In Primo Piano

Si continua a scavare, i morti salgono a 293
E alla possibilità che ci sia qualcuno ancora in vita ormai non ci crede più nessuno. Per sopravvivere cinque giorni sotto le macerie ci vuole molto più di un miracolo. Dunque, se non è escluso che il conto dei morti possa salire ancora, con i tre cadaveri estratti oggi
Terremoto in Abruzzo: Oggi è il giorno del lutto
L'Aquila, 09-04-09 - Alle 11 i funerali, le vittime accertate sono 287, l'Aquila e la sua gente si preparano a vivere il giorno del dolore con l'ultimo tributo ai morti del terremoto che la notte tra domenica e lunedì non solo ha martoriato il suo suolo, ma ha anche squarciato il suo cuore abruzzese "forte e gentile".
Almeno 150 bare saranno disposte in fila questa mattina sul piazzale interno della Scuola per ispettori della Guardia di Finanza per i solenni funerali di Stato. Le altre salme, ad eccezione di quelle ancora da identificare, sono state già riconsegnate ai familiari.
L'Aquila, 08-04-09 - Sale ancora il numero dei morti provocati dal terremoto in Abruzzo. L'ultimo bilancio - dicono i carabinieri - è di 272 vittime, sei non ancora identificate; 16 sono bambini; e mentre la terra ancora trema (l'ultima scossa forte avvertita è stata alle 6,25) si continua a scavare, alla ricerca dei dispersi. Un migliaio sono i feriti; 28 mila i senza casa.
Attonito e sgomento fra le macerie di una "città fantasma". Silvio Berlusconi tocca con mano i drammi provocati dal terremoto in Abruzzo e, al termine di un lungo sopralluogo al centro dell'Aquila, riconosce che quanto ha visto è "molto peggio" di quanto aveva immaginato. Per il terzo giorno consecutivo, il presidente del Consiglio atterra con l'elicottero dell'aviazione militare al piccolo aeroporto a pochi chilometri dal centro del capoluogo abruzzese. Davanti ai giornalisti snocciola il nuovo tragico bilancio del terremoto: morti, feriti, sfollati. Poi, difende l'idea di costruire una 'new town' sottolineando però che il centro storico non sarà toccato. Propone di dividere la ricostruzione in 100 progetti da affidare alle province in modo che in caso di mancati risultati i responsabili siano sottoposti al pubblico ludibrio. Ma è contro il fenomeno dello sciacallaggio che il premier si scaglia annunciando, a fianco dei ministri Angelino Alfano (Giustizia) e Ignazio La Russa (Difesa), di voler varare nuove norme "molto più severe" contro chi si macchia di un "disvalore morale assoluto". Sono loro, aggiunge che impediscono alla gente di lasciare le case, anche a rischio della loro incolumità, per andare negli alberghi messi a disposizione dal governo sulla costa.
Ecco perché è sua intenzione dispiegare anche l'esercito per blindare la città e non permettere l'accesso a nessuno al di fuori dei soccorritori. Il Cavaliere, dopo aver annunciato di aver trovato 16 milioni di euro di fondi per ricostruire la Casa dello studente, si concede una battuta: "In questa emergenza ho battuto un altro record: non dormo da 44 ore, un buon risultato per uno come me che ha 35 anni", dice sostenendo che "anche in tragedie come queste bisogna saper sorridere". Ma l'ottimismo lascia il posto allo sgomento non appena raggiunge per la prima volta il cuore della città colpita dal terremoto. La prima tappa è proprio davanti alla Casa dello studente dove almeno una decina di ragazzi hanno perso la vita divenuta uno dei simboli della tragedia. Al presidente del Consiglio viene immediatamente dato un casco dei vigili del fuoco che lui indossa con disinvoltura, ascoltando con attenzione anche dettagli tecnici che gli vengono raccontati da Sergio Basti, direttore centrale per l'emergenza dei vigili del fuoco. Il funzionario lo informa che a pochi metri da li ieri sera alle 23 una ragazza è stata estratta viva e il premier si informa sul suo stato di salute. Chiede dettagli sulle crepe a forma di 'X' che secondo gli esperti, indicano le lesioni più gravi ai palazzi. A pochi metri di distanza l'incontro più toccante: è un'anziana signora che gli si avvicina e urlando dal dolore, gli chiede aiuto. "Non ho più nulla, nemmeno i denti", gli dice la donna prendendo le mani del premier. Lui cerca di farle coraggio dicendole che "l'Italia sta rispondendo" e che il governo "non lascerà indietro nessuno".
