In Primo Piano
Conclusioni della Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo

Roma, 13-12-2008 Un sito per far dialogare i giovani italiani all'estero, coordinato dalla Farnesina e aperto al contributo di tutti. E' l'impegno che, a nome del governo, il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha preso davanti agli oltre 400 delegati che hanno partecipato alla prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo che si è conclusa oggi alla Fao. Tutti tra i 18 e i 35 anni, provenienti da 37 Paesi, hanno raccontato e riprodotto la realtà dei connazionali che vivono all'estero.
Professionisti, ricercatori, imprenditori, ma anche ragazzi ancora alle prese con la formazione o appena entrati nel mondo del lavoro: tutti con una grande voglia di partecipazione e un grande senso di appartenenza al loro Paese di origine. Per tre giorni i ragazzi hanno dibattuto con le istituzioni italiane e con alcuni esperti, su cinque aree tematiche individuate in precedenza: dall'identità culturale al mondo del lavoro, dalla lingua all'informazione alla rappresentanza.
ALFREDO MANTICA: UN ABBRACCIO COSTRUTTIVO E IDENTITARIO - "La nostra giovane collettività all'estero - ha detto Mantica - ha risposto con i fatti a tutte le critiche strumentali che, suo malgrado, si è ritrovata addosso. Con intelligenza e maturità si è superata ogni distinzione ideologica per riunirsi invece in un unico abbraccio costruttivo ed identitario". Mantica ha annunciato che, in collaborazione con il ministero della Gioventù, sarà attivato un sito - coordinato dalla Farnesina - attraverso cui mettere in contatto tutti i ragazzi italiani del mondo. E, ha detto ancora, nel quadro dell'ipotesi di riforma dei sistemi di rappresentanza, il governo "potrebbe accogliere l'opportunità di inserire le quote di genere, garantendo così l'inserimento negli organi istituzionali della comunità italiana all'estero sia di giovani che di donne".
CIAMPI AUSPICI PER LA COSTITUZIONE DI UNA VERA CASA COMUNE - Intervenendo in video conferenza, il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi loda l'evento affermando che "è una iniziativa bella e significativa e mi congratulo con Frattini e Mantica". Ciampi ha ricordato anche il lavoro degli insegnanti di lingua italiana nel mondo e "il loro prezioso servizio in favore della cultura italiana" giudicando quindi "il capitale umano la principale ricchezza del paese". Dichiarandosi "intensamente partecipe" dell'evento in corso alla Fao, Ciampi esprime quindi "l'auspicio che la Conferenza divenga un appuntamento a cadenza regolare, che coinvolga sempre più giovani e che divenga rappresentativa dell'italianità nel mondo". L'ex capo dello Stato sottolinea la crescente tendenza dei giovani italiani ad "aprirsi al mondo", dichiarando che si tratta di "un processo che deve rafforzarsi grazie a scambi culturali, legami affettivi e amicizie" e che l'appuntamento "possa coinvolgere un numero crescente di giovani provenienti da tutti i Continenti, per dare luogo alla creazione di un organismo permanente rappresentativo della Comunità italiana nel mondo e farne così una vera casa comune".
Parlando della grave crisi economica che attraversa tutti i paesi Ciampi sottolinea quindi che tutte le strategie internazionali studiate per affrontarla convergono su un punto "la centralità degli investimenti in cultura e istruzione. Il capitale umano è la principale ricchezza del Paese da sostenere grazie al sostegno pubblico e all'aiuto di associazioni e imprese". L'ex Capo dello Stato rivolge ai giovani italiani residenti all'estero un appello : "Contagiate i cittadini dei Paesi nei quali vivete con la vostra italianità". "Ovunque viviate vi arrivi l'augurio di un vecchio italiano che ha sempre amato l'Italia e sentito l'orgoglio di esserne figlio".
Tra le richieste maggiormente sentite, la creazione di un "database dei professionisti": un sistema telematico creato "dal basso", dove inserire i curricula degli italiani nel mondo, che diventi un bacino di reclutamento per le imprese italiane che operano all' estero, ma anche un punto di riferimento per lo scambio di informazioni e di esperienze professionali tra i giovani italiani che vivono all'estero.
