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Pasti: Lussemburgo al top, Italia batte Francia
Primi nella classifica Ue con oltre 7mila euro procapite

ROMA - Nel 2008 per mangiare, sia in casa che fuori casa, gli italiani hanno pagato un conto di quasi 4mila euro ciascuno: molto meno di quanto hanno sborsato gli abitanti del Lussemburgo (primi nella classifica Ue con oltre 7 mila euro), ma più di quanto speso da grandi Paesi come Francia e Germania e, soprattutto, Bulgaria, ultima in classifica con appena 1.000 euro l'anno. A mettere al microscopio la spesa sostenuta dagli europei per mangiare è l'Ufficio studi della Confcommercio, con il rapporto 'Europa consumi'. Dallo studio, che comprende anche la spesa relativa a tabacchi e bevande alcoliche, emerge che gli europei che nel 2008 hanno pagato il conto più salato, tra spesa alimentare e pasti fuori casa, sono appunto gli abitanti del Granducato, con 7.027 euro.
Molto staccata la seconda in classifica, Cipro, con 4.958 euro, mentre al terzo posto figura l'Irlanda con 4.924 euro l'anno per ogni abitante. L'Italia si piazza nona, con 3.895 euro, sopra la media europea (3.329 euro) e anche sopra a Francia (3.610) e Germania (3.102). Guardando le singole voci, emerge che la spesa più consistente è, quasi per tutti, quella per gli alimentari: ciascun italiano ha investito per la spesa di tutti i giorni (esclusi bevande, alcolici e tabacchi) 2.144 euro, contro i 1.188 del conto pagato in bar e ristoranti.
Per le bevande non alcoliche la spesa è stata pari 155 euro, per quelle alcoliche 115 euro e per i tabacchi 294 euro. Anomalie, da questo punto divista, si riscontrano solo in Irlanda, dove per mangiare fuori si spende quasi il doppio rispetto a quanto si sborsa per gli alimentari e in generale la cifra più alta d'Europa, in Spagnae nel Regno Unito.
Al contrario, per i pasti fuori casa meno di tutti spendono i lituani (appena 120 euro l'anno). Il portafoglio più leggero in assoluto, per la spesa alimentare, è invece quello dei greci (2.437 euro, contro gliappena 636 dei bulgari), mentre a spendere di più per le bevande alcoliche sono i finlandesi (577 euro a fronte dei 52 dei bulgari).
Discorso a parte per i tabacchi, dove, ricorda lo studio, i dati risentono dei diversi gravami fiscali e non soltanto della diffusione del fumo: e così il Lussemburgo svetta con 1.944 euro, seguito da Cipro con 479 euro. Nel periodo 1996-2008, in ogni caso, la spesa complessiva per i pasti in casa e fuori casa (che rappresenta comunque "la principale macrofunzione di spesa delle famiglie) è cresciutain Europa dell'1,3%, meno del totale dei consumi (+2,2%), evidenziando però dinamiche particolarmente sostenute in Paesi meno ricchi come Lettonia (9,2%), Lituania (6,9%), Estonia(6,7%) e Romania (6,4%): anche per quanto riguarda l'acquisto di beni alimentari, si registra una tendenza all'allineamento tra Paesi meno ricchi e quelli più avanzati.
Non solo: dallo studio emerge anche che la spesa per il cibo tende a ridursi, conalcune eccezioni, con l'aumentare del livello totale dei consumi e conseguentemente del reddito. Quote superiori al 30% si registrano in Romania, Bulgaria, Lituania, Spagna, Grecia e Cipro, mentre le incidenze più basse si rilevano in Germania e Olanda.
ansa.it

