RICETTE
PASTIERA NAPOLETANA
PASQUA 2007 - In Italia, le tradizioni culinarie sono molto ricche e varie, soprattutto nel caso di feste "comandate" come la Pasqua. Tantissime le varianti di piatti tradizionali - dolci e salati-, tra una regione e l'altra. Tra le varie ricette pasquali, vuoi anche un pò per campanilismo, ce n'è uno in particolara che merita più attenzione per l'origine e la simbologia, ovvero la "pastiera" napoletana.
Si racconta che la sirena Partenope, ogni primavera emergeva dalle acque del golfo e deliziava gli abitanti con canti d'amore. Una volta la sua voce fu così melodiosa che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e vollero ringraziarla, offrendole quanto di più prezioso avessero.
Si racconta che la sirena Partenope, ogni primavera emergeva dalle acque del golfo e deliziava gli abitanti con canti d'amore. Una volta la sua voce fu così melodiosa che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e vollero ringraziarla, offrendole quanto di più prezioso avessero.
Sette fra le più belle fanciulle furono incaricate di consegnare i doni alla bella sirena:
- la farina, forza e ricchezza della campagna,
- la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle,
- le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova,
- il grano, a prova dei due regni della natura,
- l'acqua di fiori d'arancio, per ricordare il profumo della primavera
- le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo,
- lo zucchero, per esprimere la dolcezza del suo canto.

Antonello Di Salvatore
La sirena, felice per i doni, depose le offerte ai piedi degli dèi che mescolarono tutti gli ingredienti, e li trasformarono in Pastiera.
Questa è la leggenda. La storia, piuttosto verosimile, parte invece dal monastero di San Gregorio Armeno, nel centro storico di Napoli. Una suora volle unire in quel dolce, tutta la simbologia della Resurrezione. Unì il profumo dei fiori dell'arancio, che crescevano rigogliosi nel giardino del convento, poi aggiunse la bianca ricotta, simbolo della purezza e la mescolò al grano che, sepolto nella bruna terra, germoglia e risorge splendente come l'oro. Aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, l'acqua di mille fiori odorosa come la primavera, il cedro e le spezie dell'Asia.
Oggi, ogni brava napoletana, pensa di avere la migliore ricetta della pastiera. Ci sono due scuole di pensiero: l'una con aggiunta di crema pasticciera e l'altra senza. Ecco la mia ricetta ... o meglio la ricetta di papà Antonello, famoso pasticciere napoletano. E buona Pasqua a Tutti!
Questa è la leggenda. La storia, piuttosto verosimile, parte invece dal monastero di San Gregorio Armeno, nel centro storico di Napoli. Una suora volle unire in quel dolce, tutta la simbologia della Resurrezione. Unì il profumo dei fiori dell'arancio, che crescevano rigogliosi nel giardino del convento, poi aggiunse la bianca ricotta, simbolo della purezza e la mescolò al grano che, sepolto nella bruna terra, germoglia e risorge splendente come l'oro. Aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, l'acqua di mille fiori odorosa come la primavera, il cedro e le spezie dell'Asia.
Oggi, ogni brava napoletana, pensa di avere la migliore ricetta della pastiera. Ci sono due scuole di pensiero: l'una con aggiunta di crema pasticciera e l'altra senza. Ecco la mia ricetta ... o meglio la ricetta di papà Antonello, famoso pasticciere napoletano. E buona Pasqua a Tutti!
ELISABETTA DI SALVATORE
|
Ingredienti Pasta frolla
|
|
| Ripieno | Crema |
|
|
PREPARAZIONE
1. Preparare in anticipo la pasta frolla e lasciatela riposare in frigo.
2. Passare poi alla preparazione della crema pasticciera, e metterla da parte.
3. Cominciare poi a preparare il ripieno: versare in una casseruola, il grano, ½ l di latte e burro, la scorza grattugiata di un limone e far cuocere per circa 30 minuti a fuoco lento e sempre mescolando.
4. In una ciotola mettere ricotta e zucchero e mescolare bene, aggiungere poi il grano (una volta raffreddato) e sempre mescolando aggiungere frutta candita, la crema e i tuorli d’uovo.
