In Primo Piano
Chiusa l’Assemblea del CGIE
Novità importanti sul consolato di Esch
Lussemburgo, 12 novembre 2007 – Conclusi venerdì a Roma i lavori dell’Assemblea Plenaria del Cgie, che ha visto i consiglieri delle varie comunità di italiani residenti all’Estero, impegnati in una cinque giorni d’intenso lavoro. Al centro del dibattito, le problematiche degli italiani nel mondo, espresse attraverso i documenti presentati dalle varie commissioni tematiche, le relazioni dei vice segretari di area e gli interventi di senatori e deputati, molti dei quali eletti all’estero.
Giovani, riforma della legge 153 sulla promozione e diffusione della lingua e cultura italiana all’estero, riassetto della rete consolare e riforma della legge sulla cittadinanza italiana, i temi più caldi. Alla fine dei lavori, Elio Carozza, segretario generale del CGIE, si è detto alquanto soddisfatto dei risultati raggiunti dall’Assemblea, in particolare per ciò che concerne l’approvazione dei due documenti propositivi.
Nel primo, si affronta la questione della Prima Conferenza mondiale dei giovani prevista per il 2008 – cui dovrebbero prendere un centinaio di giovani italiani di età compresa tra i 22 e i 35 anni provenienti da tutto il mondo - e delle misure che lo Stato deve adottare per rafforzare l’identità nazionale nelle giovani generazioni. Il secondo documento, verte invece sulla riforma della legge 153, tematica che nel corso degli ultimi anni, ha sempre creato grande attrito in seno al Consiglio, che finora non era riuscito ad esprimere una posizione unitaria in merito. Ora, sempre secondo Carozza, il 'testimone' passa a Governo e Parlamento: spetta a loro trovare le soluzioni e le modalità per attuare le proposte formulate dal Consiglio.
Tra gli argomenti trattati, quello che ha suscito le maggiori polemiche è stato senza dubbio il piano di riassetto della rete diplomatico-consolare, annunciato dal Viceministro Danieli in apertura dei lavori. A quanto pare, sarebbero una ventina le sedi consolari in procinto di essere chiuse o trasformate in Cancellerie consolari.
Una misura adottata per rispondere ai tagli imposti dal Ministero dell’Economia e che si ripercuote direttamente sul Lussemburgo, dove la sede del Consolato Italiano di Esch sur Alzette, verrà chiusa. Uffici e personale, saranno trasferiti nella città di Lussemburgo, presso la sede dell’Ambasciata. A darne conferma, il vicedirettore generale del Personale MAE, Carla Zuppetti, la quale ha presentato il caso del Lussemburgo come esempio, precisando che “non si tratta di una chiusura, ma di un accorpamento”, che prevede il relativo trasferimento di competenze e la trasformazione in Cancelleria Consolare.
Sempre secondo la Zuppetti, Ambasciata e Cancelleria Consolare dovrebbero essere collocati in un nuovo immobile, in cui troverà spazio anche l’Istituto Italiano di Cultura. In questo modo, "è evidente che le sinergie si moltiplicheranno".
Trovano dunque un riscontro ufficiale le voci trapelate quest’estate, secondo cui la vendita del palazzo di Esch sur Alzette, attuale sede del Consolato Italiano, era stata affidata ad un’agenzia immobiliare dell'omonima cittadina, già lo scorso giugno. Ciò nonostante, a quanto pare, né l’Ambasciatore, né il Console, erano a conoscenza dei piani della Farnesina.
A fine giugno, anche il Comites, - cui evidentemente erano giunte le medesime voci -, si era mobilitato per sincerarsi della situazione, ma aveva ricevuto rassicurazioni in merito dall’Ambasciatore Roberto Bettarini, - il quale si era detto all'oscuro di qualsivoglia cambiamento di sede o destinazione -, provvedendo ad informare anche il Console Carmela Gragnani e diffondendo una proposta di risoluzione redatta al termine della seduta straordinaria del Comites, convocata proprio per fare il punto della situazione.
Senza entrare nel merito della decisione, resta il rammarico per le modalità con cui la Farnesina ha deciso di attuare un così importante piano di razionalizzazione della propria struttura periferica, oltre allo sconcerto per la scarsa considerazione di cui sono spesso oggetto quegli organi istituiti a rappresentanza e tutela degli interessi dei cittadini italiani all’estero.
Giovani, riforma della legge 153 sulla promozione e diffusione della lingua e cultura italiana all’estero, riassetto della rete consolare e riforma della legge sulla cittadinanza italiana, i temi più caldi. Alla fine dei lavori, Elio Carozza, segretario generale del CGIE, si è detto alquanto soddisfatto dei risultati raggiunti dall’Assemblea, in particolare per ciò che concerne l’approvazione dei due documenti propositivi.
Nel primo, si affronta la questione della Prima Conferenza mondiale dei giovani prevista per il 2008 – cui dovrebbero prendere un centinaio di giovani italiani di età compresa tra i 22 e i 35 anni provenienti da tutto il mondo - e delle misure che lo Stato deve adottare per rafforzare l’identità nazionale nelle giovani generazioni. Il secondo documento, verte invece sulla riforma della legge 153, tematica che nel corso degli ultimi anni, ha sempre creato grande attrito in seno al Consiglio, che finora non era riuscito ad esprimere una posizione unitaria in merito. Ora, sempre secondo Carozza, il 'testimone' passa a Governo e Parlamento: spetta a loro trovare le soluzioni e le modalità per attuare le proposte formulate dal Consiglio.
