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Juncker criticato da Benedetto XVI per l'approvazione della legge sull'eutanasia
Lussemburgo, 08-03-2008 - Il primo ministro del Lussemburgo Jean-Claude Juncker è stato criticato da Papa Benedetto XVI nel corso di un colloquio che si è tenuto ieri in Vaticano. Oggetto delle critiche, la nuova legge per legalizzare l'eutanasia, approvata lo scorso mese dal parlamento lussemburghese.
Legge che dovrebbe entrare in vigore tra pochi mesi, cui Juncker ed il suo Partito Popolare Cristiano non sono riusciti ad opporsi. In un comunicato diramato poco dopo l'incontro, la Santa Sede ha dichiarato che "si è fatto specifico riferimento alla difesa della vita umana e al processo legislativo in corso orientato alla liberalizzazione dell'eutanasia".
Secondo la legislazione del Lussemburgo, la pratica dell'eutanasia sarà consentita per i malati terminali e per i pazienti che soffrono di malattie incurabili, ma solo se hanno fatto più di una volta richiesta di poter morire e hanno ricevuto l'assenso di due dottori e di un gruppo di esperti.
L'Olanda è stato il primo paese a legalizzare la morte assistita per i malati terminali nell'aprile 2002. Lo scorso anno, è stato il turno del Messico, che ha approvato una legge che consente semplicemente ai malati di decidere di rifiutare le terapie.
La Chiesa si oppone da sempre alla legalizzazione dell'eutanasia, anche se riconosce la possibilità di sospendere i trattamenti nel caso di accanimento terapeutico, in cui le cure si rivelino troppo invasive e la famiglia del malato ne faccia esplicita richiesta. Lo scorso hanno, il Vaticano affermò che è sbagliato smettere di nutrire un paziente in stato vegetativo anche se fosse certo che questo non possa mai più svegliarsi dal coma.
Legge che dovrebbe entrare in vigore tra pochi mesi, cui Juncker ed il suo Partito Popolare Cristiano non sono riusciti ad opporsi. In un comunicato diramato poco dopo l'incontro, la Santa Sede ha dichiarato che "si è fatto specifico riferimento alla difesa della vita umana e al processo legislativo in corso orientato alla liberalizzazione dell'eutanasia".
Secondo la legislazione del Lussemburgo, la pratica dell'eutanasia sarà consentita per i malati terminali e per i pazienti che soffrono di malattie incurabili, ma solo se hanno fatto più di una volta richiesta di poter morire e hanno ricevuto l'assenso di due dottori e di un gruppo di esperti.
L'Olanda è stato il primo paese a legalizzare la morte assistita per i malati terminali nell'aprile 2002. Lo scorso anno, è stato il turno del Messico, che ha approvato una legge che consente semplicemente ai malati di decidere di rifiutare le terapie.
La Chiesa si oppone da sempre alla legalizzazione dell'eutanasia, anche se riconosce la possibilità di sospendere i trattamenti nel caso di accanimento terapeutico, in cui le cure si rivelino troppo invasive e la famiglia del malato ne faccia esplicita richiesta. Lo scorso hanno, il Vaticano affermò che è sbagliato smettere di nutrire un paziente in stato vegetativo anche se fosse certo che questo non possa mai più svegliarsi dal coma.
Redazione
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- Il Lussemburgo dice sì all'eutanasia
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