Dunque un grande ricorso alla rete, come strumento di comunicazione sovranazionale, che dimostra tra l'altro la possibilità di realizzare istanze concrete con costi non particolarmente onerosi per lo Stato. (Ansa)
Roma, 10-12-2008 "Siate buoni cittadini nei Paesi che vi ospitano perché anche così fate onore all'Italia". Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rivolgendosi ai ragazzi riuniti questa mattina alla Camera per la Prima Conferenza nazionale dei giovani italiani nel mondo.
"Contiamo sul vostro attaccamento alle radici italiane della vostra famiglia - ha aggiunto il capo dello Stato - perché vi facciate promotori in diversi continenti e Paesi della nostra lingua e cultura e perché vi facciate portatori dei valori più alti di umanità, solidarietà e laboriosità che il nostro popolo ha saputo esprimere nella sua lunga storia''. Napolitano ha concluso il suo intervento esortando i giovani a tornare presto nel "nostro e nel vostro Paese".
La conferenza, che per la prima volta riunisce i giovani italiani residenti all'estero, è stata organizzata dal ministro degli Esteri Franco Frattini e vedrà impegnati fino a venerdì 424 delegati provenienti dall'estero e 200 giovani residenti in Italia, invitati a partecipare in rappresentanza del mondo politico e professionale. Alla cerimonia d'apertura di stamane erano presenti anche il presidente del Senato Renato Schifani e quello della Camera Gianfranco Fini, Frattini, il ministro delle Politiche giovanili Giorgia Meloni, i membri del Cgie (Consiglio generale degli italiani eletti all'Estero) e alcuni parlamentari, soprattutto eletti all'estero.
Un invito a condannare ogni forma di xenofobia e favorire l'integrazione è stato rivolto da Fini. "Essere buoni italiani oggi grazie all'emigrazione - ha detto - significa avere solidi anticorpi culturali contro ogni forma di xenofobia". "Guardando le foto di quegli italiani che cento anni fa lasciarono il nostro Paese - ha aggiunto - si scopre lo stesso desiderio di giustizia sociale, di un avvenire migliore per i propri figli che in tanti casi incrociamo negli occhi di chi oggi viene da altri Paesi mosso solo dalla speranza di trovare qui un futuro migliore".(repubblica.it)
Professionisti, ricercatori, imprenditori, ma anche ragazzi ancora alle prese con la formazione o appena entrati nel mondo del lavoro: tutti con una grande voglia di partecipazione e un grande senso di appartenenza al loro Paese di origine. Per tre giorni i ragazzi hanno dibattuto con le istituzioni italiane e con alcuni esperti, su cinque aree tematiche individuate in precedenza: dall'identità culturale al mondo del lavoro, dalla lingua all'informazione alla rappresentanza.
ALFREDO MANTICA: UN ABBRACCIO COSTRUTTIVO E IDENTITARIO - "La nostra giovane collettività all'estero - ha detto Mantica - ha risposto con i fatti a tutte le critiche strumentali che, suo malgrado, si è ritrovata addosso. Con intelligenza e maturità si è superata ogni distinzione ideologica per riunirsi invece in un unico abbraccio costruttivo ed identitario". Mantica ha annunciato che, in collaborazione con il ministero della Gioventù, sarà attivato un sito - coordinato dalla Farnesina - attraverso cui mettere in contatto tutti i ragazzi italiani del mondo. E, ha detto ancora, nel quadro dell'ipotesi di riforma dei sistemi di rappresentanza, il governo "potrebbe accogliere l'opportunità di inserire le quote di genere, garantendo così l'inserimento negli organi istituzionali della comunità italiana all'estero sia di giovani che di donne".
