodotto, con la collaborazione di Pasquale Minieri. L'album vanta la partecipazione di grandi nomi, tra i quali Marc Ribot, Ares Tavolazzi, Roy Paci, Pascal Comelade, e, come se non bastasse, ospita anche una soprano giapponese, Mayumi Torikoshi.
Nel 2003 esce "L'Indispensabile", un'antologia composta da 17 brani, che rappresenta la sua arte nelle diverse sfaccettature. Paragonato a Tom Waits e Paolo Conte, Capossela abita in verità in un universo a parte, anarchico e dadaista, che a volte d'improvviso s'accende in bagliori di stralunata malinconia.
L'anno successivo esce il secondo album, "Modì", che porta l'artista in tutta Italia con il suo primo tour. Il mondo del cinema affascina presto Capossela, che nel 1992 accetta una piccola parte nel film di Staino e Altan: "Non chiamatemi Oscar", la cui colonna sonora è tratta dallo stesso "Modì". Il 1993 gli riserva una nuova esperienza: Paolo Rossi lo vuole come attore e autore delle musiche nel suo spettacolo teatrale itinerante "Pop e Rebelot".
Il Club Tenco lancia, nello steso anno, un disco tributo a Vladimir Visotski, dal titolo "Il volo di Volodja", Capossela non perde l'occasione per lasciare la sua impronta e vi partecipa con il brano "Il pugile sentimentale". Le continue conferme che fioccano sulla sua vita artistica gli danno nuovi stimoli, e nel 1994 nasce così "Camera a sud", il terzo album. Il 1995 trascorre tra concerti memorabili, come quello al Teatro de la Ville di Parigi, che registra il tutto esaurito.
Nella primavera del 1996, Vinicio inizia le registrazioni del quarto album, "Il ballo di San Vito", la cui promozione sarà motivo di due grandi concerti a Roma e Milano, nei quali Capossela si avvarrà del contributo musicale di Marc Ribot alla chitarra. L'anno successivo parte da Lonigiano il tour teatrale de "Il ballo di San Vito", nel corso del quale verranno realizzati alcuni filmati dai quali prenderà corpo in breve tempo un homevideo dal titolo "Liveinvolvo".
E "Liveinvolvo" sarà anche il titolo del suo quinto album registrato con il supporto musicale della Kokani Orchestrar. Il sesto album esce il 6 ottobre del 2000 e si intitola "Canzoni a Manovella", da lui stesso prodotto, con la collaborazione di Pasquale Minieri. L'album vanta la partecipazione di grandi nomi, tra i quali Marc Ribot, Ares Tavolazzi, Roy Paci, Pascal Comelade, e, come se non bastasse, ospita anche una soprano giapponese, Mayumi Torikoshi.
Nel 2003 esce "L'Indispensabile", un'antologia composta da 17 brani, che rappresenta la sua arte nelle diverse sfaccettature. Paragonato a Tom Waits e Paolo Conte, Capossela abita in verità in un universo a parte, anarchico e dadaista, che a volte d'improvviso s'accende in bagliori di stralunata malinconia.
R.C.
Discografia:
- All'una e trentacinque circa (1990) -
- Modì (1991)
- Camera a sud (1994)
- Il ballo di San Vito (1996)
- Liveinvolvo (1998)
- Canzoni a manovella (2000)
- L'Indispensabile (2003)
- Ovunque Proteggi (2006)
