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LA NUOVA CHIESA DI PAGANICA


I Comuni della Val Rendena (in Trentino) e Bergamo, hanno donato alla comunità di Paganica in Provincia di L’Aquila, una nuova Chiesa, per sopperire all’inagibilità di quelle presenti nella zona a causa del terremoto.

 

fasi del progetto di realizzazione della chiesa
fasi del progetto di realizzazione della chiesa

Allo scopo hanno fondato un “Comitato” denominato per appunto “Comitato Nuova chiesa Paganica” (Associazione Diakonia Onlus Bergamo, Comune di Pinzolo, Curia Arcivescovile di Trento, Comuni della Val Rendena di Trento, Masè Termo-Impianti di Strembo di Trento e Cassa Rurale di Pinzolo e di Spiazzo), per gestire l’iniziativa della costruzione di un nuovo luogo di culto per le popolazioni che risiedono nella zona.

Progetto preliminare architettonico:
arch. Giovanazzi Sergio (Trento)
Progetto architettonico/strutturale definitivo ed esecutivo: ing. Massimo Caola (Pinzolo-Trento)
Coordinatore in fase di progettazione e direzione lavori: ing. Massimo Caola (Pinzolo-Trento)
Coordinatore in fase di esecuzione: arch. Salvatore De Leo (L'Aquila)
Collaudatore: ing. Atanasio Bruti Kapalas
Direttore di cantiere: geom. Tony Trave




Interno della chiesa di Paganica, appena ultimata
Interno della chiesa di Paganica, appena ultimata

L’AQUILA 03-08-2010 – Di certo un bel fine settimana per Paganica, la più popolosa frazione dell’Aquila con i suoi settemila abitanti, il vasto centro storico quasi completamente distrutto dal terremoto del 6 aprile 2009 ed i centri che con essa costituiscono la X Circoscrizione comunale - Onna, San Gregorio, Tempera, Bazzano e Pescomaggiore - diventati icone stesse del dramma, per numero di vittime e disastrose conseguenze del sisma. Eppure, l’Italia più bella - non certo quella del degrado politico e morale che intristisce il tempo che viviamo, ma quella della solidarietà e dell’amicizia - ha saputo regalare ancora il sapore dolce e sincero della festa e tante emozioni ad un’intera comunità, rimasta priva del suo luogo più alto d’aggregazione spirituale. Per la verità, dei suoi luoghi di culto Paganica ne aveva avuto quasi superstiti, per ironia della sorte, i due più antichi: il santuario della Madonna d’Appari, impianto del XIII sec. e successive integrazioni, con l’interno affrescato a meraviglia da maestri abruzzesi del Quattro-Cinquecento, e la magnifica basilica romanica di San Giustino, edificata a cavallo tra l’VIII e il XII secolo, con preziosi reperti lapidei e colonne, relitti di preesistenti templi pagani. Le due chiese, nei mesi scorsi messe in sicurezza e curate nelle loro ferite più evidenti, hanno assicurato fino a qualche giorno fa un provvisorio servizio, sebbene per capienza insufficienti alle esigenze d’una comunità resa ancor più numerosa dall’arrivo di nuovi abitanti nelle due new towns del Progetto C.A.S.E. - ben 29 palazzine su piastre antisismiche - che ospitano migliaia di sfollati dell’Aquila, oltre che di Paganica. Le altre chiese paganichesi tutte gravemente compromesse dal sisma: dalla parrocchiale di Santa Maria Assunta con l’originale balconata sulla facciata, alla settecentesca chiesa della Concezione, squarciata, le cui immagini fecero il giro del mondo su giornali e tv, all’imponente e lesionata chiesa di Santa Maria del Presepe o del Castello, erta sul colle, alla chiesa frantumata di Sant’Antonio, alla malmessa chiesa della Madonna del Carmine, del monastero delle Clarisse, dove sotto le macerie la madre badessa restò vittima.


nella foto: In prima fila, all'inaugurazione, il sindaco di Pinzolo, William Bonomi, con accanto l'assessore provinciale Lia Beltrami


Il 30 luglio
, però, finalmente è stata gran festa per l’inaugurazione della nuova chiesa, con l’ampia sua navata, più rispondente alle dimensioni della comunità parrocchiale. Davvero una gran bella struttura, architetture in legno, volta appena ogivale e sommità con una lunga fessura di luce verso il cielo, raffinato il design e particolari d’arredo assai curati. Sono arrivati in massa, dal Trentino e da Bergamo, gli amici che prontamente raccolsero il messaggio d’aiuto, l’aspirazione ad un luogo spirituale di raccoglimento e di culto, sicuro e capiente. Era stato appunto uno dei primi gesti di amicizia e solidarietà, fatto germogliare dalla testimonianza di don Ivan Maffeis, venuto tra noi una settimana dopo il sisma da Pinzolo, splendida cittadina in provincia di Trento, che condivide con Paganica un forte rapporto di gemellaggio tra Gruppi Alpini, estesosi pienamente alle due comunità. Il sacerdote aveva raccolto il grido di dolore dei paganichesi, nei giorni di lunedì e martedì di Pasqua, festività di San Giustino Patrono e Maria SS. D’Appari, nella tensostruttura che fungeva da chiesa nella tendopoli del Campo 3, allestita dalla Protezione Civile di Trento. Al suo ritorno a Pinzolo ne aveva parlato con alcuni collaboratori e con il sindaco, William Bonomi, ed era subito cominciato il tam tam con gli altri sindaci della Val Rendena, per raccogliere adesioni pari all’onerosità dell’impegno che ci si accingeva ad assumere.


