ITINERARI
Nostalgie Ischitane: Ritorno a Casamicciola.
L’isola di Ischia, sebbene il suo nome non abbia la risonanza mondiale che ha Capri, è la più grande delle isole della costa campana. Estesa per 46 Kmq, "l'isola verde" vede suddiviso il suo territorio (e la sua popolazione di circa 60.000 abitanti) in 6 comuni: Barano, Casamicciola Terme, Forìo, Ischia, Lacco Ameno, Serrara- Fontana.
Così succede che, se sono in molti a non aver mai sentito il nome di Ischia, ancor più sono quelli che, pur conoscendo l’esistenza di quest’isola ricca di fascino e di incanto, ignorano il nome delle sei bellissime e laboriose città che la onorano. Le quali, pur se votate in maniera uniforme e solidale alle attività turistiche, mantengono tuttavia, singolarmente, alcune caratteristiche originali ed una peculiarità tutta loro. E già solo per questo meriterebbero di essere meglio conosciute.
Capita anche che piccole località dell’isola, rese famose da scorci paesaggistici, (come il borgo marinaro di S.Angelo, la spiaggia dei Maronti, la baia di Sammontano) o da tradizioni popolari, o anche da avvenimenti storici legati alla presenza di personalità internazionali, oppure perché sedi di manifestazioni di carattere culturale, siano più conosciute del nome stesso del comune in cui si trovano.
Anche se è quasi scomparsa l’attività artigianale della pesca di paranze, presente ormai solo ad Ischia Ponte, permane sull’isola una modesta attività agricola, una discreta industria armatoriale, una tradizionale produzione artistica delle ceramiche, una rilevante iniziativa terapeutica legata al termalismo, diffuso quest'ultimo su tutto il territorio isolano: tutti settori che in qualche modo favoriscono (e nello stesso tempo da esso traggono benefici) il turismo. Tutto il resto della capacità economica è costituito dall'indotto dalla primaria attività turistica. Quindi non solo turismo, ma anche vita locale delle cittadine con la loro storia popolare, civile, culturale, morale, religiosa, ognuna con una propria autonoma economia "domestica".
Così succede che, se sono in molti a non aver mai sentito il nome di Ischia, ancor più sono quelli che, pur conoscendo l’esistenza di quest’isola ricca di fascino e di incanto, ignorano il nome delle sei bellissime e laboriose città che la onorano. Le quali, pur se votate in maniera uniforme e solidale alle attività turistiche, mantengono tuttavia, singolarmente, alcune caratteristiche originali ed una peculiarità tutta loro. E già solo per questo meriterebbero di essere meglio conosciute.
Capita anche che piccole località dell’isola, rese famose da scorci paesaggistici, (come il borgo marinaro di S.Angelo, la spiaggia dei Maronti, la baia di Sammontano) o da tradizioni popolari, o anche da avvenimenti storici legati alla presenza di personalità internazionali, oppure perché sedi di manifestazioni di carattere culturale, siano più conosciute del nome stesso del comune in cui si trovano.
Anche se è quasi scomparsa l’attività artigianale della pesca di paranze, presente ormai solo ad Ischia Ponte, permane sull’isola una modesta attività agricola, una discreta industria armatoriale, una tradizionale produzione artistica delle ceramiche, una rilevante iniziativa terapeutica legata al termalismo, diffuso quest'ultimo su tutto il territorio isolano: tutti settori che in qualche modo favoriscono (e nello stesso tempo da esso traggono benefici) il turismo. Tutto il resto della capacità economica è costituito dall'indotto dalla primaria attività turistica. Quindi non solo turismo, ma anche vita locale delle cittadine con la loro storia popolare, civile, culturale, morale, religiosa, ognuna con una propria autonoma economia "domestica".
Ma voglio parlarvi, in particolare, di Casamicciola Terme, a cui torno ogni anno a ritemprarmi dalle fatiche invernali e a respirare i profumi soavi agognati tutto l’anno. Come dice il poeta, pensando alla sua Liguria:
“Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni”. (E. Montale)
La posizione di Casamicciola, adagiata ai piedi del fianco più impervio del monte Epomeo, sul lato nord dell'isola, il più verdeggiante a causa della esposizione settentrionale, la rende la più fortunata fra le sei città a beneficiare del microclima ischitano, ricca d'acque, accarezzata da costanti brezze e aperta a splendidi tramonti.
Se il comune di Ischia col suo porto naturale è l’approdo ufficiale per chi arriva sull’isola, Casamicciola ne è il suo secondo porto, ben collegato sia con Napoli che con Pozzuoli (sulla terraferma); mentre rimane il più importante punto di ormeggio per la flottiglia delle imbarcazioni private a scopo turistico.
Dicevamo dell’Epomeo. La sua natura vulcanica, lo rende contiguo, dal punto di vista geologico e orografico, alla zona dei Campi Flegrei ad ovest di Napoli, e non dissimile dallo stesso Vesuvio.
Il carattere vulcanico dell’isola è, infatti, alla base del suo termalismo: fenomeno esteso a tutta il territorio isolano e che si manifesta anche nel fondo del mare circostante con numerose sorgenti, le cui bolle di acqua calda sono visibili in modo particolare lungo le numerose spiagge.
Ma la regina delle terme è Casamicciola. Non tanto per i numerosi stabilimenti termali adeguatamente attrezzati, fra i più antichi tra quelli ideati in epoca moderna per il benessere e la cura del corpo, né per avere ogni albergo e ogni pensione, e talvolta anche le abitazioni private, fornitura di acqua termale sorgiva, quanto per la qualità stessa delle sue acque e dei suoi fanghi.
“Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni”. (E. Montale)
La posizione di Casamicciola, adagiata ai piedi del fianco più impervio del monte Epomeo, sul lato nord dell'isola, il più verdeggiante a causa della esposizione settentrionale, la rende la più fortunata fra le sei città a beneficiare del microclima ischitano, ricca d'acque, accarezzata da costanti brezze e aperta a splendidi tramonti.
Se il comune di Ischia col suo porto naturale è l’approdo ufficiale per chi arriva sull’isola, Casamicciola ne è il suo secondo porto, ben collegato sia con Napoli che con Pozzuoli (sulla terraferma); mentre rimane il più importante punto di ormeggio per la flottiglia delle imbarcazioni private a scopo turistico.
Dicevamo dell’Epomeo. La sua natura vulcanica, lo rende contiguo, dal punto di vista geologico e orografico, alla zona dei Campi Flegrei ad ovest di Napoli, e non dissimile dallo stesso Vesuvio.
Il carattere vulcanico dell’isola è, infatti, alla base del suo termalismo: fenomeno esteso a tutta il territorio isolano e che si manifesta anche nel fondo del mare circostante con numerose sorgenti, le cui bolle di acqua calda sono visibili in modo particolare lungo le numerose spiagge.
Ma la regina delle terme è Casamicciola. Non tanto per i numerosi stabilimenti termali adeguatamente attrezzati, fra i più antichi tra quelli ideati in epoca moderna per il benessere e la cura del corpo, né per avere ogni albergo e ogni pensione, e talvolta anche le abitazioni private, fornitura di acqua termale sorgiva, quanto per la qualità stessa delle sue acque e dei suoi fanghi.
![]() Panorama con monte Vico |
![]() Tramonto sul mare |
![]() Fuochi a mare |
Per spiegare il nome della città, ci saranno certamente ricostruzioni più dotte e forse scientificamente più rigorose; a me piace conformarmi ad una etimologia più vicina al pensare (e alla lingua stessa) del popolo – fosse anche una paraetimologia! – e cioè ritenere che la parola venga da “casa piccola”, “casetta”, quasi ad indicare la modesta, agreste, origine storica del centro abitato, che come si sa, si era sviluppato a mezza costa del monte Epomeo privilegiando le attività agricole e tra queste la produzione del vino. Una tradizione agricola quindi, che negli anni ha generato fenomeni migratori legati alla ricerca del lavoro, che i giovani trovavano solo sulla flotta mercantile (marittimi). Fino a quando non si affermò l’attività termale e il relativo servizio dell'ospitalità (alberghetti a conduzione familiare).
Il centro della città era perciò in alto, lontano dal mare, mentre sulla spiaggia (la marina), dove a causa del deflusso delle acque termali si raccoglieva la migliore argilla, si erano insediate numerose fornaci per la produzione delle terrecotte: mattoni, vasi, opere ornamentali e in seguito anche porcellane artistiche.
Distrutta la città dal terribile (e ormai proverbiale) terremoto del 1883, la popolazione superstite di Casamicciola si trasferì piú a valle, verso la marina, dove trovò rifugio in baracconi provvisori, dando origine così ad un nuovo insediamento che conservava tuttavia i segni della originaria provvisorietà. Così, anche Casamicciola si aprì ai traffici marittimi e, finalmente, al turismo.
Oggi la città si presenta su tre livelli altimetrici: al livello del mare, il rione Perrone e la marina, lambiti dalla strada panoramica del lungomare che porta a Lacco Ameno; più su, la zona di piazza Bagni (collegata alla basilica di S. Maria Maddalena, patrona della città) dove si trovano le terme storiche di Casamicciola (le migliori in assoluto di tutta l’isola), le cui sorgenti (il "gurgitiello") oggi convogliano le loro acque all’interno di alcuni stabilimenti termali, gestiti da famiglie del posto (famose le Terme "Vincenzo Fiola" in via Ombrasco); e, in alto, la piazza Maio, che
corrisponde all’incirca al sito dell’originario centro urbano abitato prima del terremoto.
Arrivando a Casamicciola da Ischia, la strada che allontanatasi dal porto di Ischia si è arrampicata su un costone di roccia lavica, prima di discendere di nuovo per raggiungere il rione Perrone - e così rimettersi lentamente al livello del mare - attraversa un tratto a mezza costa, aperto sulla destra verso il mare, dove si trova la località "Castiglione", mentre sul lato sinistro costeggia ville e giardini privati.
Il costone digradante del Castiglione (antico castello, di cui resta solo il nome nella toponomastica locale), oggi è una conca verdeggiante, attrezzata di piscine termali in mezzo ad aiuole fiorite e foreste di pini, fino alla caratteristica spiaggia munita a sua volta di tutti i comfort. Per la risalita, una funicolare collega i vari livelli delle piscine e dei parcheggi e raggiunge il ristorante panoramico al livello della strada.
Non appena la strada si affaccia poi sul mare di Casamicciola, a destra si trova l’Hotel La Madonnina (da dove inizia il lungomare) con la sua discesa a mare fino alla simpatica spiaggetta privata, alla quale si può arrivare anche in motoscafo. Continuando per via Girardi (il lungomare), l’abitato è disposto sulla sinistra: abitazioni private, ville, qualche albergo, il convento dei Padri Passionisti con la chiesa di S. Gabriele, bar e negozi, fino al porto con la piazza Marina completamente rinnovata, dove è il centro delle passeggiate e degli incontri e dove, non lontano, si possono vedere allineate le imbarcazioni del porticciolo turistico. Oltre il porto, la strada panoramica, in un chilometro, si collega direttamente con il comune di Lacco Ameno.
A Casamicciola sono legati i nomi di grandi personaggi della cultura e dell’arte, come Croce ed Ibsen; essa è inoltre sede di un interessante concorso di poesia, destinato agli studenti europei.
Luigi Casale
Fotogallery
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