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Musica


Intervista a Pasquale De Fina


08 Novembre 2007 - “Di certo non facciamo fusion. Credo non ci sia niente di peggio della fusion”.

Ha le idee chiare Pasquale De Fìna, chitarra, voce e autore degli Atleticodefina, in concerto al d:qliq venerdì 9, quando gli chiedo come riescano ad amalgamarsi anime musicali così forti e di matrice così diversa come Saturnino (bassista funk di Jovanotti), Giorgio Prette (batterista storico degli Afterhours) e le provenienze jazz- blues di Massimo Martellotta (già con Eugenio Finardi) e Pepe Ragonese.

Il nostro progetto è il risultato di molti anni di amicizia e della comune convinzione che per produrre qualcosa che suoni nuovo si debba contaminare collaborando..emotivamente, soprattutto.” Di ritorno da Manchester, dove il gruppo si è esibito durante il festival In the City, in procinto di ripartire per Lussemburgo, il cantante conferma con soddisfazione “che il pubblico inglese, musicalmente molto più aperto del nostro, li ha accolti molto bene”.

A prescindere dalla lingua, domando? “In Italia siamo dei bravi critici, giochiamo a trovare influenze e contaminazioni: all’estero troviamo, invece, un pubblico con meno freni e paletti e che si lascia coinvolgere dalla musica in quanto tale”. Una bella notizia, verrebbe da dire, vista l’enorme difficoltà nell’esportare la nostra musica fuori dai confini nazionali.

Gli Atleticodefina presenteranno il loro ultimo lavoro dal titolo programmatico “Tutti amano tutti”, alla cui realizzazione hanno partecipato, tra gli altri, Syria (duetto con Pasquale in “Sono io”) e Cesare Basile, in cui a momenti intimistici, soffusi - talvolta amari - e riflessivi, si alternano exploit ironici e divertiti dalla struttura ritmica trascinante e dal fraseggio musicale ardito.

Da non perdere!


Gaia Valentina ANGELI