Tra gli argomenti trattati, quello che ha suscito le maggiori polemiche è stato senza dubbio il piano di riassetto della rete diplomatico-consolare, annunciato dal Viceministro Danieli in apertura dei lavori. A quanto pare, sarebbero una ventina le sedi consolari in procinto di essere chiuse o trasformate in Cancellerie consolari.
Una misura adottata per rispondere ai tagli imposti dal Ministero dell’Economia e che si ripercuote direttamente sul Lussemburgo, dove la sede del Consolato Italiano di Esch sur Alzette, verrà chiusa. Uffici e personale, saranno trasferiti nella città di Lussemburgo, presso la sede dell’Ambasciata. A darne conferma, il vicedirettore generale del Personale MAE, Carla Zuppetti, la quale ha presentato il caso del Lussemburgo come esempio, precisando che “non si tratta di una chiusura, ma di un accorpamento”, che prevede il relativo trasferimento di competenze e la trasformazione in Cancelleria Consolare.
Sempre secondo la Zuppetti, Ambasciata e Cancelleria Consolare dovrebbero essere collocati in un nuovo immobile, in cui troverà spazio anche l’Istituto Italiano di Cultura. In questo modo, "è evidente che le sinergie si moltiplicheranno".
Trovano dunque un riscontro ufficiale le voci trapelate quest’estate, secondo cui la vendita del palazzo di Esch sur Alzette, attuale sede del Consolato Italiano, era stata affidata ad un’agenzia immobiliare dell'omonima cittadina, già lo scorso giugno. Ciò nonostante, a quanto pare, né l’Ambasciatore, né il Console, erano a conoscenza dei piani della Farnesina.
A fine giugno, anche il Comites, - cui evidentemente erano giunte le medesime voci -, si era mobilitato per sincerarsi della situazione, ma aveva ricevuto rassicurazioni in merito dall’Ambasciatore Roberto Bettarini, - il quale si era detto all'oscuro di qualsivoglia cambiamento di sede o destinazione -, provvedendo ad informare anche il Console Carmela Gragnani e diffondendo una proposta di risoluzione redatta al termine della seduta straordinaria del Comites, convocata proprio per fare il punto della situazione.
Senza entrare nel merito della decisione, resta il rammarico per le modalità con cui la Farnesina ha deciso di attuare un così importante piano di razionalizzazione della propria struttura periferica, oltre allo sconcerto per la scarsa considerazione di cui sono spesso oggetto quegli organi istituiti a rappresentanza e tutela degli interessi dei cittadini italiani all’estero.
Rosario Calvetti
12-11-2007, ore 14.10
L'accorpamento delle istituzioni italiane in lussemburgo, sebbene tardiva, appare comunque una soluzione intelligente ed auspicabile in tempi brevi.
Dario
Sono contenta che si chiuderà il consolato di esch. Quella struttura é orrenda e sicuramente non adatta per accogliere i cittadini della nostra bella nazione.
Paola
12-11-2007, ore 21.09
Vivo in Lussemburgo da 10 anni, non frequento spesso il Consolato, ma a me nn era giunta alcuna voce circa la sua chiusura. E' ufficiale la notizia? E quando sarà comunicata ufficialmente a noi cittadini italiani che viviamo in Lussemburgo?
Gianni
13-11-2007, ore 09.10
In questa vicenda, trovo che la chiusura ed il trasferimento della sede del consolato, sono l'aspetto più marginale. Certo, la speranza è che i servizi offerti migliorino, ma la domanda che mi pongo è: A cosa ci servono degli organi di rappresentanza, quando il parere di una comunità, seppur piccola, non viene neanche richiesto innanzi a decisioni così importanti?
Lino
13-11-2007, ore 09.45
Apprendo dal vostro giornale la notizia del prossimo trasferimento della sede del Consolato italiano. Vorrei dire che la cosa mi fa molto piacere. L'attuale sede di Esch sur Alzette, non mi sembra affatto decorosa, funzionale e degna di un Paese come l'italia. Auspico inoltre che la futura ubicazione del Consolato, risponda maggiormente alle esigenze di noi cittadini al fine di offrire un servizio migliore a tutta la collettività.
Riccardo
13-11-2007, ore 11.10
Volevo rispondere a Dario: la soluzione non é l’accorpamento delle istituzioni italiane in Lussemburgo perché o insieme o singolarmente saranno sempre gestite allo stesso modo: male!
La vera soluzione sarebbe quella di prendere esempio dal paese che ci ospita e imparare cosa significa professionalità correttezza ed educazione quando si lavora nel settore pubblico.
Claudio
13-11-2007, ore 12.50
Ho letto nel vostro articolo che ne il console ne l'ambasciatore erano al corrente della vendita del palazzo di Esch e se vera considero la cosa vergognosa!!! Se non hanno nessuna considerazione loro da parte del governo italiano figuriamoci noi. Sono profondamente indignata.
Anna
14-11-2007, ore 09.53
mi dispiace veramente della chiusura del Consolato di Esch sur Alzettte.. il personale e molto cordiale e competitivo visto i tanti probblemi che si porgono da anni e anni per noi connazionali stando vivendo all'estero... non si possono avere tante pretese da una cosi vecchia e storica struttura visto inoltre la vera mancanza di personale del consolato... credo che il vero probblema sia li... il trasferimento a Lussemburgo in ambasciata come si dice in giro pensate che risolva tutto.. che sia una buona soluzione ???
Dino
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