Vini italiani
Plenio
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Riserva

Verdicchio Plenio
Plenio è un Verdicchio Riserva, una tipologia prevista dal disciplinare di produzione, che impone un periodo di invecchiamento minimo di 18 mesi di cui almeno 6 passati in bottiglia.
Il nome, dal latino Plenum, vuole suggerirne le caratteristiche di pienezza, complessità, e struttura. E’ un vino che, infatti, si lascia apprezzare per la lunga persistenza e per la ricchezza di profumi ed aromi, che abbinati alla sua grande eleganza ne fanno un vino unico.
Le prime annate vennero prodotte da un appezzamento del vigneto Villa Bianchi, mentre oggi Plenio è espressione di una vigna situata ad una maggiore altitudine, in una delle aree storicamente più vocate alla produzione di Verdicchio, nei pressi del caratteristico borgo di Cupramontana.
Il nome, dal latino Plenum, vuole suggerirne le caratteristiche di pienezza, complessità, e struttura. E’ un vino che, infatti, si lascia apprezzare per la lunga persistenza e per la ricchezza di profumi ed aromi, che abbinati alla sua grande eleganza ne fanno un vino unico.
Le prime annate vennero prodotte da un appezzamento del vigneto Villa Bianchi, mentre oggi Plenio è espressione di una vigna situata ad una maggiore altitudine, in una delle aree storicamente più vocate alla produzione di Verdicchio, nei pressi del caratteristico borgo di Cupramontana.
SCHEDA TECNICA:
Verdicchio Plenio Doc
Vitigno Verdicchio 100%
Prima annata di produzione 1995
Comune/area di produzione Cupramontana
Prima annata di produzione 1995
Comune/area di produzione Cupramontana
Il vigneto
Il vigneto, impiantato nei primi anni ‘90, è situato a circa 350 metri sul livello del mare ed ha una esposizione che guarda ad est. Il terreno, che risale a formazioni plio-pleistoceniche, si caratterizza per essere molto profondo, franco argilloso, con una fertilità piuttosto scarsa e quindi molto vocato alla produzione di vini di qualità. La resa è di circa 60-70 q.li per ettaro.
La vendemmia
E’ eseguita a mano, con le uve raccolte e trasportate in casse. Normalmente si svolge nel periodo a cavallo tra la prima e la seconda decade di Ottobre quando le uve hanno raggiunto l’equilibrio ottimale tra acidità e grado zuccherino.
Vinificazione
Dopo una pressatura soffice il mosto fiore viene repentinamente raffreddato per poi essere decantato in maniera statica. La fermentazione è svolta per il 70% in serbatoi di acciaio a temperatura controllata tra 16 e 18°C, e si protrae per 10-15 giorni. Il restante 30% è fermentato in botti di rovere da 50 hl. Il vino effettua la fermentazione malolattica su un 10-15% della massa totale. La fase di affinamento dura circa 12 mesi, durante i quali il vino rimane a contatto con i propri lieviti negli stessi contenitori di fermentazione. Il Plenio completa l’affinamento con ulteriori 6 mesi in bottiglia.
Note del Winemaker
Un vino di eccezionale consistenza coniugata a grande raffinatezza. Dal colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati, al naso si
rivela fresco e penetrante con sentori leggermente vanigliati di frutta matura, miele, mandorla amara ed erbe aromatiche; tipica la nota di anice, timbro del vitigno d’origine. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, vellutato, ricco, dal finale molto persistente con lunghi ricordi di mela, susina e mandorla.
rivela fresco e penetrante con sentori leggermente vanigliati di frutta matura, miele, mandorla amara ed erbe aromatiche; tipica la nota di anice, timbro del vitigno d’origine. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, vellutato, ricco, dal finale molto persistente con lunghi ricordi di mela, susina e mandorla.
Abbinamenti
Paste ripiene, carne bianca arrosto, pesce arrosto.
Temperatura di servizio ideale
12-14°C
Bicchiere di servizio
Calice di media ampiezza a tendenza sferica, per consentire una migliore percezione degli aromi complessi. L’apertura diritta valorizzerà il vino in bocca, dirigendolo prima nelle parti laterali e posteriori della lingua, per poi giungere alla punta, e valutare quindi, in modo complessivo, la sua morbidezza.
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