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Tre milioni di voti per le primarie, Veltroni primo segretario del Pd

Il neoleader: ''Siamo il primo partito italiano''. Secondo le proiezioni, il sindaco di Roma al 75,6%, Rosy Bindi 13,3, Letta circa all'11%, mentre per Adinolfi e Gawronski lo 0,1%.

Roma, 15 ottobre 2007 - Veltroni segretario. E al voto ci sono andati oltre tre milioni di cittadini. Questo l’esito del P-Day, il giorno che ha visto il battesimo del nuovo soggetto politico nato dalla fusione tra Margherita e Democratici di sinistra. Secondo i dati dopo lo spoglio del 50% delle schede, Walter Veltroni ha avuto il 75,6% dei voti. Poi Rosy Bindi con il 13,3, Letta circa l'11%, con Adinolfi e Gawronski allo 0,1%.

E se la prima notizia con l’incoronazione del sindaco di Roma a leader del Pd era prevista, la seconda (gli oltre tre milioni di elettori che hanno partecipato alle primarie) è invece sorprendente anche per gli stessi organizzatori, che avrebbero brindato già con un milione di votanti. A cose fatte, quindi, tutti contenti: il segretario che arrivato a Piazza di Pietra, sede del comitato elettorale del sindaco capitolino, dice: ''Già oggi penso che siamo il primo partito italiano. Ora dobbiamo andare avanti, c'è tanta gente che guarda a noi per sbloccare il Paese''. E gli organizzatori. Anche loro felici per un risultato che questo sì, non era scontato. “Viaggiamo verso i 2 milioni e dove ci fermeremo, lo vedremo”, aveva detto ai cronisti Maurizio Migliavacca a Santi Apostoli intorno alle 18 di ieri sera.

Per uno dei tre coordinatori del Partito democratico l’obiettivo del milione di preferenze apriva le porte a un grande ottimismo sull’affluenza alle primarie del nuovo partito. Che forse nessuno immaginava battezzato da così tante schede di cittadini italiani, disposti a fare la fila per scegliere il primo segretario del nuovo schieramento e i suoi dirigenti. Ma il dato numerico finale, acquisito intorno alle 21, che superava i tre milioni (3.038.000), ha dato il via a una festa che nel quartier generale di Santi Apostoli ha dato ragione a tutti. Da chi è stato in grado di mettere in piedi una macchina elettorale che ha permesso di esprimersi a così tante persone, ai cinque candidati che hanno saputo portare al voto gli italiani, convincendoli che valeva la pena scegliere in prima persona, nonostante i tempi di antipolitica. Una festa che è durata tutta la notte. E che ha trovato nella poco distante piazza di Pietra i primi militanti del neonato partito salutare il primo segretario del Partito democratico.

Una festa doppia con un significato speciale: il progetto nato nella sede dell’Ulivo trova il suo leader. Che a poca distanza dal quartier generale prodiano raccoglie il testimone e inzia la nuova avventura del partito democratico. Il voto per le primarie era iniziato alle 7 di mattina. In lizza per la carica di segretario si erano presentati Mario Adinolfi, Rosy Bindi, Piergiorgio Gawronski, Enrico Letta e Walter Veltroni.

I cittadini erano chiamati a eleggere un segretario nazionale, 2.400 componenti dell'assemblea costituente nazionale, i segretari regionali e i 4.800 componenti delle assemblee costituenti regionali. La previsione di un’affluenza record si prevedeva già dai primi dati diffusi alle 11, quando i votanti avevano raggiunto quota 630mila. “Si tratta - commentava già Migliavacca - , stando alle proiezioni delle 11, di una partecipazione straordinaria”. Poi il dato delle 17 e quello delle 18.30. Alle cinque del pomeriggio l’affluenza toccava il milione e mezzo di elettori: un dato “tre volte superiore il numero degli iscritti dei due partiti promotori del Pd. Altro che antipolitica”, spiegavano da Santi Apostoli. Alle 18.30 rilevazione non prevista, per dire che la soglia dei due milioni di votanti era stata superata. E la decisione di tenere aperti i seggi oltre alle 20, per consentire di entrare in cabina a chi era ancora in fila. Fino ai dati definitivi - i tre milioni finali - che hanno trovato l’applauso liberatorio del popolo democratico per la nascita del nuovo partito e per salutare il nuovo segretario Walter Veltroni. (adnkronos.com)

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