CIAMPI AUSPICI PER LA COSTITUZIONE DI UNA VERA CASA COMUNE - Intervenendo in video conferenza, il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi loda l'evento affermando che "è una iniziativa bella e significativa e mi congratulo con Frattini e Mantica". Ciampi ha ricordato anche il lavoro degli insegnanti di lingua italiana nel mondo e "il loro prezioso servizio in favore della cultura italiana" giudicando quindi "il capitale umano la principale ricchezza del paese". Dichiarandosi "intensamente partecipe" dell'evento in corso alla Fao, Ciampi esprime quindi "l'auspicio che la Conferenza divenga un appuntamento a cadenza regolare, che coinvolga sempre più giovani e che divenga rappresentativa dell'italianità nel mondo". L'ex capo dello Stato sottolinea la crescente tendenza dei giovani italiani ad "aprirsi al mondo", dichiarando che si tratta di "un processo che deve rafforzarsi grazie a scambi culturali, legami affettivi e amicizie" e che l'appuntamento "possa coinvolgere un numero crescente di giovani provenienti da tutti i Continenti, per dare luogo alla creazione di un organismo permanente rappresentativo della Comunità italiana nel mondo e farne così una vera casa comune".
Parlando della grave crisi economica che attraversa tutti i paesi Ciampi sottolinea quindi che tutte le strategie internazionali studiate per affrontarla convergono su un punto "la centralità degli investimenti in cultura e istruzione. Il capitale umano è la principale ricchezza del Paese da sostenere grazie al sostegno pubblico e all'aiuto di associazioni e imprese". L'ex Capo dello Stato rivolge ai giovani italiani residenti all'estero un appello : "Contagiate i cittadini dei Paesi nei quali vivete con la vostra italianità". "Ovunque viviate vi arrivi l'augurio di un vecchio italiano che ha sempre amato l'Italia e sentito l'orgoglio di esserne figlio".
Tra le richieste maggiormente sentite, la creazione di un "database dei professionisti": un sistema telematico creato "dal basso", dove inserire i curricula degli italiani nel mondo, che diventi un bacino di reclutamento per le imprese italiane che operano all' estero, ma anche un punto di riferimento per lo scambio di informazioni e di esperienze professionali tra i giovani italiani che vivono all'estero.
Dunque un grande ricorso alla rete, come strumento di comunicazione sovranazionale, che dimostra tra l'altro la possibilità di realizzare istanze concrete con costi non particolarmente onerosi per lo Stato. (Ansa)
Prima Conferenza nazionale dei giovani italiani nel mondo
Alla Camera la cerimonia di apertura della Prima Conferenza
Napolitano ai giovani nel mondo"All'estero fate onore all'Italia"
Roma, 10-12-2008 "Siate buoni cittadini nei Paesi che vi ospitano perché anche così fate onore all'Italia". Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rivolgendosi ai ragazzi riuniti questa mattina alla Camera per la Prima Conferenza nazionale dei giovani italiani nel mondo.
"Contiamo sul vostro attaccamento alle radici italiane della vostra famiglia - ha aggiunto il capo dello Stato - perché vi facciate promotori in diversi continenti e Paesi della nostra lingua e cultura e perché vi facciate portatori dei valori più alti di umanità, solidarietà e laboriosità che il nostro popolo ha saputo esprimere nella sua lunga storia''. Napolitano ha concluso il suo intervento esortando i giovani a tornare presto nel "nostro e nel vostro Paese".
La conferenza, che per la prima volta riunisce i giovani italiani residenti all'estero, è stata organizzata dal ministro degli Esteri Franco Frattini e vedrà impegnati fino a venerdì 424 delegati provenienti dall'estero e 200 giovani residenti in Italia, invitati a partecipare in rappresentanza del mondo politico e professionale. Alla cerimonia d'apertura di stamane erano presenti anche il presidente del Senato Renato Schifani e quello della Camera Gianfranco Fini, Frattini, il ministro delle Politiche giovanili Giorgia Meloni, i membri del Cgie (Consiglio generale degli italiani eletti all'Estero) e alcuni parlamentari, soprattutto eletti all'estero.
Un invito a condannare ogni forma di xenofobia e favorire l'integrazione è stato rivolto da Fini. "Essere buoni italiani oggi grazie all'emigrazione - ha detto - significa avere solidi anticorpi culturali contro ogni forma di xenofobia". "Guardando le foto di quegli italiani che cento anni fa lasciarono il nostro Paese - ha aggiunto - si scopre lo stesso desiderio di giustizia sociale, di un avvenire migliore per i propri figli che in tanti casi incrociamo negli occhi di chi oggi viene da altri Paesi mosso solo dalla speranza di trovare qui un futuro migliore".(repubblica.it)