5. Stendere poi la pasta frolla e rivestire il tegame. Versare poi il composto ottenuto precedentemente e infornare per circa un'ora a 180°.
2. Passare poi alla preparazione della crema pasticciera, e metterla da parte.
3. Cominciare poi a preparare il ripieno: versare in una casseruola, il grano, ½ l di latte e burro, la scorza grattugiata di un limone e far cuocere per circa 30 minuti a fuoco lento e sempre mescolando.
4. In una ciotola mettere ricotta e zucchero e mescolare bene, aggiungere poi il grano (una volta raffreddato) e sempre mescolando aggiungere frutta candita, la crema e i tuorli d’uovo.
5. Stendere poi la pasta frolla e rivestire il tegame. Versare poi il composto ottenuto precedentemente e infornare per circa un'ora a 180°.
N.B: Con un barattolo di 500 gr di grano si riescono ad ottenere circa 3 pastiere di media dimensione.
La pastiera va confezionata con un certo anticipo, per dare tempo a tutti gli ingredienti di fondersi in un unico tripudio.
VINI CONSIGLIATI
- PASSITO di PANTELLERIA
Curiosità sulla PASQUA
Tradizionalmente la Pasqua è in primavera, e questo si sa, ma non c'è una data fissa, perché? Molti anni fa, la Pasqua, cioè la "Resurrezione" veniva celebrata ogni domenica, poi si stabilí che Pasqua dovesse cadere la domenica seguente la prima luna piena di primavera. Oggi, la data si calcola scientificamente, sulla base dell'equinozio di primavera e della luna piena, utilizzando il meridiano di Gerusalemme.
La festa, oltre alle motivazioni religiose, è anche legata al risveglio della natura. Per i Cristiani la Pasqua rappresenta la passione e la resurrezione di Cristo. Ma anche la rinascita, la nuova vita, per questo le pietanze preparate hanno un significato del tutto particolare, anzi ogni ingrediente utilizzato nella preparazione dei piatti tipici per Pasqua ha un significato tutto particolare.
Vediamone alcuni:
La festa, oltre alle motivazioni religiose, è anche legata al risveglio della natura. Per i Cristiani la Pasqua rappresenta la passione e la resurrezione di Cristo. Ma anche la rinascita, la nuova vita, per questo le pietanze preparate hanno un significato del tutto particolare, anzi ogni ingrediente utilizzato nella preparazione dei piatti tipici per Pasqua ha un significato tutto particolare.
Vediamone alcuni:
- le uova: sono il simbolo della rinascita, fecondità e vita. In primavera gli uccelli depongono le uova, la stessa deposizione di uova differenti da parte delle diverse specie di uccelli potrebbe portare all'idea delle uova dipinte che si sono poi tramandate fino ai giorni nostri. La tradizione di colorare le uova sembra che derivi da Maria Maddalena, dopo la morte di Gesù arrivò davanti al sepolcro e lo trovò vuoto. Corse a dare la notizia ai discepoli, ma Pietro le disse che ci avrebbe creduto solo se le uova che portava nel cesto sarebbero diventate rosse, in quel momento le uova si colorarono di rosso.
- il coniglio o la lepre: sin dai primi tempi del cristianesimo, era presa a simbolo di Cristo. La lepre, con il manto che cambia colore secondo la stagione, venne indicata da sant'Ambrogio come simbolo della resurrezione.
- la colomba: come simbolo di pace, richiama all'episodio del diluvio universale. La colomba ritornò da Noè tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, messaggio di pace, il castigo divino era concluso, le acque del diluvio si ritirarono, iniziava un'epoca nuova per l'umanità intera.
- l’agnello, piatto tradizionale ma anche simbolo della Passione di Cristo.
- Pasquetta: è il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua (Lunedì dell'Angelo). In questo giorno si ricorda l'apparizione di Gesù risorto, ai due discepoli in cammino verso Emmaus, vicino Gerusalemme. Proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli è abitudine tra i cristiani, trascorrere questa giornata con una passeggiata "fuori le mura", una "scampagnata" fuori città.