Prosegue il sopralluogo con accanto Alfano, il governatore Gianni Chiodi e il sottosegretario Paolo Bonaiuti. "La ricostruzione sarà lunga", osserva constatando i danni agli edifici ed in particolare a quelli storici. Si complimenta più volte con i soccorritori che "hanno rischiato la vita" e di cui "l'Italia deve essere orgogliosa". Quando arriva a piazza Duomo l'impatto è ancora più forte: "Sono stato qui per le elezioni; dobbiamo reagire a questa immane tragedia, purtroppo questa è diventata una città fantasma". Parla della difficoltà di ricostruire i palazzi più antichi, mentre per paesini intorno sarà più facile fare "piazza pulita" e "ricostruire tutto daccapo". Si tratta comunque di un lavoro "veramente improbo" e su cui nessuno può fare previsioni circa i tempi anche perché, aggiunge, "da genitore non porterei mai più la mia famiglia dentro una casa anche se gli esperti mi dicessero che si può riparare". La preoccupazione più grande, però, è che si evitino nuove vittime. Arrivato a corso Vittorio Emanuele, infatti, gli indicano un angolo di un palazzo pericolante. "Dite ai ragazzi che non sono pratici di stare attenti perché se arriva un'altra scossa viene giù tutto e ci dicono che ne verranno ancora", si sincera con i responsabili. Infine, dopo aver ribadito che tornerà ancora, riconosce che la situazione è "molto peggio di quanto si pensasse" e che dal sopralluogo in elicottero non si era reso conto di quanto la distruzione fosse "generale" ed indiscriminata. (da ansa.it)

Terremoto in Abruzzo, olre 230 morti
Interi paesi distrutti, 70 mila senza tetto
L'Aquila 07-04-2009, Sono 235 le vittime del terremoto che ha colpito l'Abruzzo. Il nuovo bilancio e' stato fornito dal centro di coordinamento dei soccorsi all'Aquila. Sono 17 mila,secondo quest'ultimo bilancio, le persone assistite e un migliaio i feriti
La terra, intanto, continua a tremare ed una nuova forte scossa in serata ha causato nuovi crolli, seminando il panico tra una popolazione gia' duramente provata. Anche oggi il premier Silvio Berlusconi ha visitato le zone colpite ed ha annunciato aiuti in arrivo dagli Stati Uniti dopo una telefonata di Barack Obama.
FORTE SCOSSA IN SERATA - La nuova scossa, alle 19.47, ha raggiunto una magnitudo 5.3 della scala Richter. Si tratta dell'intensita' piu' forte dopo quella di magnitudo 5.8 che ha portato morte e distruzione nella notte tra domenica e lunedi'. L'epicentro e' stato localizzato nella zona compresa tra San panfilo d'Ocre, Fossa, S. Eusanio e Forcenese, piu' a sud-est dell'altra, a circa otto km di profondita'. Segnalati nuovi crolli. In precedenza si erano registrate altre scosse: la piu' forte in mattinata (magnitudo 4.7). Prosegue quindi lo sciame sismico che da mesi sta interessando l'aquilano.
SONO 235 MORTI, UNA TRENTINA I DISPERSI - Man mano che passano le ore i bilanci si fanno sempre piu' precisi. Sono 235 i morti accertati (40 del paese fantasma di Onna), di cui 15 non ancora identificati. I corpi sono allineati nell'hangar della scuola sottufficiali della Guardia di Finanza del capoluogo abruzzese dove e' stato allestito l'obitorio. Ma il bilancio sembra destinato ad aumentare: si contano, infatti, ancora una trentina di dispersi. Cinquecento i feriti negli ospedali, 100 in condizioni difficili. Gli sfollati, ha riferito il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ammontano a 25.000. In serata sono attive 20 tendopoli con 16 cucine da campo che potranno ospitare 14.500 persone. Parte di coloro che sono rimasti fuori casa sono stati ospitati in alberghi lungo la costa, ma sono ancora tanti coloro che dormiranno anche questa notte in auto per stare vicino alle proprie abitazioni.