Arcate in legno lamellare
Arcate in legno lamellare

D’altra parte, il Trentino aveva dato una tra le prove più generose di prontezza e d’efficienza nel soccorso alle popolazioni terremotate. Era giunto in forze a Paganica già nella tarda serata del 6 aprile, con la sua Protezione Civile - 180 Vigili del Fuoco con numerosi mezzi ed attrezzature - piazzandovi il proprio campo base nella chiusa di Villa Dragonetti de Torres. Nella mattinata dell’8 aprile era già a Paganica il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, con il capo della Protezione Civile provinciale, Raffaele De Col, e con loro il sindaco di Pinzolo, William Bonomi, con il comandante della Polizia Municipale, Loreto Leone, un paganichese da anni trapiantato nella cittadina turistica trentina. Il presidente Dellai, quella stessa mattina, aveva preso contatti all’Aquila con il capo della Protezione Civile Nazionale, Guido Bertolaso, e con la Municipalità aquilana, assicurando la più ampia disponibilità nei soccorsi e nell’emergenza, come in effetti poi è avvenuto. E tuttavia, oltre a questo, la Provincia Autonoma di Trento ha dato una prova straordinaria di qualità, generosità, dedizione ed efficienza negli aiuti alle popolazioni e nella realizzazione di opere che mai potremo dimenticare. Come non è possibile dimenticare la grande massa di volontari trentini che si sono alternati a Paganica durante i mesi dell’emergenza, per tutto il 2009, unitamente alle unità operative delle Regioni Umbria e Lombardia che con i relativi volontari hanno gestito altrettanto egregiamente altri due Campi di tendopoli, e infine la struttura operativa della Sezione Abruzzi dell’ANA, guidata dal gen. Antonio Purificati, che con gli alpini di tutti i gruppi abruzzesi ha assicurato il perfetto funzionamento della tendopoli del Campo 4.


Il campanile laterale
Il campanile laterale

Ma veniamo ora alla toccante cerimonia inaugurale della nuova chiesa, dedicata agli Angeli Custodi, forse non solo quelli in cielo, ma anche simbolicamente tutti quelli in terra che ci sono stati accanto nel dopo terremoto. Ricolma d’autorità e cittadini commossi per l’evento, è toccato al parroco di Paganica e direttore della Caritas diocesana, don Dionisio Rodriguez, dare il saluto d’accoglienza ai tanti ospiti trentini e bergamaschi, in una giornata attesa e particolare per la comunità paganichese. Il testimone degli interventi è passato poi di mano in mano, con testimonianze sobrie e dense d’emozione. Il primo contributo è stato di Lia Beltrami, assessore alla Solidarietà internazionale e Convivenza della Provincia Autonoma di Trento. Scrittrice e regista cinematografica, l’assessore provinciale trentina è persona di profonda sensibilità. Ormai conosciuta da tutti, all’Aquila e nei paesi del cratere è diventata di casa. Presente innumerevoli volte nei momenti più significativi del post-sisma, spicca la sua affabilità ed il tratto semplice ed immediato del carattere, come particolare è la sua attenzione specie verso i temi sociali.


Attacco dell'arcata
Attacco dell'arcata

L’assessore Beltrami ha ricordato l’incipit dell’opera, i propositi subito emersi in Val Rendena e la sua prima visita a Paganica: “Il 10 luglio 2009 ci fu il mio primo incontro con i paganichesi nelle tendopoli. Il clima era pesante. Ci impegnammo a costruire una chiesa, come abbiamo fatto anche a Cansatessa, Coppito, Onna e Barisciano. Ma la realizzazione di Paganica - ha tra l’altro aggiunto la Beltrami - è stata la più complicata, anche per la dimensione di questo complesso. Non è una chiesa che compete con la vostra parrocchiale, che sarà certamente restaurata, ma in futuro diventerà una struttura d’aggregazione al servizio della comunità. Abbiamo collaborato a realizzarla con lo spirito di chi tende la mano ad un amico in difficoltà. L'amicizia tra Pinzolo e Paganica era precedente al sisma, con il gemellaggio tra i gruppi alpini. Ora si rafforza. Oggi per me è una soddisfazione grandissima, perché questa chiesa è molto bella, come stupendo è il crocefisso sull’altare, opera dell’ebanista Carlo Caola.”

continua...
 

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