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Eutanasia: monito Papa a Lussemburgo

Benedetto XVI ha voluto esprimere nell'occasione la sua ''forte preoccupazione in merito al testo di legge sull'eutanasia e il suicidio assistito, attualmente in discussione in Parlamento''.
Il Pontefice ha rilevato che tale legge è accompagnata ''contraddittoriamente'' da un altro provvedimento positivo relativo alle cure palliative ''con il fine di rendere la sofferenza umana più sopportabile nella fase finale della malattia e favorire per il paziente un accompagnamento umano appropriato'', mentre il progetto di legge sull'eutanasia ''legittima concretamente la possibilità di mettere fine alla vita''. ''I responsabili politici, dei quali il dovere più rilevante è quello di servire il bene dell'uomo, così come lo stesso devono fare le famiglie e i medici, devono ricordarsi che 'la decisione deliberata di privare un essere umano innocente della sua vita è sempre negativa dal punto di vista morale e non può mai essere considerata lecita''', ha spiegato Ratzinger citando l'enciclica Evangelium vitae.
''La domanda che sale dal cuore dell'uomo - ha aggiunto ancora il Pontefice - nel suo supremo confronto con la sofferenza e la morte'' in particolar modo quando la disperazione lo porta a ''desiderare di scomparire, è soprattutto una domanda di accompagnamento e un appello a una maggiore solidarietà e di sostegno nella prova''.(Adnkronos)

Eutanasia/ Movimento Vita: da Lussemburgo esempio a tutto il mondo
Elogi al Granduca che non controfirma legge sull'eutanasia
Lussemburgo 15-12-2009 Il Consiglio direttivo del Movimento per la vita italiano, riunito ieri a Roma, ha inviato un messaggio al Granduca Henri del Lussemburgo, che nei giorni scorsi ha annunciato di non voler controfirmare il progetto di legge che introdurrebbe l'eutanasia nel suo Paese. "Un gesto esemplare - si legge nel messaggio - che costituisce un servizio rivolto a tutto il mondo in cui diventano ogni giorno più diffuse le aggressioni contro la vita stessa dell'uomo, specialmente nelle fasi più delicate della sua esistenza: quella del nascere e quella del morire".
Secondo il Movimento per la Vita la decisione del Granduca Henri è tanto più significativo in quanto viene "in coincidenza con le celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani, il cui grande valore viene fortemente indebolito se non sappiamo più riconoscere la dignità umana e il conseguente, indispensabile, diritto alla vita di ogni soggetto umano, anche se ammalato e prossimo alla morte. Il diritto, quello vero, quello che sessanta anni fa ha trovato espressione nella Carta universale dei diritti dell'uomo, è dalla sua parte, Altezza. Le siamo perciò riconoscenti e difenderemo in ogni circostanza la sua posizione, la indicheremo come esempio, in primo luogo ai politici e ai legislatori".
Una lettera è stata inviata contestualmente anche al primo ministro Junker: "La dichiarata decisione del Granduca di non sottoscrivere la legge dovrebbe far riflettere sulla opportunità di una legge sull'eutanasia. Nell'attuale momento - scrive il MvP - c'è una responsabilità dei governanti del Lussemburgo, non solo nei confronti del loro Paese, ma anche verso il mondo intero e particolarmente verso l'Europa. La vostra decisione finale può favorire o frenare la spinta eutanasia anche negli altri Stati. Le chiediamo quindi di compiere un gesto dicoraggio come quello del suo Sovrano, per collocarsi senza ambiguità dalla parte del diritto e della giustizia adottando ogni misura idonea per impedire l'affermazione di una legge che apra le porte dell'eutanasia in Lussemburgo".(APCOM)
Campagna europea di sostegno al Granduca Henri
Lussemburgo 08-12-2009 Ha appena avuto inizio una campagna europea di sostegno al Granduca Henri del Lussemburgo, che il 1° dicembre ha annunciato che non firmerà un'eventuale legge di autorizzazione dell'eutanasia.
L'11 dicembre prossimo si dovrebbe discutere in seconda lettura nel Parlamento del Granducato una legge di depenalizzazione dell'eutanasia. Elizabeth Montfort, ex deputato europeo, invita a sostenere la testimonianza di difesa della vita data dal Granduca, nonostante il costo politico.
La Montfort, che ha già iniziato a raccogliere il sostegno dei deputati europei, precisa che "per fare scacco matto al Graduca Henri, il Primo Ministro Jean-Claude Juncker pensa di modificare la Costituzione per togliergli il potere di veto sulla legge. Questo progetto si trasformerebbe in un autentico colpo di Stato costituzionale".
E' possibile aderire alla campagna sulla pagina web:
http://www.liberte-politique.com/soutien_au_Grand_Duc_du_Luxembourg/php/appel.php
Granduca non firma eutanasia, é crisi
Lussemburgo 04-12-2009 Per una questione di coscienza legata alla sua fede cattolica, il granduca Henri di Lussemburgo non intende firmare la legge sull'eutanasia e l'evento é assolutamente inedito perche' nel Granducato non e' mai successo che il sovrano si opponga a una legge votata dalla Camera- ha scatenato una polemica che potrebbe limitare i suoi poteri a un ruolo puramente formale.
Prendendo le distanze dalla sua tradizionale neutralita' politica, il sovrano ha annunciato che non firmera' per "ragioni di coscienza" la legge approvata dal Parlamento per legalizzare eutanasia. E il premier Jean-Claude Juncker ha proposto dunque un emendamento costituzionale che, se approvato, ridurra' il sovrano a un ruolo puramente formale. Sposato alla cattolicissima granduchessa Maria Teresa, molto vicina al movimento carismatico che ha posizioni radicali in temi come l'eutanasia, il sovrano regna su uno Stato a stragrande maggioranza cattolica e che ha il piu' alto Pil d'Europa.
Il 'via libera' del Parlamento alla legge che legalizza l'eutanasia, a febbraio (un 'via libera' di stretta misura, 26 voti contro 30) fu una sconfitta per i cristiano-sociali, che temevano che l'eutanasia diventasse all'ordine del giorno. Cionondimento Junker, convinto che il monarca debba "regnare ma non governare", ha proposto la modifica costituzionale che dovra' essere approvato dai due terzi del Parlamento; una maggioranza che probabilmente Junker ha gia' incassato prima ancora di esporsi. (da repubblica.it)