L'ultima in ordine di tempo una ragazza trovata in serata sotto le macerie di una casa crollata nel centro dell'Aquila, in via Sant'Andrea. La casa era ad un centinaio di metri di distanza dalla Casa dello studente, crollata interamente, in una zona dove molti appartamenti sono affittati a studenti. Ha avuto invece esito tragico il salvataggio di un'altra giovane avvenuto in serata a L'Aquila. La donna è deceduta poco dopo essere stata estratta dalle macerie. Le urla degli abitanti e gli schianti dei crolli hanno spezzato il buio, ma solo le prime luci del giorno hanno mostrato gli effetti del terremoto: case venute giù come se fossero di carta velina. Alla fine della giornata i morti stimati sono 150, anche se solo 98 hanno adesso un nome e ci sono altri 20 cadaveri che si sta cercando di identificare, ma con l'alta probabilità che si tratti di un bilancio assolutamente provvisorio. Così come la stima dei feriti che per adesso è ferma a 1.500. Devastati tanti piccoli centri, oltre al capoluogo che pare colpito da un bombardamento: Paganica, Camarda, Tempera, San Demetrio nei Vestini, Castelnuovo. Un lungo elenco del quale fanno parte anche Villa Sant'Angelo ed il Borgo di Castelnuovo, stati quasi cancellati dal sisma.
A Onna, il centro a pochi chilometri dall'Aquila che è il più danneggiato, è la disperazione: "A Onna siamo in 350. Finora avrò contato una cinquantina delle persone che conosco, ancora vive", ha riferito un uomo che risiede nella frazione dove stamani le prime bare sono state allineate su un prato. Nel capoluogo i crolli hanno interessato tutte le zone della città sei ragazzi sono stati estratti vivi dalla Casa dello studente, ma un loro collega è ancora disperso. Un po' ovunque giù cupole di chiese e campanili: crollata la parte absidale della Basilica di S. Maria di Collemaggio, della cupola di Giuseppe Valadier della chiesa delle Anime Sante, del campanile della chiesa di San Bernardino. Crollato parzialmente anche il transetto del Duomo dell'Aquila.
"Nessuno sarà lasciato da solo", è la promessa del premier Silvio Berlusconi che ha definito l'accaduto come "una tragedia senza precedenti", dopo aver raggiunto L'Aquila ed aver sorvolato in elicottero l'area colpita dal sisma. Subito dopo ha presieduto a Roma la seduta del Consiglio dei ministri che ha conferito "i poteri di attuazione degli interventi d'emergenza" al sottosegretario Guido Bertolaso. "Per i primi giorni sono stati stanziati 30 milioni di euro di fondi immediati, in attesa di quantificare giovedì le risorse strutturali", ha spiegato Berlusconi. Fin da subito si sono mossi i soccorsi coordinati dalla protezione civile, ma dalle aree del terremoto si sono levate anche critiche: "Dove sono gli aiuti? E le tende?" chiede qualcuno a Onna, lamentando di essere rimasti per ore senza contatti con i soccorritori. Il ministro dell'interno Roberto Maroni e Bertolaso, hanno però sottolineato la prontezza con cui si è messa in moto la macchina dei soccorsi, sia a livello locale che nazionale. "Le operazioni erano già partite un quarto d'ora dopo il sisma. Più rapido di così non si poteva fare", ha detto il ministro.
E concorda un volontario della protezione abruzzese: "Abbiamo corso pericoli per arrivare in case crollate in vicoli piccoli". E se qualche ritardo c'é stato, spiega uno dei componenti della protezione civile regionale, va tenuto conto che era praticamente impossibile far fronte subito a tutte le esigenze e controllare un territorio tanto vasto". Intanto ci si prepara alla prima notte dopo il terremoto, una notte fredda e di pioggia che ha cominciato a cadere sugli sfollati per i quali si stanno predisponendo le tendopoli o cercando migliaia di posti letto negli alberghi lungo la costa. A L'Aquila in tantissimi si apprestano a trascorrete la notte nelle auto parcheggiate in piazzali o comunque in aree lontane dagli edifici: la paura non è passata e la scossa del tardopomeriggio di magnitudo 4.1 fa ricordare che il terremoto é ancora lì, in agguato, ancora una volta nella notte.
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